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Diritti e doveri del malato

Le regole per una sanità buona per tutti.

Quanto segue è tratto dall'accordo a livello nazionale tra la commissione preposta del Ministero della Sanità e il Tribunale dei diritti del malato e rappresenta la condotta ideale cui il Sistema Sanitario Nazionale (inteso come insieme degli operatori medici e non, ma anche come sistema organizzativo che fornisce servizi) dovrebbe uniformarsi. La distanza fra quanto scritto e la realtà esprime il cammino ancora da compiere. Buon viaggio. (NdR)

Il malato ha diritto ad essere trattato senza favoritismi, clientelismi ed abusi e non deve essere costretto a ricorrere a visite a pagamento per ridurre i tempi di attesa o per godere di una assistenza più accurata. Il cittadino che si trova nella necessità di rivolgersi alle strutture sanitarie ha diritto ad essere informato su tutte le possibilità offerte dalle strutture pubbliche e private.

E' dovere di ogni paziente informare tempestivamente le strutture sanitarie sulla propria intenzione di rinunciare a prestazioni già programmate, per evitare sprechi di tempi e di risorse. Le strutture sanitarie dovranno tempestivamente informare il cittadino della impossibilità di effettuare le prestazioni alle date previste.

Il malato ha diritto alla presenza dei sanitari negli ambulatori per il tempo stabilito dai contratti o dalle convenzioni. il rispetto degli orari è dovuto da tutti i sanitari.

In caso di ricovero il malato ha diritto che il proprio medico collabori con la struttura ospedaliera fornendo tutti gli elementi in suo possesso : allo stesso modo, al momento della dimissione il reparto trasmetterà al medico di base dettagliata informazione sul decorso ospedaliero e una sintesi diagnostica e terapeutica.

Il malato ha diritto a ricorrere ad un pronto soccorso organizzato in modo da sopportare minimi tempi di attesa, dovrà essergli garantito il trasferimento al reparto nel più breve tempo possibile, in relazione alla patologia da cui è affetto. Dovrà essere sottoposto ai necessari esami radiologici e strumentali anche nelle giornate prefestive e festive e nelle ore notturne quando l'urgenza lo richieda.

Il malato deve essere ricoverato in ospedale solo quando è indispensabile: vanno esclusi i ricoveri per accertamenti diagnostici che si possono eseguire ambulatorialmente.

Le strutture ambulatoriali devono essere efficienti ed in grado di eseguire esami attendibili.

I ricoveri devono essere possibilmente programmati per evitare inutili spese e impropria occupazione di posti letto. Il paziente che deve essere sottoposto ad intervento programmato deve essere invitato all'autotrasfusione.

Il malato ha diritto a rivolgersi alla Direzione Sanitaria dell'Ospedale o USSL per avere notizie sulle prestazioni e sui tempi di attesa.

Le liste di attesa devono essere redatte secondo criteri oggettivi e dichiarati, devono essere trasparenti e controllabili dall'utente.

Il cittadino è tenuto al rispetto degli ambienti, delle attrezzature e degli arredi delle strutture sanitarie, che sono patrimonio della collettività e quindi anche proprio.

Il malato ha diritto che negli ambienti a lui destinati siano garantite igiene e disinfezione. I servizi igienici dovranno essere in numero adeguato, le sale di attesa dovranno essere opportunamente attrezzate, gli ambulatori dovranno garantire la riservatezza delle visite.

Al malato deve essere consegnato al momento dell'accettazione in ospedale, un opuscolo informativo dei servizi offerti, degli orari dei pasti e delle visite, dei servizi religiosi disponibili. Devono essere indicati anche le regole ed i divieti quali ad esempio quelli relativi all'uso di radio e televisioni senza auricolare o alle uscite senza permesso.

Il malato ha diritto a vivere la giornata di degenza seguendo i normali ritmi biologici; i rumori all'interno dei reparti saranno contenuti al minimo indispensabile.

Chiunque si trovi in una struttura sanitaria è tenuto al rispetto degli orari fissati per le visite, al fine di permettere il normale svolgimento dell'attività assistenziale e terapeutica e favorire la quiete e il riposo di tutti i pazienti.

Il malato ha diritto ad essere sottoposto agli esami diagnostici e strumentali nell'arco dell'intera giornata o della settimana, a non subire la sovrapposizione della distribuzione del cibo in contemporanea con visite mediche o altri interventi.

Il malato ha diritto ad una organizzazione efficiente che gli eviti inutili digiuni, preanestesie o rinvii di interventi se non in casi eccezionali e ben motivati.

Il malato ha diritto a non essere oggetto di sperimentazione se non da lui autorizzata, sulla base di precisa informazione, secondo la dichiarazione di Helsinki.

La discussione del caso clinico per esigenze didattiche deve avvenire nel pieno rispetto della sensibilità e della riservatezza del malato. Le soluzioni più efficaci per il recupero della sua salute debbono essergli comunicate dal medico cui è affidato.

Il malato ha diritto ad essere informato con parole semplici sul decorso della sua malattia, sulle tecniche diagnostiche e sulle terapie cui verrà sottoposto, sui farmaci che gli verranno prescritti e somministrati, affinché sia pienamente consapevole e partecipe delle cure.

