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Punto di vista

l'opinione del tuo amico Pediatra

Pediatri e famiglia

Pediatri e famiglie d’Italia: l'Europa ci guarda e… ci invidia!

a cura di: Dott. Roberto Marinello (pediatra)

Da molto tempo mi interesso dei problemi dei pediatri e della pediatria non solo in Italia ma anche nel panorama europeo nel quale siamo ormai profondamente inseriti. Ho conosciuto molti pediatri spagnoli, francesi, inglesi ed ho discusso con loro gli aspetti relativi alla salute ed alla crescita dei bambini e quelli riguardanti l’organizzazione delle cure all’infanzia nei diversi Paesi. Ogni Nazione europea ha la sua organizzazione sanitaria, che deriva dalla tradizione culturale, dalle riforme sociali e politiche, ma anche dalla sensibilità che le Nazioni manifestano per i problemi dei bambini e delle loro famiglie.

Studiando bene l’organizzazione delle cure all’infanzia nel nostro Continente sono giunto alla conclusione che vi sono tre modi di considerare la pediatria (e quindi l’assistenza medica ai bambini)

  •  Il bambino dalla nascita viene assistito dal Medico di Famiglia dell’adulto (Inghilterra e Paesi Anglosassoni), che gestisce i comuni problemi di salute pediatrici.Quando vi sono problemi più complessi o si vuole una consulenza specialistica si può accedere al pediatra che poi lo riaffida al Medico di Famiglia. In questi Paesi i pediatri sono molto pochi e non è facile avere consulenze specialistiche in tempi brevi.
  •  Il bambino può essere assistito da un Pediatra o da un Medico di Famiglia (o da qualunque altro medico, in quanto essendo Sistemi Sanitari ad assistenza indiretta, le spese mediche eseguite da un professionista certificato sono rimborsate indipendentemente dal tipo di competenza specialistica). Questa organizzazione è tipica delle nazioni francofone (Francia, Belgio, Svizzera) Anche in questi Paesi i Pediatri sono pochi e maldistribuiti e frequentemente dopo i primi anni il bambino viene assistito da un Medico di Famiglia.
  •  Il bambino ha diritto ad essere assistito dalla nascita fino a 14 anni da uno specialista pediatra. Il pediatra lo segue in tutti i momenti della sua crescita (prevenzione, diagnosi e cura delle malattie, educazione alla salute). Questo terzo modello, che tutta l’Europa guarda con molto interesse e apprezzamento è caratteristico di sole due nazioni europee: l’Italia e la Spagna. Con l’unica differenza che in Spagna il rapporto è molto rigido e controllato dall’Amministrazione Sanitaria Locale, mentre in Italia il rapporto di fiducia tra genitori e pediatra è la vera forza motrice della nostra assistenza pediatrica. In Italia, però dopo il 6° anno di vita i genitori possono scegliere anche un Medico di Famiglia come medico curante del proprio figlio. Io credo che questo tipo di assistenza medica ai bambini sia quella che più si avvicina alle aspettative delle famiglie ed al concetto di tutela sanitaria all’infanzia promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fin dal 1978 nella storica Conferenza di Alma Ata. Gli 8.000 pediatri di famiglia italiani, che assistono più di 6 milioni di bambini sul territorio nazionale, sono una garanzia di competenza e di esperienza per le famiglie che si trovano ad affrontare con i propri figli, problemi sempre nuovi che necessitano oggi più di prima di risposte appropriate, rapide e risolutive.

Oggi il pediatra di famiglia effettua visite filtro molto importanti (bilanci di salute) per riconoscere eventuali patologie a rischio che già dall’infanzia si possono manifestare (disturbi della viste, dell’udito, soprappeso, ipertensione ecc.) e segue con particolare attenzione anche i bambini affetti da malattie croniche (obesità, asma, celiachia, malattie genetiche ecc.). Per questo insieme di attività è quindi necessario un medico speciale che sia preparato non solo ad affrontare i problemi clinici, ma anche a mettersi in relazione con la famiglia, nell’ascolto e nella condivisione delle scelte terapeutiche. Pediatri e famiglie italiane si devono rendere conto che (tra i tanti problemi e ritardi che ha il nostro Bel Paese) hanno una grande fortuna, spesso misconosciuta o minimizzata nel grande calderone della nostra Sanità spesso bistrattata.

