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La pielonefrite

Con un reflusso vescico-ureterale di basso grado ed una età di 17 mesi non credo vi sia alcuna "urgenza".

a cura di: Dott. Gianantonio Manzoni (chirurgo pediatra - urologo)

Abbiamo un bimbo di 17 mesi che ha avuto una pielonefrite un mese orsono. La cistografia rivela un reflusso vescico-ureterale di 2° grado a sinistra, mentre la scintigrafia renale evidenzia una piccola incisura da probabile scar (N.d.R.: scar in inglese significa cicatrice e rappresenta il segno radiologico di un danno renale) al polo inferiore del rene destro. Il chirurgo pediatrico ci ha consigliato di fare un intervento per via endoscopica con macroplastique, mentre altri pediatri ci consigliano di attendere e di continuare la attuale terapia antibiotica con… (nome commerciale del Cotrimossazolo) per almeno 1 anno. Cerchiamo informazioni e consigli in quanto non sappiamo decidere se sottoporre o meno il bimbo all'intervento.

Dalla descrizione clinica fornita non risultano chiari alcuni punti: la pielonefrite è avvenuta in corso di profilassi antibiotica? Se sì, con che farmaco? Ed infine è stato possibile localizzare il lato? la valutazione scintigrafica (DMSA ? MAG3?) è stata fatta prima, durante o dopo la pielonefrite? E se dopo, a distanza di quanto tempo? dal momento che esiste una apparente discrepanza tra lato del reflusso vescico-ureterale (sinistro) e lato della sospetta lesione pielonefritica (destra), con quale indagine è stata fatta diagnosi di reflusso vescico-ureterale (Cistografia minzionale, Cistosonografia, Cistoscintigrafia diretta)? Ed è sicura la assenza di un reflusso vescico-ureterale anche a destra?

La decisione di un intervento terapeutico (endoscopico o chirurgico) è generalmente necessaria in presenza di una situazione clinica non controllabile con una corretta terapia antibiotica profilattica. Con un reflusso vescico-ureterale di basso grado ed una età di 17 mesi non credo vi sia alcuna "urgenza" di intervenire ed in ogni caso è fondamentale conoscere la risposta alle domande sopra citate per una decisione. Personalmente non adotto la terapia endoscopica per il reflusso vescico-ureterale (% di successo inferiore alla terapia chirurgica convenzionale, non essendo sufficientemente sicuro sulle sostanze utilizzate e sugli effetti a lungo termine) e per la profilassi antibiotica preferisco utilizzare una cefalosporina orale.

2/10/2001

2/10/2001

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