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Il Pediatra risponde

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Anosmia: non sente gli odori

La forte diminuzione fino alla scomparsa della sensibilità olfattoria è chiamata in termine medico "anosmia". E' spesso provocata da un’alterazione dell’epitelio della mucosa olfattiva.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Abbiamo un bambino di 6 anni, che sostiene di non sentire nessun odore. Abbiamo provato a fargli sentire odori forti come alcool, profumi e aceto, senza tuttavia avere risultati. Il bambino dai 2 ai 5 anni ha sofferto di ripetute riniti che nel periodo invernale provocavano la chiusura totale del naso. Per questo i medici ci hanno sempre consigliato di fare aerosol con prodotti mucolitici e cortisonici. Che cosa può causare l'assenza dell'olfatto e quali rimedi ci sono?

La forte diminuzione fino alla scomparsa della sensibilità olfattoria è chiamata in termine medico "anosmia". In più del 50% è dovuta ad un’alterazione dell’epitelio della mucosa olfattiva o a lesioni delle fibre del nervo olfattivo o di alcuni suoi tratti, in seguito ad infezioni o allergie (in cui l’edema della mucosa "copre" le cellule olfattive che non vengono più raggiunte dalle sostanze odorose), poliposi nasale (per un ostacolo meccanico alla progressione delle particelle odorose), tumori, rinite atrofica, traumi cranici (per strappamento dei nervi olfattivi).

Nel 20% dei casi può essere dovuta ad una banale malattia virale, ad esempio dopo una sindrome influenzale, per una lesione diretta delle cellule olfattive. In una piccola percentuale di casi l’anosmia è di origine genetica (di tipo autosomico dominante) oppure può essere un’alterazione isolata o familiare, qualche volta associata a precoce caduta dei capelli e ad emicrania oppure può accompagnarsi a sindromi rare. In più del 15% la causa è ignota.

La diagnosi richiede visite otorinolaringoiatriche, esami oftalmometrici, esami radiologici, qualche volta visite neurologiche, esami del sangue (per identificare cause virali). Le terapie possono essere chirurgiche e/o farmacologiche con spray al cortisone, vasocostrittori in gocce nasali, iposensibilizzazione con vaccini (per le riniti allergiche); danno spesso buoni risultati. Nelle forme secondarie ad infezioni virali, in una discreta percentuale di casi (circa il 30-40%), l’alterazione dell’olfatto può essere irreversibile.

1/2/1998

15/9/2015

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