Quella di poter lavorare insieme (ognuno per le proprie responsabilità, ovviamente molto diverse) alla crescita ed al sano sviluppo di una nuova generazione, che dovrà crescere nella salute, nella fiducia e nella graduale acquisizione di autonomia e responsabilità che noi adulti dovremo infonderle. Andiamo dunque avanti insieme con questa alleanza, cercando di difendere questa preziosa opportunità di tutela sanitaria che il nostro Paese finora (e speriamo ancora per lungo tempo) ci garantisce.

settembre 2007

Ecco alcune opinioni di chi ci legge:

Emanuela
Quando sono nati i miei due gemelli ora quasi undicenni avevo poco più di vent'anni, ma una delle fortune maggiori (oltre ad avere accanto marito, genitori, suoceri e amici) è stato di aver trovato un pediatra meraviglioso che mi ha saputo seguire in tutte le tappe della crescita dei miei figli dai pannolini allo svezzamento, alla scuola materna, alle malattie fino ad ora ai certificati di buona salute per fare sport. Mai una parola storta se magari in una settimana che avevano la febbre chiamavo anche tutti i giorni, e, ora che sono grandi quando andiamo in studio che belle chiacchierate intavola con loro. Anche quando sei anni fa è nato il mio ultimogenito ho avuto la fortuna di avere lui e che importava se l'esperienza oramai l'avevo lui c'è sempre per ogni dubbio. La cosa che trovo più sbagliata è che a 16 anni i bambini debbano passare al medico di base, non ha senso anche perché magari il pediatra serve più a quell'età pensiamo solo a tutti problemi alimentari come l'anoressia e la bulimia che a volte colpiscono gli adolescenti, chi meglio di un pediatra che gli ha visti nascere ci può consigliare? Io comunque so che lui ci sarà sempre per i miei bambini.

Manuela
Anche in Germania, paese dove attualmente vivo da tre anni, la Sanità pubblica prevede l’assistenza medica dei bambini da parte di un pediatra. Le visite di controllo sono scrupolose, i richiami alle vaccinazioni anche. Arriva a casa anche una cartolina come memorandum. Le medicine dei bimbi sono assolutamente gratis e anche tutte le visite di controllo ed eventuali cure dal dentista. A questo punto oserei dire che è molto meglio che in Italia. Se c’è un’emergenza si può correre in ospedale e l’attesa in pronto soccorso praticamente non esiste. In più mi è capitato di aver più di una volta (mio figlio e’ asmatico) una stanza tutta per noi, io e il bimbo, con tanto di bagno e televisione. E tutto questo lo paga la mutua. L’unico neo??? Le infermiere e i medici non hanno quella gentilezza e calore tipici italiani. Spesso ci si trova davanti ad infermiere che sono solo panzer e che l’umanità non sanno neanche cosa sia.

Diana
Vivo in Austria da due anni e mezzo, ho partorito qui la mia bimba di un anno e mezzo e ovviamente la curo qui. Ho il diritto dovere di portarla da un pediatra che posso scegliere tra i molti in attività e con esso ho instaurato un rapporto di completa fiducia. In Austria il medico pediatra effettua nello studio anche prelievi di sangue e analisi di urine e feci evitando alle mamme con bimbi piccoli attese e lunghe code (e spese) in ospedale o in laboratori di analisi privati. Gli studi sono attrezzati con una sala di aspetto ricca di giochi, acqua e bagno con fasciatoio e piccola tazza. Ogni famiglia ha delle visite obbligatorie da eseguire e in genere si va dal pediatra su appuntamento (in un anno e mezzo credo di aver aspettato una volta sola per 10 minuti). Con tutto ciò non voglio assolutamente sminuire l'eccellente lavoro dei pediatri italiani, ma intendo rimarcare che si può sempre migliorare e fare meglio.

Luca
Voglio solo dire grazie per l'attuale sistema pediatrico, che, finalmente ci mette in cima alla cara vecchia Europa. Con vivo piacere ed orgoglio vivo piacere ed orgoglio italico, gioisco per questo bel primato e soprattutto bel servizio. Domani a lavoro, finalmente, potrò disquisire di questo piccolo grande vanto e per una volta, non recriminare sulle vicissitudini del bel paese.

