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Idrocele

L'idrocele è l'accumulo di liquido nella sacca che circonda il testicolo. E' dovuto alla persistenza del dotto o processo peritoneale e normalmente scompare entro l'anno di vita.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Vorrei informazioni riguardanti l'idrocele nei bambini (il mio ha quattro anni): se curabile o se bisogna obbligatoriamente intervenire chirurgicamente.

L'idrocele è l'accumulo di liquido nella tunica vaginale che circonda il testicolo. E' dovuto alla persistenza del dotto o processo peritoneale, un'estroflessione della parete del peritoneo (cioè di quella membrana che riveste le pareti delle cavità addominale e pelvica), già osservabile nell'embrione dalla 12° settimana, e che sporge attraverso l'anello inguinale interno: essa si allunga attraverso il canale inguinale per seguire la discesa del testicolo.

Dopo la nascita il processo peritoneale è destinato alla obliterazione e alla scomparsa: rimane soltanto la porzione che circonda il testicolo e che ne costituisce la cosiddetta tunica vaginale. L'idrocele si evidenzia come un gonfiore dello scroto senza alcun dolore. E' molto comune nel neonato, soprattutto nel prematuro, ed è spesso bilaterale.

Nel bambino più grandicello può comparire improvvisamente, ma spesso si presenta dopo una malattia infettiva virale, che comporta un aumento della quantità di liquido peritoneale. Il volume dell'idrocele può raggiungere considerevoli dimensioni, essendo minimo al mattino e aumentando molto alla sera nel paziente che ha già iniziato a tenere la posizione eretta: tale fenomeno è legato alla presenza di una comunicazione piuttosto ampia con la cavità peritoneale.

Quando è possibile palpare un testicolo normale e l'idrocele non si associa ad alcuna anormalità dei tessuti molli scrotali soprastanti, è più probabile che si tratti di idrocele semplice. Nel neonato è il risultato del liquido rimasto in quella posizione dopo la chiusura del dotto peritoneale. In questo caso l'idrocele viene semplicemente tenuto sotto osservazione: di solito il liquido si riassorbe entro il primo anno di vita o al massimo entro i 18 mesi.

Se invece si ha una storia evidente di variazioni di volume ed in particolare se l'idrocele è associato ad un ispessimento delle strutture del funicolo, allora la diagnosi è di idrocele comunicante: in questo caso, abitualmente, il processo peritoneale pervio non si chiude spontaneamente, anzi può allargarsi dando origine ad un'ernia. In questa circostanza il trattamento è chirurgico.

1/1/1997

26/3/2012

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I commenti dei lettori

sono una mamma preoccupata a mio figlio e' stato diagnosticato un idrocele destro con cisti del funicolo e l'intervento e' stao fissato tra un mese ma io sono terrorizzata dall'anestesia il mio bimbo ha solo 3 anno ed e' molto vivace temo la degenza .....e lo stres a cui inevitabilmente sara' sottoposto.....

barbara (PA) 31/03/2013

Barbara, la paura dell'anestesia è comprensibile, ma considera quante anestesie si fanno tutti i giorni in tutte le sale operatorie di tutti i reparti di chirurgia pediatrica, otorinolaringoiatria, oculistica e così via. Gli incidenti gravi in sala operatoria sono certamente molto meno frequenti che quelli sulle piste da sci o al mare, ma sono sicuro che tu hai già portato il tuo bambino nello splendido mare di Palermo. Dunque, affronta con fiducia anche quanto ti viene proposto dai medici per curare l'idrocele.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 01/04/2013

incredibile dopo due mesi dell'idrocele di mio figlio non c'e' piu' l'ombra sparito.......e' mai possibile????

barbara (PA) 15/05/2013

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