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La pelle in gravidanza

Grazie alla nuova situazione ormonale, la pelle diventa di solito più bella.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Durante la gravidanza la pelle di solito diventa più bella e lucente, perché la nuova situazione ormonale e circolatoria rende normali le pelli grasse e migliora l'acne, anche se spesso fa diventare la cute più sensibile (tanto da costringere qualche volta a cambiare saponi, trucchi o creme) e un po' più secca (in modo da richiedere ogni giorno l'applicazione di una crema idratante). Anche i capelli appaiono più soffici e luminosi perché uno degli ormoni della gravidanza, il progesterone, fa diminuire la produzione di grasso del cuoio capelluto, rendendo i capelli più puliti e più facili da pettinare.

A partire dal 3°-4° mese di gravidanza è possibile notare la comparsa di una linea scura che scende, in mezzo all'addome, dall'ombelico all'osso del pube, la cosiddetta "linea alba". Il fenomeno è dovuto, come nel caso del cloasma o maschera gravidica, agli ormoni della gravidanza che, stimolando i melanociti (le cellule della pelle che producono la melanina, la sostanza che rende abbronzata la cute) li portano a produrre una maggiore quantità del pigmento. Anche il capezzolo e l'areola mammaria (quella zona che circonda il capezzolo) si scuriscono.

Tutti questi disturbi estetici sono però destinati a sparire dopo alcuni mesi dal parto. Nel frattempo è necessario proteggere la pelle con una crema solare schermante ad alto potere protettivo, esponendosi il meno possibile al sole perché è proprio lui che, anche se non direttamente responsabile della comparsa delle alterazioni del colore della pelle, stimola la produzione della melanina da parte dei melanociti.

Molto frequente è il prurito, che compare soprattutto a partire dal settimo mese, e che interessa in particolare la zona del ventre, spesso accompagnato a piccole papule (macchie in rilievo). La causa del fenomeno non è ancora ben chiara: secondo alcuni sarebbe conseguenza della forte sollecitazione, con secondaria irritazione, della cute dell'addome (lo stesso meccanismo con cui si formano le smagliature).

Secondo altri sarebbe dovuto alla maggiore secchezza della pelle e all'aumento della sudorazione, tipica di tutti i nove mesi della maternità. Infine un'altra ipotesi attribuisce l'insorgenza del prurito, soprattutto se generalizzato, ad una ridotta attività del fegato che elimina con difficoltà la bilirubina (una sostanza derivata soprattutto dalla distruzione dei globuli rossi) la quale, entrando nel sangue, causerebbe il sintomo. Il disturbo può essere ridotto evitando di indossare capi in lana o fibre sintetiche, applicando creme idratanti, e bevendo molto acqua.

Altri disturbi tipici della gravidanza sono la comparsa delle smagliature e della cellulite. Le prime sono piccole e antiestetiche lacerazioni del derma (lo strato profondo della cute) che viene sottoposto ad una tensione notevole come conseguenza dell'aumento di peso della donna. Hanno l'aspetto prima di striature rosse e sottili e poi (una volta avvenuto il parto) di colore biancastro, in rilievo o leggermente scavate, a comparsa sul ventre, sul seno, sui glutei e sulle cosce. Dipendono molto anche dall'età della gestante (sono più frequenti nelle donne giovani) e da una sorta di predisposizione individuale.

Una volta che compaiono è molto difficile farle andare via. L'unico modo per prevenirle è tenere sotto controllo l'aumento di peso e mantenere idratata la pelle, applicando, con un lieve massaggio, creme specifiche a base di elastina, una sostanza che favorisce l'elasticità cutanea. Per ridurre le smagliature del seno è consigliabile indossare un reggipetto con spalline larghe e una banda rinforzata sotto le coppe: quest'ultime devono essere in grado di contenere bene l'intera mammella in modo da attutire gli scossoni che quotidianamente riceve il seno.

La cellulite è anch'esso un inestetismo della pelle, che si presenta con il caratteristico aspetto a "buccia d'arancia". E' dovuta all'azione degli ormoni della gravidanza, che da un lato agiscono sulle pareti delle vene rendendole meno elastiche e dall'altra provocano una ritenzione di liquidi: come conseguenza viene ostacolata la normale circolazione sanguigna, soprattutto a livello dei capillari, con ridotta ossigenazione dei tessuti, soprattutto delle sedi tipiche, le cosce ed i fianchi.

Una regolare attività fisica, un abbondante idratazione (almeno un litro e mezzo-due litri di acqua al giorno), l'evitare docce e bagni con acqua troppo calda, un'alimentazione povera di grassi, fritti e dolciumi, possono essere di una qualche efficacia nel limitare questo disturbo della pelle.

20/8/2000

27/5/2010

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