Laura
Mio marito ed io viviamo in Germania per lavoro (siamo entrambi ricercatori in fisica) da ormai 7 anni. Qui il sistema sanitario è organizzato esattamente come in Italia riguardo ai bisogni dei bambini. Un pediatra segue i bambini dalla nascita all'età' di 14 anni, seguendo un iter di controlli dello sviluppo e di prevenzione/vaccini assolutamente funzionale. A Bonn dove viviamo c'è un numero incredibile di pediatri tra cui possiamo scegliere liberamente e (cosa preziosa) senza vincoli (i.e. cambiare pediatra è una procedura semplice). Tutte le prestazioni specialistiche (ecografie/esami sangue o urine, etc) sono pagate dal sistema sanitario sino al compimento del 14 anno d'età'. Inoltre nella città di Bonn ci tre diversi pronto soccorsi pediatrici. In generale, concordo con l'autore dell'articolo riguardo al valore dello spesso ingiustamente denigrato sistema sanitario italiano. Per non parlare della preparazione dei nostri medici, che ritengo sia ben al di sopra della media europea. Però la mia esperienza con i pediatri tedeschi e' stata sinora estremamente positiva.

Cristina
Oltre alla professionalità e competenza specifica dei pediatri, che è senz'altro l'aspetto principale, mi pare rilevante "l'approccio dolce" che riservano ai loro piccoli pazienti, l'attenzione speciale anche all'aspetto psicologico: sapendo quanto sono abitudinari i bambini, mi pare bello che crescano sapendo che le visite periodiche sono una cosa normalissima e quasi piacevole. Sonia Rispetto a quanto ho letto, devo effettivamente confermare che il nostro sistema funziona molto bene! Io sono molto contenta della pediatra dei miei figli e sono anche contenta della struttura ospedaliera di pediatria dove si incontra personale (medici e infermieri) qualificato e soprattutto “simpatici” e sempre pronti a far ridere i bambini cosa molto importante.

Alessandra
Sono la mamma di un bambino di due anni. Viviamo in un paese (abbastanza grande) in provincia di Bologna. Da fine maggio purtroppo, siamo senza pediatra perché la dottoressa che prestava servizio presso la nostra comunità (peraltro molto brava) è stata trasferita. In questo momento viene sostituita dal pediatra di un comune vicino, ma purtroppo, come potete immaginare, non garantisce lo stesso servizio che ci veniva dato dal medico precedente (ovviamente non per colpa sua). La mia domanda è semplice: è possibile che dopo quattro mesi, in un paese con tantissimi bambini (in continua crescita) non si riesca ancora ad assegnare un pediatra "fisso"?

Paolo
In Svizzera la sanità e le cure sono molto migliori rispetto all'ente Italiano..... voglio dire che in Svizzera abbiamo un'assicurazione che paghiamo ogni mese e che il bambino fino all'età di 14 anni è curato da un pediatra e soprattutto non ho altre spese specialistiche da pagare o ticket o altro... il pediatra di base fa la prima visita e se necessita di essere nelle sue competenze agisce direttamente lui (vaccino, prelievi, cure di ferite, ecc...). Al contrario, in Italia il mio pediatra di famiglia mi informa che il bimbo deve fare il vaccino o un prelievo, ma poi io mi devo recare in un'altro posto dove la prestazione viene eseguita.

Marzia
Reputo una vera fortuna riuscire a stabilire un rapporto di fiducia con il proprio pediatra e io questa fortuna l’ho avuta. Il mio medico è molto preparato, attento, sempre disponibile ad ascoltare e consigliare noi genitori. Purtroppo so anche che questa fortuna non è da tutti.

