ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Il Pediatra risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Non vuole più andare alla scuola materna

Dopo le vacanze di Natale, a distanza di due settimane, il bambino non ha più voluto saperne di andare a scuola con un deciso comportamento di rifiuto! I consigli della psicologa.

a cura di: Dott.ssa Barbara Camilli (psicologa)

Sono la mamma di un bimbo di tre  anni appena compiuti che non vuole più andare alla scuola materna. Dopo i primi dieci giorni di di pianti finalmente si era inserito benissimo, andava a scuola volentieri, felicissimo, socializzava con tutti i bimbi.  Dopo le vacanze di Natale è rientrato volentieri con lo stesso entusiasmo però dopo due settimane è cambiato tutto. Si rifiuta di andare con pianti isterici, non riusciamo a farlo neanche vestire la mattina per portarlo all'asilo. Pensiamo che forse è successo qualcosa ma lui non dice niente, abbiamo provato a convincerlo in tutti i modi ma niente, non vuole andare neanche se sto io con lui.  Cosa ci consigliate di fare, costringerlo ad andare (cosa che un pò ci spaventa perchè magari c'è seriamente un problema e così facendo lo spaventiamo di più) o, visto che è il primo anno ,lasciarlo tranquillo e non farlo andare?

La scuola materna da sempre è un importante ambiente che agevola la socializzazione, ma il primo fra tutti è la famiglia con le varie figure di cui è composta: mamma, papà, nonni, zii, cugini! Nel suo scritto leggo che dopo le vacanze di Natale a distanza di due settimane il bambino non ha più voluto saperne di andare a scuola con un deciso comportamento di rifiuto!

L'aspetto positivo in tutto ciò riguarda il sentirsi sicuro di manifestare un fermo “no!”, e questo perché si tratta di una tappa evolutiva importante nella storia dell'evoluzione del pensiero che porta poi alla costruzione dell'identità psicologica. Verso i 2-3 anni si è proprio nella fase in cui il bambino o la bambina inizia a costituire il proprio “Io”.

Ha acquisito uno sviluppo cognitivo, emotivo e motorio tale per cui è sempre più in grado di percepirsi come un essere distinto dalle proprie figure di riferimento, un essere, quindi, dotato di pensieri ed emozioni diversi e personali.  Una reazione come quella del suo piccolo è normale, poiché reazione ad un disagio che prova e, per riconoscere il proprio disappunto, si irrigidisce in comportamenti oppositivi al fine di delineare il suo pensiero!

Il consiglio su cosa fare (se costringere il piccolo ad andare a scuola, o lasciarlo a casa), induce ad una riflessione sul che cosa è scattato nel piccolo; se è presente una causa reale esterna (uno spavento, uno sgarbo vissuto da un coetaneo...) oppure se stà alimentando un timore interno (la paura di non reggere solo senza la mamma, la paura di essere abbandonato...)

Oltre a scuola, valutate se a casa state attraversando una situazione difficile, tipo una malattia, o discussioni coniugali che fanno vivere al piccolo il timore dell'abbandono! Della serie “se vado a scuola, mamma e papà scompaiono e non ci sono più, poi io cosa faccio?”

E' fondamentale capire la fonte della sua insicurezza educandolo in questo modo ad ascoltarsi e a dare un nome al problema, aiutandolo a trovare le strategie per focalizzare delle soluzioni. Così facendo lui stesso impara a rassicurarsi aiutandolo a vivere serenamente i momenti di crisi!

Nel momento in cui il bambino si rifiuta di accedere alla comprensione e il “no!” rimane tale nella chiusura, fatelo sentire amato, con atteggiamenti, parole e sguardi fortemente rassicuranti. In questo modo lo fate sentire accolto nella sua difficoltà e, rispettando i suoi tempi, gli fate sentire la vostra presenza!

A questa età comunque è importante che l'adulto aiuti a dare un nome e una forma al problema del bambino, questo per rafforzarlo nella conquista della sua identità.

3/4/2013

2/1/2017

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Non vuole più andare alla scuola materna"

Piange all'asilo nido
Il mio bambino frequenta l'asilo nido e le maestre dicono che ha degli attacchi di pianto cercando la mamma. I consigli della psicologa.
Andrà alla materna con sua sorella
E' meglio inserirlo in una classe dove ha già la sorella o "forzarlo" a socializzare in una classe di soli bambini estranei? I consigli della specialista.
È aggressivo alla scuola materna
Un bambino aggressivo alla scuola materna: i consigli della psicologa per aiutare il bambino a risolvere questa situazione.
Si blocca quando viene richiamato dalle maestre
A scuola si blocca quando viene richiamato dalle maestre. A cosa è dovuta questa paura? I consigli per fargli superare questa fase.
La maestra chiama "spioni" i bambini
A scuola, mia figlia ha difficoltà a capire quando si deve dire la verità e quando invece deve farsi i fatti propri per non essere chiamata "spione".
Piange perché non vuole andare alla scuola materna
Non vuole andare alla scuola materna e piange. I consigli dello psicologo per aiutarlo nell'inserimento.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Bambino che si ribella ed è sempre molto nervoso
Il mio bambino di nove anni non mi ascolta e si ribella ed è sempre nervoso ed aggressivo mentre, fino a un paio d'anni fa, era molto sereno e quieto.
Coronarografia
La coronarografia permette di visualizzare le arterie del cuore.
La febbre alta nei bambini
Come affrontare la febbre alta in un bambino. I consigli del Pediatra.
La miopia
Si può riconoscere una miopia prima dei tre anni? Il consiglio dell'oculista.
La quinta settimana di gravidanza
Se non hai ancora fatto un test di gravidanza, questo è il momento per confermare di essere incinta. Scopri cosa succede dentro di te.

Quiz della settimana

Chi è colpito dall'emofilia?
Soprattutto i maschi
Soprattutto le femmine
Entrambi i sessi, senza differenze