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Congiuntivite virale

La congiuntivite virale è un’infiammazione della congiuntiva, la mucosa che riveste la parte interna delle palpebre e la parte bianca dell’occhio (la sclera), provocata da virus.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Da che cosa è provocata la congiuntivite virale e come si cura? Ed è vero che ci mette tanto a passare? Esistono delle precauzioni da prendere per evitare il contagio?

La congiuntivite virale è un’infiammazione della congiuntiva, la mucosa che riveste la parte interna delle palpebre e la parte bianca dell’occhio (la sclera), provocata da virus, in particolare l’Adenovirus, il mollusco contagioso, i Coxsackie virus e i due Herpes virus, l’Herpes simplex e l’herpes Zoster. Si manifesta in modo acuto, improvviso, solitamente ad entrambi gli occhi con fotofobia (intolleranza alla luce), arrossamento della congiuntiva, sensazione di corpo estraneo nell’occhio (come se fosse entrata della sabbia), leggero rigonfiamento dei bordi delle palpebre, bruciore agli occhi e comparsa di piccoli rigonfiamenti di colore biancastro (chiamati follicoli) sulla mucosa congiuntivale.

A tutto ciò si aggiunge una secrezione di tipo acquoso, piuttosto abbondante, con tendenza a diventare prima bianca e densa, e poi giallastra e vischiosa, allorquando, come spesso capita, si associa una sovrainfezione di tipo batterico. Spesso è presente, nelle forme da Adenovirus, anche un ingrossamento dei linfonodi preauricolari, situati cioè anteriormente ai padiglioni auricolari. La congiuntivite virale è una malattia molto contagiosa, tanto che spesso può provocare vere e proprie epidemie: si trasmette facilmente tramite la via di trasmissione occhio-mano-occhio, ma è possibile anche attraverso altre secrezioni del malato (colpi di tosse, muco nasale). Ha un decorso molto più lungo della congiuntivite batterica che, con un collirio antibiotico, spesso si risolve in pochi giorni: nel caso della congiuntivite virale la durata è dalle due alle quattro settimane.

L’infezione guarisce da sola e i farmaci somministrati servono più che altro per ridurre i sintomi, ma non modificano di molto l’evoluzione. A seconda dei casi la cura può consistere nella somministrazione di colliri antibiotici (per prevenire le sovrainfezioni batteriche), di colliri contenenti sostanze antinfiammatorie e, nel caso sia implicato un Herpes virus, nella somministrazione di colliri a base di farmaci antivirali. La migliore profilassi per evitare il diffondersi del contagio è l’osservazione di rigorose norme igieniche come lavarsi accuratamente le mani, evitare di toccare gli occhi con le mani sporche, non usare fazzoletti o asciugamani altrui. In inverno è poi consigliabile tenersi lontano dai locali molto affollati, che possono essere sedi di possibili epidemie. Utile l’uso di occhiali da sole per ridurre la fotofobia.

22/9/2000

27/8/2008

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