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Osteoma osteoide

L'osteoma osteoide è una lesione ossea benigna e rappresenta circa il 12% dei tumori benigni in età pediatrica.

a cura di: Dott. Sergio Monforte (ortopedico)

Vorrei sapere che cos'è l'osteoma osteoide e come si cura.

L'osteoma osteoide è una lesione ossea benigna e rappresenta circa il 12% dei tumori benigni in età pediatrica. Colpisce più frequentemente il sesso maschile (rapporto 2:1) in età adolescenziale (90% dei casi). La testa del femore è la sede più frequente di localizzazione seguita dalla tibia, dagli elementi posteriori della colonna vertebrale e dall'omero.

Dal punto di vista clinico è caratterizzato da un dolore osseo scheletrico nettamente demarcato che peggiora la notte ed è frequentemente alleviato con la somministrazione di una piccola dose di FANS (classicamente l'aspirina). In circa 1/3 dei casi il dolore è così severo da essere esacerbato dalla palpazione.

Nei casi di localizzazione a carico della colonna il tumore può essere accompagnato da una scoliosi da contrattura dolorosa della muscolatura risolvibile mediamente 15-18 mesi dopo la rimozione del tumore. In letteratura non sono descritte delle trasformazioni maligne di tale lesione ossea.

Dal punto di vista diagnostico la radiologia tradizionale è utile in circa il 75% dei casi a seconda delle dimensioni del tumore e della sua localizzazione (difficile la diagnosi radiologica se a carico della colonna e della testa del femore).

La TAC con mezzo di contrasto (soprattutto se preceduta da esame scintigrafico) è la tecnica diagnostica più adeguata per una precisa localizzazione del nidus (N.d.R.: è una piccola area di osteolisi, cioè di riassorbimento osseo, circondata da una zona di osso sclerotico, corrispondente alla sede del tumore) e la conseguente decisione chirurgica.

Studi preliminari incoraggianti sembrano avvalersi della possibilità di altre tecniche diagnostiche meno invasive (ecografia ed angiografia) anche se la possibilità di falsi positivi/negativi sembra ancora relativamente alta rispetto ad altre metodiche. Il trattamento chirurgico classico è l'escissione "en bloc" del tumore.

Attualmente vengono usate, in centri specialistici, tecniche di radiologia interventistica (come l'ablazione percutanea con radio-frequenza) che stanno gradualmente soppiantando la chirurgia classica in quanto non richiedono un'ampia esposizione chirurgica, riducono i tempi di riabilitazione e degenza ed hanno un elevato indice di risoluzione a distanza (circa il 90%).

28/4/2004

13/7/2016

I commenti dei lettori

Buonasera mio figlio ha avuto per due anni un osteoma osteoide e la mia esperienza è stupendamente conclusa è stato operato alla Sapienza di Roma, appena dopo l'intervento camminava e non ha piu' avuto nessun tipo di dolore non ha avuto un intervento chirurgico ne una termoablazione percutanea no ha riportato un solo segno dell'intervento la tecnica è nuovissima ed il professore è il primo ad usarla in Italia,diversamente mi era stato proposto in altri centri un intervento chirurgico complesso e che richiedeva almeno tre mesi di riabilitazione posto questo mio commento per tutti i genitori che hanno questo tipo di problema.

Alessandra Lorenzini (CE) 08/10/2012

Mia figlia deve fare l'intervento a gennaio per osteoma osteoide al piede. Vorrei sapere, se possibile, dopo quanto potrà tornare a correre. Grazie

Mariarita 31/12/2012

mio figlio, 23 anni, operato 2 volte di osteoma al piede, di intervento con termoablazione, 2 intervento con svotamente chirurgico, continua ad avere dolore notturno, sono disperata, cosa fare?

anna (SA) 14/01/2013

alessandra, potesti dirmi il nome del professore che ha operato tuo figlio alla sapienza? grazie

valeria (UD) 25/04/2013

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