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Le caratteristiche del virus dell'influenza

L'influenza è trasmessa da un gruppo di virus specifici, detti virus influenzali, classificati in tre diversi tipi (A, B, C). Le epidemie influenzali sono provocate prevalentemente dai tipi A e B.

a cura di: Dott. Massimo Generoso (pediatra)

L'influenza è una malattia infettiva acuta, sostanzialmente caratterizzata da sintomi a carico dell’apparato respiratorio.

E’ trasmessa da un gruppo di virus specifici, detti virus influenzali, classificati in tre diversi tipi (A, B, C). Le epidemie influenzali sono provocate prevalentemente dai tipi A e B. Le epidemie mondiali (pandemie) si verificano ad intervalli di tempo imprevedibili e nel secolo scorso sono avvenute nel 1918 (Spagnola), nel 1957 (Asiatica) e nel 1968 (Hong Kong). La più grave, nel 1918, ha provocato almeno 20 milioni di morti.

Frequente motivo di consultazione medica, di ricovero ospedaliero e principale causa di assenza da lavoro e da scuola, l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per malattia infettiva, preceduta solo da AIDS e tubercolosi. In particolare si stima che in Italia ogni anno l’influenza causi circa 8000 morti, soprattutto fra gli anziani.

I virus influenzali hanno la marcata tendenza a mutare; ciò permette loro di aggirare le difese presenti in coloro che in passato hanno avuto l’influenza. Questo significa che la protezione che l’organismo ha messo a punto contro il virus dell’influenza che circolava in quell’anno, non è più efficace per il virus dell’anno successivo.

Si tratta di una malattia stagionale che, nell'emisfero occidentale, si verifica durante il periodo invernale, coinvolgendo ampie fasce della popolazione sia adulta che infantile. Durante le pandemie l’influenza può colpire anche il 50% della popolazione.

I bambini, soprattutto quelli più piccoli, sono i soggetti più colpiti: quelli di età compresa fra 0 a 4 anni si ammalano d’influenza di circa 10 volte più spesso dell’anziano e circa 5 volte più dell’adulto.

10/8/2009

15/2/2016

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