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Dermatite atopica: prove allergiche

Quali prove allergiche si possono fare per capire quale alimento è responsabile della dermatite atopica di mio figlio? I test più comuni per individuare un'allergia alimentare sono i Prick test.

a cura di: Dott. Alfredo Boccaccino (allergologo)

Ho un bimbo di quasi due anni che soffre di dermatite atopica, probabilmente dovuta a intolleranza a qualche alimento. Vorrei fargli fare i test per scoprire quale alimento è responsabile, ma sento pareri totalmente diversi: chi dice che alla sua età non si possono fare, chi dice che invece si possono fare.

I test più comuni e semplici da eseguire per individuare un'allergia alimentare sono i Prick test, cioè le comunemente chiamate prove allergiche. Possono essere eseguiti a qualunque età, anche a pochi mesi di vita. La loro utilità è legata alla possibilità di individuare la presenza di IgE specifiche verso un alimento. In questo caso la diagnosi sarà di allergia alimentare. La Dermatite Atopica spesso (almeno nel 50% dei casi) ha alla base un'allergia alimentare.

Altro meccanismo immunitario, oltre alle IgE, coinvolto nell'allergia alimentare è quello cellulo-mediato (linfociti T), per svelare il quale è necessario praticare un altro test, definito Patch test. Questo è più complesso del precedente e richiede l'applicazione dell'alimento fresco (di solito latte, uovo, farina e merluzzo) su uno speciale cerotto e l'apposizione del cerotto sulla cute del paziente per 48 ore. Trascorso tale tempo si asporta il cerotto e si valuta la presenza della reazione cutanea, nella zona di contatto con l'alimento. Anche questo test può essere fatto a qualunque età.

Altra allergia frequentemente presente nei bambini con Dermatite Atopica è quella agli Acari, dimostrabile sia col Prick che con il Patch test. Una percentuale di bambini (20%) è negativa ai prick test per acari, ma positiva al patch test e soffre solo di Dermatite e non di patologia respiratoria. Una dermatite atopica in un bambino di età superiore ai due anni ha un'alta probabilità di essere dovuta a ipersensibilità agli Acari della polvere domestica.

La confusione di pareri, in relazione all'età, nasce da alcuni problemi. Ad esempio:

  • nei bambini al di sotto dei tre anni è molto raro riscontrare un'allergia respiratoria, per cui al di sotto di questa età solo in caso di forte sospetto si praticherà il prick test per allergeni respiratori; 
  • spesso le prove allergiche per alimenti sono negative, anche in presenza di un'allergia alimentare, per cui è necessario ricorrere a diete particolari e test di scatenamento con il cibo sospettato, al fine di effettuare la diagnosi;
  • più piccolo è il bambino, minore è la sua reattività cutanea all'istamina.

Ciò comporta una maggiore difficoltà a praticare le prove allergiche in bambini molto piccoli, nei quali la reazione cutanea sarà difficile da leggere (invece del classico pomfo, si forma solo un arrossamento della cute) e quindi ciò rende meno utile tale pratica diagnostica. Un'ulteriore confusione è creata dalla terminologia, che dovrebbe essere la seguente:

  • Allergia alimentare se alla base vi è un disturbo immunitario (IgE o cellulo-mediato); 
  • Intolleranza alimentare se alla base vi sono altri meccanismi non immunitari, tipo deficit enzimatici. La diagnosi di Intolleranza alimentare è più difficile da effettuare e non si basa sui test allergologici.

In conclusione: i test allergologici (prick e patch test) possono essere praticati a qualunque età.

30/5/2003

10/2/2017

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