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Conflitti in famiglia

Come riuscire a risolvere alcuni conflitti banali ma frequenti all'interno della famiglia. I consigli dell'esperto.

a cura di: Dott. Marco Manica (educatore della redazione di www.comunicareinfamiglia.com)

Mancano poche ore alla partenza. Bagagli in fase di allestimento. I bambini che corrono per casa eccitati per il viaggio imminente. L’auto è a posto, l’abbiamo fatta vedere dal meccanico che ha sistemato alcune cose.

Una copia delle chiavi di casa alla signora della porta accanto; non si sa mai, e poi viene a dare l’acqua alle piante. “Giorgio, telefona all’albergo per dire a che ora arriviamo…”. “Lucia, hai preparato i panini per il viaggio?”. “Sì sì tutto a posto”.

L’itinerario più breve, già studiato, ecco qui la carta: da Milano, poi Verona, Trento, su al Brennero, poi…”Giorgio, l’hai rinnovata la tua carta d’identità?”. “Perché? Rinnovata?...Cosa c’è?”. “Ma non ti ricordi che qualche settimana fa ti avevo detto che scadeva proprio in questi giorni…”.

Giorgio comincia ad allarmarsi, cerca la sua carta d’identità, la trova e legge la data di scadenza…”Accidenti! E’ vero! E’ scaduta!!”. “Ecco, sei sempre il solito ritardatario. E adesso cosa facciamo?! Dovevi pensarci prima, no!!!!”.

Eh sì, è vero, Giorgio doveva pensarci prima, ma non lo ha fatto. E adesso? Non resta che risolvere il problema, che è l’unica cosa che veramente serve in quel momento. Non serve invece recriminare sulla dimenticanza dell’altro che non può fare più nulla per evitare un’omissione…del passato.

“Dovevi pensarci prima” vuol dire che era tuo dovere pensarci in tempo e non dimenticartene. Esprime una regola di comportamento, il mio giudizio su come avresti dovuto comportarti, la mia critica e il disappunto perché non hai fatto come avresti dovuto.
 
Che beneficio ne traggono i nostri protagonisti? Probabilmente l’irritazione di entrambi, l’umiliazione di Giorgio, l’aria interrogativa dei bambini che hanno assistito alla scena e il problema ancora irrisolto.
 
Controllare il disappunto, ricordarsi che tutti siamo soggetti a dimenticanze, mettersi nei panni dell’altro che si sentirà uno straccio, suggerirà frasi più costruttive. “Dai... domani mattina andiamo all’anagrafe a rinnovare la carta e poi partiamo, non è la fine del mondo se rimandiamo la partenza di mezza giornata…”.

29/8/2012

26/4/2016

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