ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Saperne di più

per approfondire insieme

La preeclampsia

La preeclampsia è una malattia della gravidanza. Le forme più lievi scompaiono dopo il parto; quelle più gravi predispongono a una serie di malattie renali.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

La preeclampsia è una malattia che compare esclusivamente in gravidanza e che colpisce circa 5 donne su 100, con una certa preferenza per le primipare; coinvolge vari organi e può avere manifestarsi in modo diverso in rapporto al livello di gravità.

Le forme più lievi scompaiono dopo il parto e non lasciano conseguenze; quelle più gravi predispongono invece a una serie di malattie renali che possono comparire anche a distanza di molti anni.

La forma più grave della malattia compare in genere a partire dalla 27° o 28° settimana di gravidanza e all’inizio non crea disturbi particolari, se non un eccessivo aumento di peso e la comparsa di gonfiore generalizzato, conseguenza di un’eccessiva ritenzione di liquidi e sali  nell’organismo. Possono comparire aumento della pressione  arteriosa, spesso accompagnato da disfunzioni renali e presenza di albumina nell’urina, segno di difettoso funzionamento dei reni. La madre può accusare forti mal di testa e dolori allo stomaco, in casi molto rari si può arrivare a perdita della coscienza e crisi di tipo epilettico (eclampsia).

Nei casi peggiori, i disturbi circolatori e renali impediscono l’adeguato funzionamento della placenta con conseguente ritardo nell’accrescimento fetale e in casi estremi, morte del feto. Risultano più a rischio le donne alla prima gravidanza, le obese, le diabetiche, quelle in attesa di gemelli, e quelle già ipertese prima della gravidanza.

La malattia può essere diagnosticata eseguendo i controlli regolarmente perché si evidenziano così le prime alterazioni impedendo l’aggravamento della malattia; in particolare sono essenziali il controllo del peso, della pressione della quantità di albumina nelle urine.

10/12/2009

11/10/2016

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Campagna nazionale di educazione nutrizionale
Mangiar bene conviene per investire in salute.
Certificato di nascita e altri documenti dopo il parto
Appena nato e già alle prese con la burocrazia: certificato di nascita e altri documenti dopo il parto.
Latte per il neonato
Qual è la quantità corretta di latte per un neonato nei primissimi giorni di nascita? I consigli del Pediatra.
La medicazione del moncone ombelicale
Guida alla medicazione del cordone ombelicale: prima e dopo il distacco.
Non si stacca mai dal ciuccio e dalla sua coperta
Come posso rendere indipendente il mio bambino dal suo ciuccio e dalla sua coperta? I consigli della psicologa.

Quiz della settimana

I lattanti che assumono latte materno hanno un minor rischio di contrarre:
Otiti
Gastroenteriti
Polmoniti
Tutte le risposte sono esatte