Cristina
Abito in Belgio da quasi 13 anni, ho due bimbi di 3 e 9 anni, e non é affatto vero che "i Pediatri sono pochi e maldistribuiti e frequentemente dopo i primi anni il bambino viene assistito da un Medico di Famiglia". Non solo i pediatri sono numerosissimi, ed hanno ben cura di lasciare sulle loro segreterie telefoniche messaggi chiari sui loro sostituti contattabili per il w/e o le loro ferie. Non solo i bambini vengono seguiti e curati da pediatri e non da qualunque medico come sembra suggerire l'articolo, ma IN PIÚ subito dopo la nascita ogni famiglia viene automaticamente contattata dall'Organisation nationale de l'Enfance (ONE) o il suo corrispondente nerlandofono (Kin en Gezin). L'ONE ha una rete di ambulatori in tutto il territorio, e propone assistenza di un pediatra completamente GRATUITA su cadenza mensuale per il primo anno di vita del bambino, e semestrale fino a 6 anni. Durante queste visite, che sono organizzate in modo semplicissimo su appuntamento, il bambino viene pesato, misurato, controllato, e vaccinato, il tutto ripeto gratuitamente, anche per stranieri come me che addirittura lavorano per un'istituzione internazionale! Quello che non fa l'ONE é l'emergenza, cioè se un bambino é malato si consulta il suo pediatra abituale. Se poi un problema specifico viene constatato durante una visita di controllo, si consiglia di consultare il proprio pediatra. Non voglio qui toccare il problema dei costi, che richiederebbe un capitolo a parte: basti dire che il più caro dei pediatri qui richiede 32€ per una visita, e 40€ durante il fine settimana! Non esattamente le parcelle italiane....!

Alessia
Parlando di Pediatri, e fortunatamente non è il mio caso, l'unico disagio che spesso e volentieri sento da altri genitori è il fatto che molti si rifiutano, anche se sappiamo che dovrebbero essere obbligati, ad effettuare visite a domicilio a pazienti con febbre alta e/o malattie infettive. Magari danno l'appuntamento in studio a ore particolari quando questo è meno affollato! Cosa ne pensate?

Manuela
Sono mamma di una bimba di 5 anni ed un bimbo di 9 mesi ed ho un rapporto idilliaco con il mio pediatra... quello a pagamento. Già, perché noi abbiamo 2 pediatri: quello della mutua per visite ordinarie e certificati scolastici e quello a pagamento per le straordinarie. Ma finisce che chiamiamo sempre il secondo, perché il primo risponde al telefono solo ad orari fissi e non fa visite a domicilio. Così mi è capitato di ritrovarmi in una sala d'attesa con mia figlia affetta da varicella e le mamme degli altri piccoli pazienti (magari affetti da semplici freddate) che mi guardavano in cagnesco... giustamente, aggiungo, perché io al posto loro avrei fatto altrettanto. Allora preferisco pagare e portare i bambini nella città vicina dal nostro secondo pediatra, il quale, oltre ad essere molto più scrupoloso del primo (che in 9 mesi non ha mai controllato una sola volta i testicoli di mio figlio, dato che diventa isterico se levo il pannolino al piccolo sul suo lettino d'ambulatorio), in caso di sospetta malattia infettiva, fissa appuntamenti fuori orario per evitare contagi. Mi chiedo quindi se ciò sia giusto, proprio nell'interesse dei nostri figli, anche perché sento tutte la mie amiche che hanno le stesse identiche difficoltà con i loro pediatri della mutua. Dov'è quindi l'utilità di questa figura professionale? E, soprattutto, perché devo sopportare le sue ire se mi rivolgo al pediatra a pagamento quando lui non è disponibile?

Sonia
Sono brasiliana e, da quando abito in Italia con nostro figlio, mi sono sempre trovata bene rispetto al suo accompagnamento pediatrico. Devo dire che, pur essendo cittadina di un paese del terzo mondo, ho sempre avuto la fortuna di usufruire dell'assicurazione sanitaria privata, che offre di solito uno servizio pediatrico di qualità abbastanza buona. Sono contenta di riportare che, quello che in mio paese è un privilegio, in Italia invece fa parte del sistema sanitario pubblico e, per quanto riguarda il servizio pediatrico, ho incontrato soltanto competenza e qualità.

Corinna
ho letto con stupore i complimenti che il dottor Marinello fa alla sua stessa categoria. Possibile che sia questa la migliore pediatria? Ho letto che in Italia i bambini ricoverati sono più del doppio che negli altri paesi occidentali. Questo perché i pediatri italiani sono più bravi o forse perché si fanno troppe cure? Molto spesso, oltre al pediatra della mutua, purtroppo bisogna avere anche il pediatra privato per la frequente indisponibilità del pediatra pubblico. Sarà, ma sono prevenuta quando ci si fa i complimenti da soli!

