per approfondire insieme
Quando un elemento piacevole può trasformarsi in un rischio.
a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)
Forse non tutti sanno che molte delle piante da appartamento o che vengono coltivate sui balconi e nei giardini delle nostre case, possono, se ingerite, essere tossiche o addirittura velenose per l'organismo umano. Per questo motivo, è importante che i genitori conoscano le caratteristiche e il grado di tossicità delle piante più diffuse e quali sintomi possono provocare nel bambino se vengono ingerite.
In linea di massima, se non si ha una sufficiente certezza sull'innocuità delle proprie piante, è opportuno disporle in luoghi non accessibili ai bambini, almeno finché sono ancora piccoli. Suggeriamo i piani alti delle librerie (purché molto solidi e sufficientemente profondi) o i vasi appesi, con vari tipi di supporti in corda o canapa, al soffitto, ai muri, agli stipiti di porte e finestre: È consigliabile evitare i trespoli, spesso leggeri e poco stabili, che il bambino può facilmente tirarsi addosso.
Occorre ricordare che tutti i trattamenti chimici (antiparassitari, lucidafoglie, fertilizzanti ecc.) effettuati sulle piante di casa, impregnano le foglie, il fusto e la terra e, permanendo a lungo su queste parti che facilmente un bimbo può toccare, possono diventare un potenziale pericolo di intossicazione lenta o anche acuta. Sarà allora preferibile usare concime a base organica e non a base chimico-sintetica (più tossico) e impedire al bambino di giocare con la terra dei vasi, coprendola con muschio o mascherine di cartone. Invece del lucidafoglie sarà consigliabile spolverare più frequentemente le foglie stesse, pulendole ogni tanto con un po' di cotone impregnato di acqua e, al posto dell'antiparassitario, sarà meglio ricorrere ad un paziente trattamento con uno spazzolino morbido e con uno spruzzatore d'acqua, per rimuovere gli animali infestanti.
Tornando ai potenziali pericoli delle piante da appartamento o da giardino bisogna sapere che, in genere, le piante velenose vengono classificate sia in base al loro grado di pericolosità (a tossicità lieve, moderata e grave), sia in base al tipo di conseguenze che provocano nell'organismo. Alcune piante producono solo effetti locali (tossicità locale): gonfiore, irritazione, dermatiti, ulcerazioni delle parti con cui vengono a contatto (per lo più bocca, lingua o occhi).
Altri arbusti, invece, sono definiti a tossicità sistemica perché, quando vengono ingeriti, provocano intossicazione generale dell'organismo. La pericolosità dipende dalla concentrazione dei principi attivi nelle parti velenose e dalle quantità ingerite. In alcune piante, inoltre, sono velenose solamente alcune parti, come i fiori, le bacche, le foglie, i semi. In presenza dei sintomi da intossicazione o avvelenamento la mamma deve intervenire immediatamente ed eventualmente rivolgersi al pediatra.
Se il bambino presenta, dopo circa 20-40 minuti dall'aver toccato e messo in bocca parti della pianta, gonfiore, irritazione e arrossamento alla bocca e agli occhi, è necessario lavare e pulire con acqua fresca le zone irritate. Quando i sintomi sono di tipo gastrointestinale (mal di stomaco, nausea, vomito e diarrea) è sufficiente, nei casi lievi, somministrare al piccino del carbone vegetale (che è bene tenere sempre in casa).
Se invece i sintomi sono più gravi e associati a dolori in tutto il corpo, bisogna mettersi in contatto con il più vicino Centro Antiveleni oppure portare il piccolo al Pronto Soccorso. Quando è indispensabile l'intervento del medico, è molto importante che i genitori siano in grado di dire il nome comune (o ancora meglio quello scientifico) della pianta che ha ingerito il bimbo e, possibilmente, quale parte (fiore, bacca, foglia, radici) è stata assunta. Per questo, se non ci si ricorda il nome (che in genere si trova riportato anche in latino sul cartellino allegato) è utile indicare la forma ed il colore delle foglie e/o dei fiori della pianta oppure mostrare direttamente ai medici dell'ospedale di che tipo di arbusto si tratta.
Riportiamo di seguito informazioni su alcune delle più comuni piante velenose.
Infine occorre ricordare che i semi di alcuni frutti (mandorle amare, pesche, albicocche) sono tossici. I ragazzi possono essere portati a rompere i noccioli di questi frutti per mangiarne i semi, così come per le mandorle dolci, le noci, ecc. L'intossicazione, molto grave, è dovuta alla presenza di amigdalina che, a contatto con la saliva, si trasforma in acido cianidrico, un potente veleno. Sono sufficienti una trentina di mandorle amare per provocare irrimediabilmente la morte.
31/8/2001
1/1/2000
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