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Gli avvelenamenti domestici

Sono migliaia i casi di avvelenamenti accidentali domestici. Impariamo a difendere i nostri piccoli esploratori.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Ogni anno sono decine di migliaia i casi di ingestione accidentale di sostanze tossiche per uso domestico: candeggina, sapone, lucido da scarpe, insetticidi, cosmetici e così via. Vittime di questi incidenti sono soprattutto i bimbi ed il problema degli avvelenamenti domestici è sicuramente il più importante quando si parla di sicurezza dei bambini: il rischio di soffocamento o di scossa elettrica o di incidenti è incomparabilmente inferiore in confronto alla possibilità che un piccolino si avveleni con una delle numerosissime sostanze tossiche che normalmente si possono trovare in casa.

Non si parla tanto del bambino sotto i 9-10 mesi di vita, che in genere è sempre sottoposto ad una stretta sorveglianza, ma piuttosto del bimbo che inizia a gattonare spedito e a camminare in modo autonomo e che, come un temerario e avventuroso esploratore, si aggira per la casa portandosi alla bocca tutto ciò che trova sul suo cammino. In questa fase del suo sviluppo psicomotorio è infatti la bocca lo strumento più importante con cui il bambino esplora il mondo che lo circonda: in questo modo il bambino riconosce i sapori e distingue quelli buoni da quelli cattivi, determina la morbidezza e la robustezza degli oggetti, inizia a riconoscere sensazioni di piacere o di fastidio, e così via. Alcune situazioni e orari a rischio.

Alcune situazioni e orari a rischio

È stato verificato che esistono determinate ore della giornata in cui il rischio di una intossicazione acuta è più frequente per un bambino: si tratta dei periodi tra le 11 e le 13 e tra le 19 e le 21 in cui gli adulti sono più indaffarati in faccende domestiche o nei preparativi per il pranzo o per la cena o in cui sono semplicemente più stanchi e meno reattivi. Occorre inoltre ricordare che un bambino tende a riprodurre e ad imitare i gesti ed i comportamenti dell'adulto e questo rappresenta si­curamente un ulteriore fattore di rischio per il contatto con sostanze tossiche: si pensi ai farmaci, ma anche alle sigarette ed agli al­colici.

Come difendere i nostri piccoli esploratori

L'elenco delle sostanze potenzial­mente pericolose che si trovano in una casa è lunghissimo, ed è impossibile in questo articolo fornire informazioni dettagliate sul reale grado di tossicità di ognuna di esse, sulle dosi pericolose e sugli interventi da mettere in atto nel momento della loro ingestione, contatto o inalazione, ma è sicuramente possibile adottare alcuni ac­corgimenti per rendere l’abitazione più sicura.

Farmaci

Sono al primo posto nelle statistiche di intossicazione acuta rappresentando all’incirca il 50% dei casi di avvelenamento. Vanno conservati in armadietti ad altezze inaccessibili ad un bambino, meglio se sotto chiave. Molti farmaci hanno ora tappi di sicurezza che si aprono e chiudono solamente con una serie di movimenti abbastanza complicati che un bimbo piccolo non è in grado di eseguire, ma spesso gli adulti trovano più comodo lasciare le confezioni aperte, magari sul comodino oppure usare piccole scatole portapillole che tengono nelle borse o nel­le tasche delle giacche, facilitando così enormemente il rischio di una loro assunzione da parte del bambino.

Anche le confezioni in "blister" comportano da parte del piccolo una discreta diffi­coltà nell'estrazione della singola pastiglia, ma ciò non deve rappresentare una garanzia sufficiente a lasciarglieli in mano soprattutto perché i colori delle pillole ed il modo con cui sono confezionate assomigliano molto a quelli di alcune caramelle e pasticche per bambini.

Prodotti per la casa ed il giardino

Sono al secondo posto nelle casistiche degli avvelenamenti e delle intossicazioni domestiche. Tutti i prodotti usati in casa per la pulizia (detersivi di ogni genere, detergenti, candeggianti, disincrostanti, smacchiatori, deodoranti, cere, lucidanti) e per la manutenzione (ammoniaca, soda caustica, colle, vernici, solventi), ma anche altri prodotti potenzialmente pericolosi (insetticidi e antitarme, concimi per le piante) non vanno mai tenuti a ”portata di bambino”, ma riposti in luoghi sicuri e non accessibili (per esempio in mobiletti alti o in armadietti chiusi a chiave) evitando, come in genere si fa per comodità e per praticità, di riporli nei sottolavandini di bagni e cucine.

Occorre mantenere i prodotti nelle loro confezioni originali, perché su di esse sono riportati i segnali di peri­colo e le indicazioni sulle sostanze tossiche presenti (elemento questo indispensabile da conoscere per la terapia da seguire nel malaugurato caso di ingestione), evitando il travaso del contenuto in con­tenitori normalmente destinati ad altro uso (come bottiglie dell'acqua o di bibite varie oppure barattoli con l’etichetta di prodotti alimentari), che possono poi ve­nir confusi non solo dai bambini, ma anche da­gli stessi adulti, con conseguenza spesso drammatiche.

