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Il laringospasmo è una patologia particolarmente frequente tra uno e tre anni, anche se può colpire altre età. Improvvisamente, in genere in piena notte.
a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)
1° domanda: vorrei avere qualche informazione sul laringospasmo, dato che mia figlia di tre anni ne è soggetta, da quando aveva quattro mesi, due volte l'anno, al cambio di stagione e devo darle il cortisone. 2° domanda: nostro figlio di tre anni ha avuto due episodi di laringospasmo che ci hanno spaventato molto, anche perché in farmacia ci hanno consigliato di tener sempre a portata di mano un'iniezione di cortisone, evidenziando il pericolo che il bambino non riesca più a respirare. Cosa scatena il laringospasmo, e che farmaci bisogna evitare (ci hanno anche sconsigliato le sostanze balsamiche)?
Il laringospasmo detto anche laringite spastica o croup spasmodico è una patologia particolarmente frequente tra uno e tre anni, anche se può colpire altre età. Improvvisamente, in genere in piena notte, il paziente si sveglia in preda a difficoltà respiratorie: presenta infatti agitazione, tosse metallica, abbaiante, insistente, che ricorda spesso il verso di una foca, stridore inspiratorio (cioè una respirazione rumorosa dovuta all’ostruzione laringea) soprattutto nel pianto, voce roca. La crisi accessuale può durare da pochi minuti a qualche ora, non si accompagna a febbre e si risolve spesso improvvisamente, così come era insorta. Non esiste una terapia risolutiva del laringospasmo poiché esso è dovuto ad una reazione irritativa, che più facilmente compare, spesso nel corso di una infezione acuta delle alte vie respiratorie, in bambini con una predisposizione allergica o con una iperreattività bronchiale (cioè con una eccessiva suscettibilità delle mucose delle vie respiratorie a varie cause).
In genere la causa scatenante più frequente sono le ripetute infezioni respiratorie, anche banali (che spesso danno solo rinite o tosse) che un bambino presenta nel periodo autunno-inverno. Il laringospasmo ha spesso un andamento ricorrente e tende a recidivare. La terapia consiste nell'umidificazione dell'aria inspirata con vaporizzatori o umidificatori di uso domestico (evitando sempre l’impiego di sostanze balsamiche, che spesso hanno un’azione irritante sulle delicate mucose respiratorie di questi pazienti), eventualmente portando il bambino, nei casi più resistenti, nella stanza da bagno e aprendo tutti i rubinetti dell'acqua calda, saturando in questo modo di vapore acqueo l'ambiente. Eventualmente, nelle forme più gravi, si possono fare aerosol con adrenalina e cortisone.
29/3/2000
6/10/2008
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