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Il desiderio di imparare si apprende in famiglia

Come trasmettere ai ragazzi l'idea che l'apprendimento ci apre alla vita e che possiamo imparare a tutte le età.

a cura di: Dott. Marco Manica (educatore della redazione di www.comunicareinfamiglia.com)

Il desiderio di imparare si apprende in famiglia, dall'atteggiamento di ricerca, curiosità che dimostrano gli adulti. Imparare sempre è un strada che ci fa restare giovani interiormente e aperti alla realtà che, anche se vivessimo moltissimi anni, resterebbe per noi quasi del tutto inesplorata.
Anche lo stimolo alla lettura nasce in famiglia, con l'esempio dei  genitori.

Parliamo in casa dell'apprendimento in senso positivo e migliorativo. Il papà ad esempio può raccontare quello che ha imparato al lavoro. Da ogni persona, dalle situazioni, dai problemi che si presentano possiamo imparare molte cose. Ce ne rendiamo conto? Impariamo a trasmettere questa cultura dell'apprendimento ai nostri figli. Anche la mamma impara cose nuove ogni giorno.

Lei incrementa un patrimonio di conoscenze che riguardano il minuto mantenimento, i particolari nascosti di cui i familiari fruiscono senza conoscere il lavoro e la ricerca che ha comportato quel risultato. Se la mamma racconta le sue scoperte, le invenzioni, i nuovi ritrovati, i posti dove acquistare meglio, il consiglio ricevuto dalla signora che ha incontrato al supermercato, trasmette ai figli (e al marito) non solo nuove, utili conoscenze, ma anche l'atteggiamento di apprendimento.
Parliamo di scuola con i nostri figli e forse loro sbuffano e vogliono cambiare argomento.

Possiamo ragionare con loro per suggerire motivi validi e pensieri gratificanti riguardo allo studio e al mondo scolastico. I ragazzi in genere sono molto sensibili alle relazioni sociali, quindi cominciamo a parlare dei loro amici, dei compagni di studio.

C'è inoltre da affrontare anche la paura non espressa. Andiamo incontro ai timori dei nostri figli parlandone, cercando di stimolare la conversazione anche su questo aspetto. Se loro manifestano le loro perplessità e i loro timori, prima di prodigarci in esortazioni, consigli, rassicurazioni, ascoltiamoli bene.

I figli devono percepire che io adulto li ascolto con interesse e rispetto e dico a mia volta quello che mi sembra, senza giudicare. Posso raccontare l'esperienza di qualche mio timore nell'ambiente professionale e il modo in cui l’ho superato. Per il ragazzo è di sostegno constatare che anche gli adulti provano le loro paure, le affrontano e cercano di superarle.

Se arrivano nuovi insegnanti, cerchiamo di conoscerli presto assieme ai nostri figli. Prima che l'immaginazione o le voci di corridoio rappresentino come scostanti questi personaggi ancora sconosciuti, cerchiamo di avvicinarli. Presentiamoci con un bel sorriso, raccontando qualche cosa sulla nostra famiglia; dimostriamo (non solo formalmente) cordialità, apertura e disponibilità a collaborare, senza però dilungarci troppo. La prima impressione ha il suo peso e facciamo in modo che sia positiva.

30/10/2013

4/4/2018

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