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Allattamento al seno: quali vantaggi?

L'allattamento al seno rappresenta in assoluto il miglior tipo di alimentazione per il bambino nei suoi primi mesi di vita. E' un processo del tutto spontaneo.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

L'allattamento al seno è il mezzo naturale per assicurare ai nostri bambini tutto quello di cui hanno bisogno per nutrirsi.
E’ un processo del tutto spontaneo ed è importante non farsi scoraggiare dalle piccole difficoltà iniziali, dalla paura di non essere all’altezza o dall’idea che il bambino non si nutra adeguatamente.

I vantaggi dell'allattamento al seno

Per il bambino i vantaggi offerti dal latte materno sono numerosi:

  • garantisce l’apporto dei nutrienti nella giusta quantità, nelle proporzioni e nella forma più facilmente utilizzabile dal suo organismo
  • permette una corretta idratazione con il mantenimento di un equilibrio idrico ottimale
  • rappresenta un importante contributo allo sviluppo del sistema immunitario ancora incompleto, grazie al dosaggio degli anticorpi materni
  • è un' efficace forma di prevenzione di allergie e di intolleranze alimentari
  • è un ottimo "tranquillante naturale” permettendo, attraverso il contatto con il seno materno, al bambino di sentirsi protetto e rassicurato nei momenti di inquietudine.

Anche per la mamma l’allattamento è utile:

  • favorisce, grazie alla suzione che scatena le contrazioni uterine, il ritorno dell’ utero alle sue dimensioni naturali
  • comporta un maggior consumo calorico, facilitando il recupero del peso forma
  • migliora la calcificazione ossea
  • contribuisce a creare un senso di appagamento e di idoneità a soddisfare le esigenze del bambino.

I fattori che oggi controindicano l’allattamento al seno sono molto pochi: è da evitare nel caso in cui la mamma sia affetta da malattie infettive (HCV-HIV), da stati di malnutrizione, tossicodipendenza, disturbi psichiatrici, necessità di assumere farmaci incompatibili con l’allattamento.

Come cambia il latte materno

Il latte materno ha la capacità di modificarsi per quantità, qualità e composizione in modo da soddisfare le specifiche necessità nutrizionali e le capacità digestive e di assorbimento del bambino. Fenomeno questo che si verifica con il trascorrere di giorni e delle settimane.

Infatti subito dopo il parto e per i primi 4-5 giorni dalla nascita viene secreto un liquido giallastro e denso, “il colostro”: è un elemento ipocalorico, con scarsa quantità di lipidi, di glucidi e con elevato contenuto di proteine, ricco di anticorpi prodotti dalla madre che vengono così trasferiti al bambino.

Dal 5°-7° giorno le modificazioni ormonali dell’organismo materno consentono l’avvio della montata lattea, cioè della produzione di vero e proprio latte. Il liquido diventa più ricco e cremoso e biancastro assumendo le caratteristiche tipiche del latte materno; un processo che si completa intorno al 15°-20° giorno di vita del bambino.

Il latte materno “maturo“ è la risposta naturale a tutta la necessità nutritiva del neonato: possiede un equilibrato rapporto tra proteine, lipidi e glucidi, calcio e fosforo, un adeguato contenuto di ferro e di altri utili elementi (immunoglobuline, lattoferrina, macrofagi, linfociti, ecc.).

15/12/2009

18/5/2018

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