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Il Pediatra risponde

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Occlusione intestinale alla nascita

Un neonato che non riesce a scaricarsi. E' possibile riscontrare nei prematuri un "ritardo" di canalizzazione. I consigli del pediatra.

a cura di: Dott. Marcello Cimador (chirurgo pediatra)

Mio figlio è nato tre settimane orsono con parto cesareo; sin dalla nascita è stato ricoverato in ospedale, inizialmente per un sospetto di isoimmunizzazione, non verificatasi, poi per un sospetto di megacolon. Nelle prime 48 ore di vita il neonato non ha meconiato e nonostante ciò non è stato preso alcun provvedimento (clistere, stimolazione anale, aspirazione etc.).
Nella terza giornata è stato effettuato un clisma opaco e raggi al torace con esiti negativi. Durante questi tre giorni il bimbo vomitava verde. Da voci discordanti sembra comunque che il bimbo, successivamente al clisma, si sia liberato da solo. Attualmente il bimbo riesce a liberarsi con l'ausilio di un sondino anale inserito per circa 15 cm (sondino permanente). I medici hanno intenzione di provare, successivamente, l'estrazione del suddetto sondino per vedere se il bimbo è capace di liberarsi autonomamente o con una semplice stimolazione tipo clistere. Vorrei sapere se esistono centri specializzati in Italia per il trattamento di tale patologia neonatale, se è necessario l'intervento chirurgico o se esistono soluzioni alternative.

Nella domanda posta dai genitori purtroppo non si evince se il parto cesareo sia stato eseguito nell'urgenza di una sofferenza fetale e se quindi l'epoca del parto sia caduta nel periodo della prematurità. Questa precisazione vuole sottolineare che possibile riscontrare nei prematuri un "ritardo" di canalizzazione (intesa come ritardata emissione del meconio oppure come insufficiente capacità di svuotamento intestinale) forse addebitabile ad una immaturità delle terminazioni nervose intestinali. Tale problema comunque viene di solito superato attraverso un periodo di nursing (evacuazione tramite sonda rettale e con microclismi) fino al raggiungimento della maturità. Nell'evenienza invece che si tratti di un neonato a termine, certamente la mancata emissione di meconio a 48 ore dalla nascita è suggestiva e va indagata: d'altronde che vi sia uno stato occlusivo è evidentemente dimostrato dal vomito tinto di bile.

Il clisma opaco è l'indagine diagnostica (ed a volte anche terapeutica) adeguata per valutare se ci si trovi in presenza di un colon dilatato (suggestivo per megacolon ed altre displasie intestinali neuronali) oppure di un microcolon (suggestivo per un'atresia ed altre ostruzioni ileali). Il clisma opaco inoltre permette di rimuovere l'eventuale presenza di un tappo di meconio ostruente che talvolta può simulare una patologia organica che invece non esiste.

Dalle poche righe della domanda mi sentirei di escludere che si tratti di un'atresia, cioè di una ostruzione (i chirurghi sarebbero stati costretti ad operare d'urgenza), mentre è difficile dire se ci si trovi in presenza di un'aganglia: se il clisma opaco non è stato dirimente in tal senso bisognerà effettuare delle biopsie della sottomucosa colica per valutare la presenza dei gangli nervosi. Il nursing (l'evacuazione assistita con microclisteri) è una pratica che noi eseguiamo regolarmente, ma per un limitato periodo, necessario a capire se il neonato sia in grado di evacuare spontaneamente oppure no. In quest'ultimo caso il confezionamento di una colostomia con le relative biopsie per la ricerca dei gangli è il passo successivo. Infine che io sappia non esistono centri specializzati in "disfunzioni intestinali" di questo tipo, essendo una patologia di frequente riscontro nelle corsie neonatali e chirurgiche pediatriche.

1/7/1998

14/4/2017

I commenti dei lettori

La mia primogenita, nacque a termine (anzi 1 sett in più)... dopo 24 ore vomitava verde, piangeva e tirava le gambine verso il pancino mentre si sentiva un gorgoglio. Dopo due giorni la portarono via, senza dirmelo, in un altro ospedale e lì venne operata d'urgenza: aveva ancora 3 ore di vita, poi... la diagnosi? Volvolo ileale con peritonite meconiale. Uscì dalla sala operatoria con una ileostomia ed un innesto dell'ileo nel colon, ma 8 gg dopo l'innesto s'infettò. di nuovo in sala operatoria e da lì uscì con doppia ileostomia. Mi resero la bimba dopo 35 gg di ospedale, con sospetto di mucoviscidosi. 20 gg dopo scongiurata anche la mucoviscidosi, decisero l'intervento di chiusura delle ileostomie: a 3mesi e 23 gg il terzo e definitivo intervento per mano del grande e carissimo prof. Luciano Cucchi! Mi dissero che era il primo caso in Europa di intervento e chiusura entro il primo anno di vita, ma avrei preferito non avesse questo primato. Sono passati tanti, tanti anni e lei ha ancora quelle grandi cicatrici sulla pancia che ho sempre benedetto. Dopo lei ho partorito altre tre volte, ma ciò che mi è successo inconsciamente m'impediva di partorire: ho sempre avuto travagli lunghi, il tempo di durata aumentava ad ogni figlio invece di diminuire. I bimbi ospedalizzati sono da seguire anche a livello psicologico oltre che medico, ma anche le madri, le famiglie avrebbero bisogno di supporto: non si dimentica il dolore vissuto e soprattutto visto. N.L.

Nadia (LC) 04/06/2013

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