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Malattia reumatica

Detta anche "febbre reumatica" o "reumatismo articolare acuto", la malattia reumatica è una lesione infiammatoria dovuta a reazioni immunitarie, che può colpire più organi e apparati

a cura di: Dott. Roberto Bussi (pediatra)

Vorrei avere alcune notizie sulla malattia reumatica. Da cosa è provocata e quali sintomi dà? Come si diagnostica e come si cura?

Detta anche "febbre reumatica" o "reumatismo articolare acuto", la malattia reumatica è una lesione infiammatoria dovuta a reazioni immunitarie, che può colpire più organi e apparati (cuore, articolazioni, cute) in relazione ad una pregressa infezione, anche passata inosservata, da Streptococco Beta Emolitico di gruppo A (SBEA). Per la sua frequenza e gravità, veniva giustamente considerata una malattia sociale fino a non molti anni fa: negli anni ‘50-’60 ha avuto molto rilievo perché ha rappresentato una malattia cronica suscettibile di prevenzione primaria (diagnosi e terapia dell’infezione streptococcica) e secondaria (diagnosi e terapia della malattia e profilassi delle ricorrenze).

Negli ultimi 30 anni però è andata incontro ad una rapida diminuzione in tutti i paesi industrializzati soprattutto in relazione alle migliorate condizioni socioeconomiche, mentre continua a rappresentare un problema importante nei paesi in via di sviluppo. Se in un recente passato l’incidenza era stimata di un caso ogni 300-500 infezioni streptococciche non trattate, oggi l’incidenza si è abbassata di almeno 10 volte con un caso su 5000 infezioni. Tutti i tipi di Streptococco Beta Emolitico di gruppo A possono dare la complicanza reumatica. Per lo più essa segue ad una infezione faringo-tonsillare: è quindi più frequente d’inverno e all’inizio della primavera. L’intervallo fra l’infezione e la comparsa dei sintomi della malattia reumatica è di 2-3 settimane per l’artrite e la cardite (N.d.R.: infiammazione del cuore), di 1-2 mesi per l’eritema marginato (N.d.R.: manifestazione cutanea caratterizzata da una linea rossa modicamente rilevata che circonda un’area di cute intatta, di circa 1-2 cm di diametro e che interessa gli arti ed il tronco) ed i noduli sottocutanei (N.d.R.: lesione cutanea della grandezza di una lenticchia, dura, mobile al di sotto della pelle, situata in varie sedi).

La complicazione reumatica era molto facile perché, dopo la guarigione da un sierotipo, il soggetto diventa immune solo nei confronti di quello, ma non di tutti gli altri che sono molti. In più un soggetto che ha avuto la complicanza reumatica diventa ipersensibile agli antigeni streptococcici, per cui di fronte a successive infezioni streptococciche ha una probabilità molto alta di ricaduta. La lesione fondamentale è rappresentata da un processo infiammatorio a carico del tessuto connettivo, in particolare di quello del cuore, delle articolazioni e della cute. L’età più a rischio è compresa fra i 5 e i 15 anni. I sessi sono ugualmente colpiti.

L’artrite è presente nell’80% dei casi ed è una poliartrite, un’artrite cioè che interessa varie articolazioni, soprattutto quelle grandi (ginocchia, caviglie, gomiti), tipicamente migrante: la sede si modifica infatti ogni 2-3 giorni. L’articolazione è dolente, tumefatta ed arrossata.

La cardite è presente nel 40% dei casi ed è svelata dalla comparsa di un soffio dovuto all’insufficienza della valvola mitralica; interessamento dell’aortica è meno frequente. Parallelamente al calo vistoso della frequenza, si è modificato il quadro clinico della malattia. L’attacco acuto pericoloso per la vita del paziente è divenuto rarissimo e la mortalità è praticamente scomparsa; anche le complicanze sono diminuite.

Resta da spiegare perché solo pochi individui presentano la complicanza reumatica dopo una o più infezioni streptococciche. Gli esami di laboratorio utili sono rappresentati da quelli tipici delle infezioni ed infiammazioni: VES molto elevata e che si mantiene tale per almeno 4 settimane, aumento della Proteina C Reattiva (PCR). Importante è l’accertamento di una recente infezione streptococcica: tampone faringeo positivo e movimento del titolo anticorpale (TAS).

La terapia ha come farmaco di prima scelta l’aspirina da continuare fino alla normalizzazione della VES. In alcuni casi (cardite con cardiomegalia, cioè ingrossamento del cuore) si deve usare il cortisone. Ovviamente bisogna iniziare subito la profilassi anti-streptococcica ed il farmaco di prima scelta è la benzatin-penicillina (penicillina ritardo) da effettuarsi intramuscolo una volta ogni 20-30 giorni e che deve essere continuata per anni (almeno sei anni).

18/7/2000

25/2/2009

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