ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

L'esperto risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Scuola materna o nido

Mio figlio ha un ritardo nel linguaggio. E' importante mandarlo in una struttura pubblica dove in genere il personale ha una preparazione e una competenza diversa del settore privato.

a cura di: Gaia Sacchi (educatrice di scuola materna)

Io e mio marito ci troviamo in disaccordo per l'iscrizione alla scuola materna di nostro figlio che compirà tre anni a fine mese. Da gennaio dello scorso anno ha cominciato a frequentare un nido gestito da una cooperativa ospite in locali molto ampi con vasti spazi anche all'esterno dove i bimbi passano gran parte del loro tempo a giocare liberamente. Da quest'anno anche la sorellina di un anno più piccola ha cominciato a frequentare con lui. Per il prossimo anno scolastico il bimbo è stato accettato alla scuola materna statale dove dovrebbe trascorrere tre anni, aula piccola, poco tempo all'aperto, molto tempo impegnati in attività manuali ma da "seduti". Essendo il bambino in ritardo con il linguaggio, mio marito sostiene che, essendo più impegnato, ciò possa aiutarlo maggiormente; io sostengo che mi sembra ancora piccolo per costringerlo in un'aula angusta e con un'insegnante severa (che conosco) piuttosto che continuare a fargli frequentare ancora per un anno una scuola con un ambiente più familiare e dove la sorellina continuerebbe ad andare per un altr'anno. Sostengo anzi che tale cambiamento, al momento, potrebbe essere controproducente per lui. Lei cosa ci consiglia?

È piuttosto difficile da dare un suggerimento, perché mi sembra che la questione verta unicamente su fattori soggettivi (spazi ampi/angusti, cooperativa/scuola pubblica).

L'unico elemento che mi fa propendere per la scuola pubblica è il ritardo nel linguaggio di tuo figlio, perché in genere il personale pubblico ha una preparazione e una competenza diversa del settore privato. Basti pensare che, se non erro, per rientrare in una cooperativa, non è necessario possedere il diploma di istituto magistrale.

Inoltre, considerando che potrebbe continuare a stare con la sorellina molto più piccola, deduco che sia una struttura nella quale convergono bambini da pochi mesi a qualche anno; per tuo figlio, con un ritardo nel linguaggio, gioverebbe la frequenza di coetanei o bambini più grandi.

Per quanto riguarda il gioco libero, all'aperto, è sicuramente un momento ludico importante, ma troppo tempo libero non è positivo: il bambino si annoia e non effettua delle esperienze significative. Le attività didattiche rappresentano sicuramente un arricchimento e contribuiscono alla maturazione del bambino. Un po' di severità non guasta: il bambino deve capire che vigono delle regole fondamentali, il cui rispetto non solo è fonte di riconoscimento di meriti, ma garantisce a tutti di vivere bene.

Per finire ti suggerisco di non sottovalutare il problema del linguaggio. È un fenomeno piuttosto frequente, legato a tanti fattori: escluso quelli biologici (sordità, corde vocali...), quelli psicologici sono più complessi.

Io ti suggerisco di non trascurare il problema, non limitarti alla visita pediatrica, ma portarlo in quei centri specializzati, se tra qualche mese non avverti nessun miglioramento. Nella mia esperienza di insegnante, ho visto genitori che non hanno accettato questo consiglio, ritenendo il figlio privo di alcun problema, normale, perché ritenevano in un certo modo infamante richiedere un aiuto... ebbene quei bambini al termine del ciclo della materna sono migliorati, ma con un livello di linguaggio comunque inadeguato alla loro età. Gli altri che hanno invece aderito alla proposta, che hanno seguito una terapia, delle lezioni di logopedia, non si differenziano dai loro coetanei, che non hanno avuto quel problema. Ritengo che si debba affrontare la questione, come si trattasse di un mal di gola... va analizzato e curato adeguatamente.

22/9/2003

8/7/2017

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Scuola materna o nido"

Inserimento alla scuola materna
Nella sua classe di scuola materna sarà il più giovane. I consigli per l'inserimento.
Inserimento graduale alla scuola materna
L'inserimento graduale alla scuola materna può disorientare una bambina già abituata all'asilo nido? I consigli della psicologa.
Andrà alla materna con sua sorella
E' meglio inserirlo in una classe dove ha già la sorella o "forzarlo" a socializzare in una classe di soli bambini estranei? I consigli della specialista.
Mi respinge!
Quando torno a casa la mia bambina mi caccia via e mi respinge piangendo.
Passaggio dalla scuola materna alla scuola elementare
Oltre al cambio dalla scuola materna alla scuola elementare, mia figlia dovrà inserirsi con nuovi amici.
Pro e contro l'asilo nido
La scelta di mandare all'asilo nido bambini anche molto piccoli è un'esigenza "moderna". I consigli del Pediatra.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Dopo il parto
Dopo il parto che cosa succede al corpo della mamma? Il brusco cambiamento avvenuto con il parto porta l'organismo ad una serie di modificazioni.
Posizione nel sonno e morte improvvisa del lattante
Statisticamente la SIDS (morte improvvisa del lattante) capita più spesso in chi ha una posizione nel sonno sbagliata.
Trauma cranico: cosa fare quando un bambino sbatte la testa
Come gestire il trauma cranico. Non è sempre necessario portarlo in ospedale.
Non vuole stare con suo papà
Mia figlia di 13 mesi vuole stare sempre con me e non con il suo papà. I consigli dello psicologo.
Punti neri sulla fronte
La terapia da seguire per l'eliminazione dei punti neri sulla fronte.

Quiz della settimana

A che cosa serve la vitamina C?
Ha un'azione anti-ossidante
Favorisce l'assorbimento del ferro
Serve per produrre una sostanza chiamata collagene
Tutte le risposte sono esatte