Il personale sanitario operante nelle strutture pubbliche o convenzionate deve essere riconoscibile attraverso il cartellino con qualifica, nome e fotografia.

In ogni reparto deve essere esposto il nome dei medici operanti e deve essere indicato l'orario di ricevimento dei pazienti da parte dei medici curanti.

Il personale deve rivolgersi al paziente con il "Lei" ed in modo corretto e rispettoso, senza utilizzare aspetti confidenziali o il numero di letto.

Il malato terminale ha diritto ad un ambiente riservato ed alla presenza ed al conforto dei suoi cari.

Gli inabili ed i non autosufficienti devono essere assistiti per l'alimentazione, per il moto, e per la pulizia personale tutte le volte che si presenta la necessità, e cioè anche oltre la routine.

Il malato psicotico dopo il ricovero ospedaliero, che deve durare il tempo necessario per superare la fase acuta, ha diritto all'assistenza sul territorio secondo la legge vigente e cioè nei centri C.P.S. (centri psicosociali), nelle residenze protette e nei day hospital.

Il malato ha diritto a non subire accanimento terapeutico e ad usufruire della terapia del dolore.

Il malato oncologico ha diritto ad essere accolto in un centro altamente specializzato, con adeguato sostegno psicologico e terapeutico.

Il minore di 14 anni ha diritto ad essere assistito dai genitori durante i prelievi, le visite diagnostiche, le medicazioni. Ad uno dei genitori deve essere permessa la presenza nei reparti anche di notte e deve altresì essere garantito il pasto con oneri a suo carico.

La donna ha diritto ad usufruire delle strutture consultoriali pubbliche appositamente istituite per tutte le necessità connesse alla tutela della sua salute e alla scelta consapevole della maternità.

La donna ha diritto ad essere informata sulle tecniche di parto praticate, ad essere preparata a partorire e ad essere assistita al travaglio e al parto, dal padre del bambino o da altra persona a lei vicina. Ha diritto a partorire in un ambiente sereno ed intimo, preferibilmente in una stanza singola appositamente predisposta e a mantenere stretto contatto con il neonato. La nascita è un evento fisiologico e non patologico e come tale va trattato da tutti.

Gli anziani ultrasessantacinquenni hanno diritto a ricevere i parenti anche oltre il normale orario di visita, previa informazione al Caposala. La degenza in ospedale deve essere limitata al momento acuto; tuttavia la dimissione dovrà avvenire tenendo conto della concreta possibilità della decorosa sistemazione dell'anziano in famiglia o in una struttura protetta, in stretta collaborazione con le strutture sanitarie territoriali.

Il degente deve poter esprimere le proprie valutazioni sul trattamento ricevuto attraverso apposito questionario anonimo da imbucare in apposita cassetta al momento della dimissione.

La cartella clinica è un documento ufficiale dove non sono ammesse sostituzioni, aggiunte o correzioni. Deve essere compilata in modo chiaro e corretto in ogni sua parte, con grafia comprensibile anche ai non addetti ai lavori. La cartella clinica deve essere conservata dall'ospedale senza limite di tempo: copia autenticata può essere richiesta dall'interessato al momento della dimissione e sarà di norma rilasciata entro 10 giorni.

In ogni azienda ospedaliera e in ogni azienda sanitaria, in ottemperanza alle leggi vigenti, deve essere riservato uno spazio per le associazioni di tutela dei diritti del malato, ove i cittadini possano facilmente accedere per segnalazioni e sollecitazioni per il miglioramento dei servizi, nonché per essere tutelati da abusi, errori, disorganizzazione. A livello istituzionale, i cittadini potranno in ogni caso rivolgersi all'Ufficio Tutela e all'Ufficio Relazioni con il pubblico, in orari che saranno adeguatamente pubblicizzati, per reclami, segnalazioni, proposte, informazioni.

1/1/1997

1/1/2000

I commenti dei lettori

la costituzione italiana dice essere minorenne sotto il diciottesimo anno di eta, perchè si trascrive minorenne dai 14 anni in giu'. grazie per la possibilita di aver potuto esprimere la mia opinione.

di simone antonino (PA) 29/01/2013

Antonino, la Costituzione parla di maggiore e minore età ai fini dei diritti e doveri del cittadino, non ultima la facoltà di voto. Qui si parla di organizzazione sanitaria (età a cui si passa dal Pediatra al medico di medicina generale, età a cui si accede al pronto soccorso pediatrico o a quello degli adulti, ecc.) e quindi è ragionevole che le due età non coincidano. Poi possiamo ragionare sui dettagli, ma un ragazzo di 16 anni, anche se minorenne, può certamente fare un prelievo o essere ricoverato senza avere accanto la mamma.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 02/02/2013

La costituzione non nomina il diciottesimo anno perchè quando entrò in vigore cioè nel 1948 la maggiore età era a 21 anni.La possibilità di ricovero in struttura ospedaliera non coincide con i 18 anni. L'articolo è chiarissimo!

Andreas (RO) 04/03/2013

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