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A sette mesi non gattona, ma vuole camminare con il mio aiuto

La razza umana è programmata per muoversi in posizione eretta. Il momento in cui ciò avviene è stabilito essere intorno ai dodici mesi con variazioni fisiologiche in più o meno.

a cura di: Dott. Antonio Andreacchio (ortopedico)

Mio figlio ha sette mesi di età corretta, essendo nato prematuro di sette settimane e, nonostante tutti i miei tentativi di farlo andare a gattoni, lui drizza i piedi e vuole camminare. È felice quando, con il supporto di noi genitori, riesce a muoversi su due gambe. Io sono in pieno conflitto perché tutti dicono che il bambino può crescere con le gambe storte, ma non riesco assolutamente a farlo stare seduto a lungo, né tanto meno a gattonare. Sono quasi due mesi che mostra interesse nel camminare ed io non riesco a fermarlo. Vorrei tanto sapere quanta veridicità c'è in questa teoria di "gambe storte" e se c'è ancora qualche dottore che pensa sia meglio lasciargli fare quello che lui preferisce: in fondo fino a poco tempo fa alcuni bambini camminavano direttamente senza prima gattonare e le mamme non si sentivano tanto in colpa come me!! Altro tema molto discusso negli ultimi tempi è l'uso del girello, anch'esso fortemente sconsigliato. E se si usa per una mezz'oretta al giorno che effetto ha?

La razza umana è programmata geneticamente per muoversi in posizione eretta e su due gambe. Il momento in cui ciò avviene è stabilito essere intorno ai dodici mesi con variazioni fisiologiche in più o meno. Tutto ciò dipende dalla maturazione neuromotoria del bambino. Varie tappe di maturazione neuromotoria si succedono dalla nascita in avanti: cito per esempio il controllo del capo intorno ai tre mesi, la posizione seduta autonoma intorno ai 6-8 mesi ecc. Alcuni bambini sono "precoci", altri ci mettono qualche mese in più a raggiungere certi obiettivi. Il mio personale consiglio è quello di lasciare fare al bambino. Anche la spinta legata alla motivazione per il raggiungimento di determinati obiettivi è importante nella maturazione psicofisica: in altre parole sorveglianza del movimento del bambino che interagisce nell'ambiente che lo circonda, Sì, aiuto No.

 Il bambino deve mettere in atto tutte le strategie che lo porteranno a muoversi nello spazio quindi, se vorrà raggiungere qualcosa, dapprima si muoverà gattonando e poi si alzerà in piedi perché la natura ci porterà verso il nostro naturale modo di spostarci. L'aiutarlo sempre e comunque non gli rende un gran servigio: come si suol dire "bisogna imparare a camminare con le proprie gambe". I bambini cercano aiuto per alzarsi in piedi e dare il cosiddetto "aiutino" non affretta il processo verso il cammino autonomo, ma anzi lo rallenta poiché lo priva dell'aspetto di sperimentazione dell'equilibrio e ricerca dell'"assetto". Come dico sempre ai genitori non c'è fretta di far camminare un bambino: un bambino sano lo farà entro i termini di tempo fisiologici ma che possono essere molto diversi da soggetto a soggetto. Nessuno si sognerebbe di fare accoppiare il proprio figlio al compimento del 18° compleanno e allora perché c'è la fretta di vederlo camminare? È naturalmente un paradosso utilizzato per far capire come la "fretta" di raggiungere determinate mete è fuori luogo nei soggetti normali.

L'uso del girello è da sconsigliare: il bambino deciderà da solo quando le sue forze e le sue capacità gli permettono di farlo, non è l'età che fa sì che un soggetto sia pronto a camminare. Il bambino nel girello non è in grado di mettersi seduto quando lo vuole ed inoltre spesso prende atteggiamenti viziati del piede per cercare di spingersi sulle ruote e questo poi determina un'anomala andatura sulle punte dei piedi anche quando avrà imparato a camminare, "retaggio" di una convinzione sbagliata che il bambino si è fatto durante il suo "tirocinio" nel girello e cioè che per andare più veloci bisogna stare sulla punta dei piedi. In conclusione il mio consiglio è: lasci fare a suo figlio quello che l'età gli consente di fare, la natura farà il resto.

La spinta al cammino è un processo evolutivo naturale che non si lascia influenzare più di tanto da fattori esterni. Non si lasci prendere dall'ansia di vederlo presto in piedi, lo farà quando l'orologio biologico interno del bambino lo stabilirà e sarà in quel momento che si dovrà preoccupare.....perché i pericoli che andrà a cercarsi si moltiplicheranno.

12/12/2003

19/11/2009






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