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Ossiuri

Gli ossiuri sono vermi piccoli, bianchi, molto mobili, filiformi con la coda puntuta. Quando si evidenzia l'ossiuriasi in un bambino è bene curare tutta la famiglia.

a cura di: Dott.ssa Tiziana Candusso (pediatra)

Mio figlio ha preso gli ossiuri: che fare?

L'ossiuriasi è una infestazione intestinale provocata da un nematode (una delle categorie di vermi): Oxyuris Enterobius vermicularis. E' un verme piccolo, bianco, molto mobile, filiforme con la coda puntuta. Il maschio è lungo 3 - 5 mm e la femmina 9 - 12 mm. Le uova (microscopiche) sono lisce, oblunghe, rivestite da una membrana sottile; nell'interno sono visibili i primi stadi dello sviluppo embrionario. L'accoppiamento dei vermi sessualmente maturi avviene nell'intestino ileo-cecale dell'uomo (compresa l'appendice). La femmina fecondata migra in 5 - 12 settimane con l'utero ripieno di uova (circa 10.000) nel colon e nel retto fino alla regiona anale. Durante le ore del sonno del soggetto ospite, fuoriesce dall'ano eliminando tutte le uova e muore.

Le uova maturano nelle regione anale, perineale e vulvare in 4 - 6 ore. Il bambino generalmente si infesta per via orale portando alla bocca le mani sporche dopo grattamento o per contatto con oggetti da toeletta, giocattoli, biancheria personale e da letto o per la polvere del letto e dell'ambiente; più rara l'infestazione delle uova cadute sul terreno, su erbaggi e su frutta.

L'ossiuriasi raggiunge nella prima infanzia la frequenza del 40 - 70%. La prognosi è buona. La sintomatologia clinica più importante è costituita dal prurito anale e perineale (il perineo è la zona compresa fra i genitali e l'ano), nelle bambine anche vulvare. Il prurito è determinato dal movimento dei vermi, può disturbare il riposo notturno e provocare, per grattamento, erosioni sanguinanti perineali e, nelle bambine, talvolta masturbazione.

Si possono manifestare: reazioni allergiche (asma, orticaria, eritemi, eczemi); disturbi gastroenterici (vomito, nausea, dolori addominali, irregolarità dell'alvo); disturbi neurologici (cefalea, irrequietezza, vertigini, incontinenza di urina e tenesmo rettale); infezioni delle vie urinarie appendicite.

La diagnosi si basa sulla presenza di ossiuri o di uova nelle feci o sulla regione anale (esame parassitologico o visione diretta). Per mettere in evidenza le uova si applica sull'ano al mattino una striscia di adesivo trasperente (scotch-test) e la si asporta dopo un'ora, la si applica con olio su un vetrino e la si osserva a piccolo ingrandimento al microscopio: se ci sono uova di ossiuri, esse rimangono attaccate allo scotch e sono visibili al microscopio.

La terapia si basa sull'uso di farmaci antiparassitari come il pamoato di pyrvinium, il pirantel pamoato, il mebendazolo e l'albendazolo; genericamente la terapia si effettua per bocca in unica dose, ripetendola dopo 10 -20 giorni (per avere la certezza di eliminare anche i vermi nati da uova dischiuse successivamente alla prima dose). Importante la profilassi igienica (lavare spesso le mani, tagliare le unghie, lavare spesso i genitali, evitare la promiscuità).

Quando si evidenzia l'ossiuriasi in un bambino è bene curare tutta la famiglia.

1/11/1997

16/10/2016

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