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La montata lattea

La montata lattea è il passaggio dalla produzione del colostro a quella del latte vero e proprio. Normalmente arriva circa 5 o 6 giorni dopo il parto.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

Il passaggio dalla produzione del colostro a quella del latte vero e proprio prende il nome di “montata lattea”: in questa fase, che si verifica dopo circa 5-7 giorni dal parto, la prolattina comincia a stimolare una regolare produzione di latte.
 
La modalità con cui la montata lattea si manifesta variano molto: a volte è fin da subito molto abbondante, a volte è scarsa nei primi giorni per poi arrivare successivamente. Il seno può risultare dolente, congesto e più caldo: questa sensazione fastidiosa si risolve in pochi giorni ed è possibile alleviare il tutto spremendo un po’ il seno o con l’aiuto del tiralatte. 

La fuoriuscita del latte dal capezzolo è resa possibile dall’azione dell’ossitocina, un ormone che stimola il movimento dei muscoli interni agli alveoli del seno spingendo così il latte in direzione dell’esterno (eiezione).

La produzione di ossitocina può essere influenzata anche da fattori ambientali: situazioni di stress, di tensione, di stanchezza fisica, possono ridurre la produzione e quindi il flusso del latte. Per questo è bene che la mamma conduca una vita tranquilla, in ambiente sereno e poco caotico.

Una volta avviato, il meccanismo di produzione e di eiezione del latte è poi sollecitato e mantenuto dal neonato stesso che, succhiando dal capezzolo, svuota il contenuto delle ghiandole mammarie e stimola l’ulteriore produzione. La poppata rappresenta per il bambino e per la mamma un momento di intimità e benessere che deve avvenire in un ambiente confortevole e calmo, in una posizione comoda.

In generale il pancino del bambino deve appoggiare sul ventre della mamma, con la testa ben rilassata e orecchio, spalla e anca allineati. Il piccolo può essere tenuto nella posizione a “culla” (mamma seduta con schiena ben appoggiata e il bambino appoggiato in grembo, sostenuto dal braccio) oppure a “rugby” (con il bambino dallo stesso lato del seno che gli viene offerto, sostenuto dal braccio della mamma) oppure distesa (mamma sdraiata su un fianco e bimbo di fronte anche lui coricato su un lato).

Alcuni bambini cercano voracemente il seno della mamma, altri devono essere maggiormente guidati.

Problemi e avvertenze

Tra i problemi più frequenti che possono comparire con l’allattamento ci sono le ragadi, piccoli tagli che si formano sul capezzolo e che possono risultare dolorose. In genere derivano da una scorretta posizione del bambino durante la poppata: se insorge dolore è bene correggere subito la posizione.

Possono essere presi alcuni accorgimenti: non attendere troppo tra una poppata e l’altra in modo che il bambino non succhi troppo intensamente, effettuare prima degli impacchi caldi o un massaggio con spremitura manuale, mantenere una corretta igiene, applicare una crema idratante a base di lanolina, aloe, acido ialuronico, vitamina A e PP.

Altro problema che può verificarsi è il cosiddetto “ingorgo mammario”: il seno appare teso, dolente, arrossato e può comparire una leggera febbre.

Se il problema non si risolve è preferibile rivolgersi al medico perché questa situazione può portare ad una infezione della ghiandola mammaria (detta “mastite”) con febbre elevata: è un’infezione curabile con antinfiammatori, antibiotici specifici e non è necessario sospendere l’allattamento.

Durante l’allattamento la mamma non deve seguire diete particolari: è sufficiente un regime alimentare completo con alimenti sani e freschi, con abbondanza di frutta e verdura e con condimenti e cottura semplici e poco elaborati. Gli alcolici sono consentiti solo ai pasti e in piccole quantità.

Assolutamente sconsigliato è il fumo perché riduce la montata lattea e nuoce al bambino. Se la mamma deve assumere farmaci è bene consultare il medico: quasi tutti i farmaci passano la placenta in misura variabile ma una vasta gamma sono compatibili. E’ buona regola comunque assumere i farmaci dopo la poppata in modo da ridurre al minimo l’esposizione del bambino.

L’allattamento artificiale

Pur confermandosi per molte ragioni come scelta migliore, l’allattamento al seno non è ovviamente un obbligo. Può accadere che allattare dopo un primo periodo risulti impossibile, come pure può accadere che la mamma scelga consapevolmente di non allattare.

E’ quindi necessario ricorrere ai latti artificiali seguendo le indicazioni del pediatra. E’ importante curare l’igiene del biberon, lavandosi accuratamente le mani prima della preparazione, sterilizzare il biberon, tettarella, e loro coperchi, conservare in frigorifero le confezioni aperte e il latte già preparato, dando al bimbo il latte subito dopo averlo preparato e gettando il latte avanzato.

17/12/2009

25/6/2016

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