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Il cortisone è il più potente antiinfiammatorio a disposizione del medico per la cura di numerose malattie, tra le quali alcune patologie dell'apparato respiratorio.
a cura di: Dott. Alfredo Boccaccino (allergologo)
La mia piccola di quattro anni e mezzo è spesso soggetta a bronchiti: ultimamente le è stata diagnosticata una bronchite asmatica trattata con aerosol di mucolitici e salbutamolo, con cortisone per bocca e con un antibiotico della classe dei macrolidi. Quello che mi lascia un poco stupita è il cortisone che risveglia, nei non addetti ai lavori, vecchi fantasmi. Vi sarei molto grata se voleste spiegare come agisce il cortisone, i suoi effetti collaterali e soprattutto quando é veramente necessario somministrarlo nell’ambito delle infezioni alle vie respiratorie.
Il cortisone è il più potente antiinfiammatorio a disposizione del medico per la cura di numerose malattie, tra le quali alcune patologie dell'apparato respiratorio.
La potenza ed efficacia del farmaco deriva dalla sua capacità di penetrare nelle cellule, attraverso una porta chiamata recettore per i glucocorticoidi, riducendo la produzione di molecole pro-infiammatorie ed agendo sulla sintesi del DNA cellulare. Il cortisone in realtà è la copia di un ormone normalmente prodotto dalle nostre ghiandole surrenali: il cortisolo.
La sua somministrazione dall'esterno determina, come per qualsiasi altro ormone, una regolazione negativa (bio-feedback) nei confronti del cortisolo endogeno, con conseguente blocco della produzione ormonale. Allo stesso tempo l'eccesso di cortisone, introdotto per via esterna, causa una serie di sintomi quali: iperglicemia, ritenzione di liquidi, aumento di peso, ritardo della crescita staturale, osteoporosi (rarefazione della matrice ossea), irsutismo (aumento della peluria corporea) ed acne. Tutti questi importanti effetti collaterali, che hanno indotto alla steroidofobia (paura di usare il cortisone), si verificano solo per dosi di farmaco elevate e per terapie di lunga durata (superiori ai 15 giorni).
Non si verificano invece effetti collaterali sistemici per un uso locale (aerosol, creme) ed a basso dosaggio del farmaco (per via aerosolica o con spray pre-dosati). L'uso del cortisone a dosaggio pieno e per brevi periodi (3-7 giorni) non può assolutamente causare sintomi di tipo ormonale.
La malattia respiratoria per la quale trova sicura indicazione, per via sistemica (orale o intramuscolare), è l'asma bronchiale nella sua fase acuta. Molto utili ed utilizzate sono le formulazioni topiche (aerosol o spray) nella prevenzione della crisi asmatica. Può essere usato come farmaco di supporto nella terapia delle più comuni e banali infiammazioni delle vie aeree. Altra patologia delle vie aeree che si giova, in modo netto, dell'uso per pochi giorni del cortisone per bocca è la tonsillite recidivante da Adenovirus.
L'infiammazione è comunque un processo di difesa naturale dell'organismo, così come la febbre, e non sempre è necessario eliminarla. L'uso degli antiinfiammatori e quindi del cortisone deve essere deciso esclusivamente dal medico sulla base dell'entità del sintomo in atto.
24/1/2000
2/2/2013
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