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Ibuprofene (Nurofen, Moment): un farmaco per la febbre dei bambini

L'Ibuprofene (Nurofen, Antalfebal, Fevralt, Moment) fa parte dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), abbassa la febbre e possiede azione antinfiammatoria e antidolorifica nei bambini.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Il mio pediatra mi ha prescritto un farmaco nuovo per il mio bambino, a base di Ibuprofene per la febbre e il dolore. Ho sempre usato la… (nome commerciale del Paracetamolo), ma il pediatra dice che l'Ibuprofene è meglio del Paracetamolo per la febbre e il dolore. Mi posso fidare? Lei cosa ne pensa dell'Ibuprofene per i bambini?

L'Ibuprofene fa parte della categoria dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e, come tutte le molecole di questa categoria, possiede un'azione antinfiammatoria, analgesica e antifebbrile. Numerosi studi hanno dimostrato l'efficacia del farmaco nel ridurre la febbre nel bambino. Complessivamente, dagli studi di confronto, Ibuprofene e Paracetamolo, quando utilizzati allo stesso dosaggio di 10 mg/kg di peso corporeo, risultano molto simili in termini di rapidità di comparsa d'azione, entità e durata dell'effetto antipiretico.

Per quanta riguarda l'attività analgesica l'Ibuprofene, in età pediatrica, come molti altri FANS, viene impiegato soprattutto nel controllo del dolore derivante da leggeri traumi muscolo-scheletrici, da infiammazione dei tessuti molli e delle articolazioni, ma può essere utile anche nel dolore postoperatorio e nell'emicrania.

Gli studi che hanno confrontato l'ibuprofene con il Paracetamolo sono pochi; in uno di questi l'ibuprofene è risultato superiore al Paracetamolo o all'associazione Paracetamolo + codeina nel dolore da estrazione dentale. Sostanzialmente sovrapponibile è l'efficacia delle due molecole nel miglioramento della cefalea, osservato dopo due ore dalla somministrazione.

Occorre ricordare che, se da una parte il Paracetamolo allevia il dolore da lieve a moderato, dall'altra non riduce l'infiammazione come invece fa l'Ibuprofene che, per questo motivo, viene usato in malattie infiammatorie croniche come, ad esempio, l'artrite reumatoide giovanile.

L'ibuprofene è gravato dagli stessi effetti indesiderati di tutti gli altri FANS (tossicità gastrointestinale, renale ecc.) anche se, nell'impiego cronico, va considerato uno dei composti meno gastrolesivi. Nell'uso occasionale gli studi indicano una tollerabilità analoga a quella del Paracetamolo. La ridotta incidenza degli eventi avversi e la breve durata degli studi, d'altronde, non consentono di rilevare differenze significative fra i due farmaci. Gli effetti indesiderati riportati sono di lieve entità e includono soprattutto dolore addominale, diarrea, vomito, eruzioni cutanee, agitazione, nervosismo.

L'Ibuprofene, come tutti i FANS, va evitato nei bambini con una storia di sanguinamento gastrointestinale e può interferire con la funzione piastrinica, per cui non va somministrato in bambini con bassi livelli di piastrine nel sangue e in quelli a rischio emorragico. Il broncospasmo rappresenta un rischio nei bambini con storia di asma. Per il trattamento del dolore e della febbre la posologia giornaliera è di 20-30 mg/kg di peso corporeo e la sua durata d'azione (otto ore contro le sei ore del Paracetamolo) fa sì che venga somministrato in tre dosi giornaliere contro le quattro o cinque del Paracetamolo.

Si può concludere che, nella febbre e nel dolore del bambino, il Paracetamolo per via orale costituisce un trattamento sintomatico efficace: può essere impiegato con sicurezza dall'età di due mesi e rimane a tutt'oggi il farmaco di scelta. Il rischio di tossicità epatica è molto basso e può venire ulteriormente ridotto istruendo adeguatamente i genitori a non superare il dosaggio massimo raccomandato (15 mg/kg per cinque volte al giorno). L'ibuprofene pediatrico ha una efficacia sovrapponibile a quella del Paracetamolo e, nell'uso a breve termine, risulta altrettanto ben tollerato; può rappresentare una alternativa al Paracetamolo anche se, di fatto, quasi mai necessaria.

L'ibuprofene rimane tuttavia il FANS meglio documentato in età pediatrica: laddove il medico ne ravveda la necessità, dovrebbe essere preferito ad altri antinfiammatori analgesici antipiretici meno studiati nel bambino (ad esempio morniflumato o nimesulide) o gravati da importanti, anche se rari, effetti indesiderati (ad esempio metamizolo). Nell'artrite reumatoide giovanile il farmaco si è dimostrato efficace sulle manifestazioni articolari della malattia e meglio tollerato dell'aspirina.

16/9/2003

26/6/2013

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