Altre sostanze tossiche

Esiste in casa un’altra sostanza tossica a cui raramente si presta la dovuta attenzione: è la nicotina contenuta nelle sigarette. Forse non tutti sanno che già due-tre centimetri di una sigaretta, se ingeriti da un bambino, possono racchiudere abbastanza nicotina da costituire un serio pericolo. Le sigarette non vanno perciò mai tenute sparse per l’abitazione o in borsette o nelle tasche di indumenti, ma in cassetti ben chiusi o in scatole con chiusure a prova di bimbo.

Attenzione anche ai mozziconi di sigaretta, da gettare immediatamente e da non lasciare nei portacenere. Bisogna inoltre segnalare che alcune piante da appartamento e da giardino possono possedere una tossicità locale, provocando quindi irritazione sulle parti del corpo con cui vengono a contatto oppure una tossicità generale dovuta all'ingestione di qualunque parte della pianta (bulbi, radici, foglie, bacche), di grado variabile a seconda della quantità di ingerita e della concentrazione delle sostanze tossiche in essa contenute.

Tra le più comuni ricordiamo la stella di Natale (tutta la pianta è velenosa, compreso il latte biancastro rilasciato dal fusto quando si strappano le foglie), il filodendro (rilascia, dai piccioli delle foglie, un lattice bianco piuttosto tossico, che può causare gravi irritazioni alla cute e agli occhi e, se ingerito, tumefazione della lingua e soffocamento) e l’oleandro (i cui rametti, foglie e fiori contengono un potente veleno).

Che cosa fare in caso di ingestione accidentale

La cosa migliore è sicuramente telefonare al proprio medico oppure ad un Centro Antiveleni. Poiché di certo l'operatore del Centro consultato vi chiederà alcune informazioni, è opportuno che chi telefona sia pronto a comunicare diversi dati importanti come l’età del bambino, il suo peso approssimativo, la sostanza che ha ingerito è importante avere sotto mano la confezione, così da poter leggere la composizione chimica riportata sull’etichetta), la quantità assunta, i sintomi presenti, le eventuali misure terapeutiche già messe in atto. Per finire riportiamo di seguito un elenco dei Centri Antiveleno presenti in Italia.

Ancona - Istituto Medicina Sperimentale - via Ranieri, 2 - tel. 071.220.463.6
Bologna - Pronto Soccorso presso Ospedale Maggiore - largo Negrisoli, 2 - tel. 051.333.333
Catania - Centro Rianimazione Ospedale Garibaldi - piazza S. Maria Gesù - tel. 095.759.412.0
Cesena - Ospedale Maurizio Buffalini - viale Ghiotti, 286 - tel. 0547.352.612
Chieti - Ospedale Santissima Annunziata - via P.A. Valignani - tel. 0871.345.362
Firenze - Centro Antiveleni Azienda Ospedaliera Careggi - viale G.B. Morgagni, 65 - tel. 055.427.723.8 oppure 055.427.781.9 oppure 055.427.773.1
Genova - Ospedale S. Martino - via Benedetto XV, 10 - tel. 010.352.808
Genova - Istituto Scientifico G. Gaslini - largo G. Gaslini, 5 - tel. 010.563.624.5 oppure 010.5636567
La Spezia - Ospedale Civile S. Andrea - via Vittorio Veneto, 197 - tel. 0187.533.296
Lecce - Ospedale Generale Regionale Vita Fazzi - via Moscati, 73 - tel. 0832.665.374
Messina - Unità degli Studi di Messina - villaggio Santissima Annunziata - tel.090.221.245.1
Milano - Ospedale Niguarda Ca' Granda - piazza Ospedale Maggiore, 3 - tel. 02.661.010.29
Napoli - Ospedale Cardarelli - via Antonio Cardarelli, 9 - tel. 081.545.333.3 oppure 081.747.287.0
Padova - Dipartimento di Farmacologia Università di Padova - largo Egidio Meneghetti, 2 - tel. 049.931.111 oppure 049.827.507.8
Pavia - Clinica del Lavoro e Riabilitazione - via S. Boezio, 26 - tel. 0382.244.44 oppure 0382.262.61
Pordenone - Centro Rianimazione Ospedale Civile - via Montereale, 24 - tel. 0434.399.698 oppure 0434.550.301
Reggio Calabria - Centro Rianimazione Ospedali Riuniti - via G. Melacrino, 1 - tel. 0965.811.624
Roma - Policlinico Umberto I - viale Policlinico, 155 - tel. 06.490.663 oppure 06.499.706.98
Roma - Policlinico A. Gemelli Università Cattolica S. Cuore - largo Agostino Gemelli, 8 - tel. 06.305.434.3
Torino - Centro Antiveleni Ospedale Molinette - corso A. M. Dogliotti, 14 - tel. 011.637.637
Trieste - Istituto per l'infanzia - via dell'Istria, 65/1 - tel. 040.378.537.3 oppure 040.378.533.3

31/8/2001

1/1/2000

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