ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Saperne di più

per approfondire insieme

Travaglio di parto

Nessuno è in grado di prevedere con esattezza quando inizierà il travaglio e anche i sintomi e la successione degli eventi possono essere molto diversi da donna a donna.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

Nessuno è in grado di prevedere con esattezza quando inizierà il travaglio e anche i sintomi e la successione degli eventi possono essere molto diversi da donna a donna.

Già negli ultimi mesi di gravidanza possono insorgere delle contrazioni uterine irregolari, non dolorose distanziate nel tempo; verso la fine del nono mese queste contrazioni possono diventare più simili ai crampi muscolari, più frequenti e possono essere confuse con quelle dell’ inizio del travaglio.
Le contrazioni preparatorie al parto si susseguono ad intervalli regolari, diventano progressivamente più dolorose e quando iniziano portano al travaglio attivo.

L’ inizio del travaglio è riconoscibile da uno di questi tre segnali

  • Perdita del tappo mucoso: dalla vagina esce senza dolore una sostanza bianca, densa con lievi tracce di sangue. E’ il muco che chiudeva il collo dell’utero isolando la cavità uterina dall’ambiente esterno. Le poche gocce di sangue sono dovute alla rottura dei vasi capillari quando l’ utero comincia a dilatarsi. La perdita del tappo mucoso non è necessariamente segno di travaglio imminente, visto che questo può farsi attendere qualche ora o qualche giorno.
  • Comparsa di contrazioni uterine “vere”: assumono un andamento regolare, sempre più frequenti, più intense e più lunghe. Il dolore è provocato dal continuo e progressivo “stiramento” del collo dell’utero che si dilata.
  • Rottura del sacco amniotico (borsa delle acque). Il sacco amniotico è quel sottile sacco semi trasparente che contiene il bambino e il liquido amniotico. Quando si rompe spontaneamente non provoca dolore; ci si accorge della rottura perché ci si sente bagnare da una quantità notevole di liquido caldo. Il liquido si distingue dall’urina perché è limpido, trasparente e inodore. La rottura del sacco amniotico può precedere anche di diverse ore l’inizio del travaglio, può avvenire quando il travaglio è in corso o essere provocata artificialmente per accelerare il travaglio.

E’ opportuno recarsi in ospedale quando:

  • si rompe il sacco amniotico, anche senza contrazioni
  • quando le contrazioni uterine si succedono a circa 5 minuti di distanza l’una dall’altra 
  • se si hanno perdite di sangue rosso vivo

Arrivata in ospedale la mamma viene affidata all’ostetrica che seguirà tutte le fasi del travaglio; la presenza del medico responsabile della sala parto può essere costante o saltuaria a seconda di come procede il travaglio.
Le visite di controllo dipendono dall’andamento delle contrazioni: possono avvenire ogni ora o più diradate; viene ripetutamente effettuato il controllo del battito cardiaco fetale.
Può essere praticata una profilassi antibiotica a seconda della positività o meno del tampone vaginale per la prevenzione dell’ infezione neonatale da Streptococco B Emolitico.

Con l’inizio delle contrazioni uterine inizia il periodo dilatante: il collo dell’utero si allarga progressivamente fino a permettere il passaggio del bambino. Ad ogni singola contrazione l’utero s’indurisce per poi rilassarsi completamente nell’ intervallo successivo.

In genere al termine del periodo dilatante si rompe spontaneamente la “borsa delle acque”. La fase prodromica dura in genere da 30’ a 2h ed è la più faticosa da sopportare, l’intensità del dolore può dipendere dalla posizione del bambino, dall’ ansia, dalla paura.

Al termine del periodo dilatante di durata variabile nelle primipare rispetto alle pluripare, ci può essere un intervallo prima che compaiano le spinte espulsive chiamate periodo di trasmissione, di durata anche variabile fino a 30 minuti.

15/12/2009

27/10/2016

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Travaglio di parto"

Dopo il parto
Dopo il parto che cosa succede al corpo della mamma? Il brusco cambiamento avvenuto con il parto porta l'organismo ad una serie di modificazioni.
Infezione da streptococco durante il parto
L'infezione da streptococco beta emolitico di gruppo B è una causa importante di malattia neonatale di tipo batterico.
Il corredino del neonato: in ospedale
Come e quando preparare la valigia con l'indispensabile da portare in ospedale per la mamma e il corredino per il neonato.
L'igiene nel parto
Il tempo dell'infanzia. L'igiene nel parto attraverso l'arte e la cultura.
Frattura della clavicola
La frattura della clavicola è la frattura più comune nei bambini e può capitare ai neonati durante il parto.
Parto pretermine
Viene definito “parto pretermine” il parto che avviene prima della 37° settimana di gravidanza. La causa è spesso sconosciuta.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Fatica a piegare il ginocchio: menisco discoide
Il menisco discoide è un'affezione congenita che consiste in una alterata forma e dimensione a carico di un menisco.
Perdite vaginali in età pediatrica
Le perdite vaginali in età pediatrica sono attribuibili a flogosi, di varia entità, a carico della vulva e della vagina.
Vomito ciclico
Il vomito ciclico consiste in episodi ricorrenti di vomito violento in assenza di causa organica apparente, spesso con una storia familiare di emicrania.
Da che fattori dipende la statura di un bambino?
La statura definitiva di un adulto dipende sia da fattori genetici che ambientali.
Integrazione del latte materno dopo il 6° mese
Dopo il 6° mese è opportuno provare ad integrare il latte materno introducendo alimenti diversi dal latte.

Quiz della settimana

Quale è la causa più frequente di diarrea in età pediatrica?
Un virus
La salmonella
Un parassita intestinale
Un'intossicazione alimentare