Lucia
Purtroppo la mia esperienza col pediatra di base da voi tanto decantato è stata solo negativa. E per questo motivo mi rivolgo al pediatra privato e se necessario al Pronto Soccorso in ospedale. Inoltre il mio medico di famiglia si è preso carico dei miei bambini molto prima dei 6 anni di età, poiché non ritenevamo giusto che il pediatra di base prendesse soldi dallo stato per curare i miei bambini pur non facendolo. Cosa mancava al mio ex-pediatra della mutua? Innanzitutto è una persona indisponente sia nei confronti dei genitori che dei bambini (ed ha anche il coraggio di lamentarsi che il bambino non si fa visitare!), poi è reperibile solo un paio di ore al giorno, esclusi i sabati, le domeniche ed i giorni in cui partecipa a dei corsi di aggiornamento o congressi (cioè troppo spesso). Per non parlare poi della sua scarsa preparazione medica: secondo lui i bambini non si ammalano, bensì siamo noi mamme che siamo ansiose (!!), poi non fa le prescrizioni necessarie, e poi...... Non vado avanti perché potrei superare il limite di ciò che si può dire. Il guaio è che è l'unico pediatra di base del comune in cui vivo, quindi non abbiamo altra scelta. Quindi per far curare i miei bambini devo pagare, come in tante altre cose. E non ditemi che la salute è un diritto.

Il Dottor Marinello replica... Il mio primo “punto di vista” ha suscitato molto interesse tra le famiglie del forum e questo sicuramente è un dato positivo. I commenti di alcuni genitori sono molto positivi, altri un po’ meno e sono legati ad esperienze personali certamente utili per arricchire il nostro dibattito. Ho notato i giudizi lusinghieri di un certo numero di genitori sull’assistenza pediatrica in alcuni Paesi Europei (Austria, Francia, Germania), non dubito sulle ottime prestazioni di quei pediatri. Segnalo però il fatto che essi operano in un regime privatistico, remunerato a prestazione e non sottoposto alle regole di un sistema pubblico come il nostro nel quale il rapporto diretto di fiducia con il cittadino è mediato dalla presenza dello Stato che detta regole, obiettivi di salute e stabilisce i compensi per il medico sulla base di una convenzione.

Nonostante questa difficoltà il pediatra di famiglia italiano si è sottoposto più volte al giudizio dei suoi pazienti (indagini della Bocconi nel 2002 e dell’Abacus nel 2004) ed ha riportato un gradimento (cioè un voto dato dai genitori) di circa 8,5 (su una scala tra 1 e 10). Inoltre il Sistema Sanitario Nazionale è stato giudicato dall’organizzazione Mondiale della Sanità nell’anno 2000 come il secondo miglior sistema sanitario al mondo dopo la Francia, specialmente per quanto riguarda la copertura delle cure a tutti i suoi cittadini sia all’interno che all’esterno dell’ospedale. Insomma, la pediatria italiana soffre forse ancora di una certa rigidità organizzativa (e questo non dipende solo dai pediatri, ma anche e soprattutto dall’organizzazione del sistema sanitario), ma, dopo tanti anni di conoscenza del panorama pediatrico europeo, credo che i pediatri italiani siano sicuramente dei professionisti molto preparati sul terreno della diagnosi e cura, della prevenzione e della educazione alla salute per le nuove generazioni.

ottobre 2007

23/9/2009

1/9/2016

I commenti dei lettori

"In Italia i pediatri seguono i bambini, qui li curano!"

Lettera giunta al Dr. Raffaele D'Errico, pdf  http//www.pediatric.it

Egregio dottore, purtroppo mia figlia non è una sua paziente. Vivo a Cincinnati, Ohio negli Stati Uniti. Sono italiana ma mio marito è americano. Abbiamo una bambina di 6 mesi e malgrado le ricerche non trovo un pediatra adatto. In Italia i pediatri seguono i bambini, qui... li curano. Mi sanno dare pochissime informazioni sull'alimentazione e sono un pochino disperata. Mi chiedevo se magari lei potesse indicarmi siti o libri dove posso trovare informazioni mediche su come alimentare mia figlia, svezzarla, quanto latte al giorno, quando introdurre la seconda pappa, etc. Capisco che questo sito è solo informativo e questo servizio è riservato solo ai suoi pazienti, ma non so più dove sbattere la testa. Qui la cultura per crescere i bambini è diversa e non mi piace...

Mamma disperata che vive negli Stati Uniti.

Raffaele D''Errico (NA) 12/11/2010

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