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Lavoro in gravidanza

Naturalmente non ci sono controindicazioni a continuare a lavorare durante la gravidanza. Cosa suggerisce l'esperto per le varie tipologie di lavoro.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

Lavoro d'ufficio

il fattore di rischio più controverso è il videoterminale. Benché lo si studi da tempo, nessuna ricerca è stata in grado finora di cogliere una relazione significativa tra le basse dosi di radiazioni emesse dai computer e i casi d'aborto spontaneo o di malformazioni fetali.
Comunque si consiglia di tener conto di alcuni suggerimenti:

  • posto che nessun problema nell'ambito della gravidanza è stato riscontrato in personale addetto a un videoterminale per 20 h alla settimana, il rischio ipotetico si riduce limitando il numero delle ore trascorse davanti al monitor.
  • è consigliabile non sostare dietro un terminale acceso, poiché è nella sua parte posteriore che si libera il grosso dell'irraggiamento. La donna cambi posizione alla propria scrivania nel caso in cui sia collocata in un punto sfavorevole.
  • se non si utilizza un monitor a bassa emissione si applichi al video un filtro protettivo.

Possono insorgere disturbi fisici al collo, agli occhi, alle braccia e alla schiena. Per prevenirli si può ricorrere ad alcuni accorgimenti: 

  • abbandonare spesso la posizione seduta,
  • eseguire esercizi di stretching e/o di rilassamento muscolare durante l'attività lavorativa,
  • usare una sedia che abbia il regolatore d'altezza e uno schienale adeguato,
  • assicurarsi che gli occhiali siano idonei all'uso del videoterminale.

Lavoro sanitario

Riguarda le donne che svolgono la professione di medico, dentista, veterinario, infermiera, tecnico di laboratorio, di radiologia e di medicina nucleare. Sono tutte attività non esenti da rischi: possono comportare esposizione a gas anestesiologici, ad agenti chimici, usati per sterilizzare le attrezzature, a radiazioni ionizzanti a farmaci antitumorali, a infezioni (HBV, HCV e HIV). È perciò indispensabile che la donna incinta si premunisca per l'intero periodo della gravidanza, fino a chiedere di essere trasferita in ambienti più protetti.

Lavoro di manifattura

La gestante che vi sia impegnata eviti di entrare in contatto con le seguenti sostanze chimiche: agenti alchilanti, arsenico, benzene, monossido di carbonio, idrocarburi dorati, composti organici contenenti mercurio, piombo, litio, alluminio, ossido di etilene. Spetta alle organizzazioni sanitarie e lavorative stabilire il giusto grado di protezione.

Lavoro in aereo

La salute del personale viaggiante sugli aerei risente della radiazione solare che investe i velivoli: una radiazione più intensa ai poli che all'equatore. Se a ciò si aggiunge che la lunghezza e la frequenza dei viaggi influiscono negativamente sul benessere della gestante, si capisce perché le compagnie aeree offrano alle hostess incinte l'opportunità di lavorare a terra o di essere impegnate su voli brevi e a bassa quota.
Lavoro fisicamente pesante: il lavoro che richieda sollevamento di pesi gravoso esercizio fisico, lunghe ore trascorse in piedi, può aumentare il rischio di aborto e di parto prematuro.

Altri lavori

Le insegnanti e le assistenti sociali che si dedicano ai bambini e agli adolescenti sono più soggette al rischio di contrarre infezioni pericolose per la gravidanza. Se la mamma in attesa possiede un negozio di animali o lavora in macelleria, oppure svolge la professione di ispettrice della carne, è più esposta al rischio di toxoplasmosi. Che sia fotografa, chimica, parrucchiera, chi lavori la terra o in tintoria può facilmente entrare in contatto con soatanze chimiche. Veda di evitarlo, ma non si preoccupi per eventuali esposizioni precedenti la gravidanza, che non sono mai così gravi da provocare danni al feto.

25/11/2009

29/7/2018

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