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La maestra chiama "spioni" i bambini che non si fanno gli affari propri

È nella natura dei bambini il fatto di essere degli "spioni". Si tratta specialmente di femmine, che si sostituiscono all'adulto nel ruolo di "giudice".

a cura di: Gaia Sacchi (educatrice di scuola materna)

La maestra di mia figlia di cinque anni (che frequenta il secondo anno delle materne) chiama "spioni" i bambini della classe che non si fanno gli affari propri. Adesso mia figlia ha difficoltà a capire quando si deve dire la verità e quando invece deve farsi i fatti propri. Pensa che sia un buon metodo educativo quello che sta usando l'insegnante?

È nella natura dei bambini il fatto di essere degli "spioni", solo che c'è qualcuno che lo è di più degli altri e passa il tempo ad ascoltare le argomentazioni degli adulti e a riferire le azioni negative svolte dagli altri compagni. Si tratta di bambini, specialmente femmine, che sono talmente assorbiti dal loro compito che non giocano né relazionano in modo adeguato con gli altri, e si sostituiscono all'adulto nel suo ruolo di "giudice" delle azioni e distributore di ricompense o castighi.

Questi bambini devono dunque imparare a capire la distinzione tra adulto e bambino. E comprendere che possono intervenire in determinate situazioni (per esempio riferire il fatto che un compagno si è fatto male) e non in altre (per esempio quando un compagno ha svolto male un compito), principalmente perché in questo modo si rendono antipatici agli occhi dei compagni, con conseguente isolamento dal gruppo e poi perché è giusto che si comportino da bambini, cioè da individui che devono realizzare un lungo percorso di crescita, prima di influire sulle azioni altrui.

Dare un connotato negativo, con l'uso del termine di "spione", accompagnato dalla spiegazione di ciò che è lecito riferire, è un atteggiamento che ritengo positivo.

30/6/2003

16/8/2017

I commenti dei lettori

Però se la maestra dà un'accezione negativa al comportamento in questione senza dare le opportune spiegazioni si possono creare le situazioni conflittuali che l'interlocutrice denunciava. Insomma si possono stigmatizzare comportamenti scorretti senza affibbiare "nomi", ma procedendo ad una spiegazione che i bambini sanno capire. Importante è la chiarezza!

mariarosa (RN) 19/01/2011

sono d'accordissimo. un caso simile è successo anche ad inizio anno 2010/11 nella classe di mio figlio, ultimo anno di scuola materna, solo che in questo caso la maestra chidedeva alla classe chi fosse stato a fare cosa, e se un bambino rispondeva dicendo ciò che aveva visto, lo metteva in castigo poichè affermava che la spia non si fa. abbiamo manifestato dubbi e perplessità rispetto a questo insegnamento, sottolineato secondo l'aspetto "omertoso" . abbiamo parlato direttamente con l'insegnate cercando delle spiegazioni logiche da parte sue e il perchè del castigo al posto della spiegazione. inutile dire che durante il corso dei 3 anni, tutta la classe ha avuto problemi del genere.finalmente siamo alla fine.

01/06/2011

penso che lei come mamma dovrebbe subito trovare una soluzione ... per propria esperienza so che la bambina non la smetterà mai. Ho un nipote che passa tutti i giorni a casa mia con mio figlio ... ogni 5 minuti mi diceva quello che combinava mio figlio... oltre che e fastidioso per me ... a perso anche un compagno dei giochi, perche mio figlio nn vuole stare con lui anche se hanno la stessa eta. ora che ha 9 anni non ha neanche un amico,in compenso va d accordo con la maestra. GIUDICHI LEI!!! P.S. scusate erori gramaticali, sono straniera. i bambini sono italiani e vanno a scuola italiana.

Lilia (RM) 22/10/2011

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