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Quinta malattia e Parvovirus B19

La quinta malattia è una malattia esantematica non comune e molto caratteristica, che si manifesta inizialmente al volto, con due larghe chiazze alle guance, di colore rosso vivo.

Mia figlia di 14 anni, dopo una eruzione cutanea manifestatasi su tutto il corpo con febbre a 38°C solo per due giorni e con linfonodi del collo e dell'inguine ingrossati, ha effettuato un esame del sangue dal quale è risultata affetta da Parvovirus umano B19. Vorrei maggiori delucidazioni sulla malattia riscontrata ed eventuali conseguenze che potrebbero derivarne. Ho motivo di preoccuparmi?

Da qualche anno si sa che il Parvovirus B19, un piccolo virus a DNA, è l'agente responsabile della quinta malattia, detta anche megaloeritema infettivo polimorfo. Si tratta di una malattia esantematica non comune e molto caratteristica, che si manifesta inizialmente al volto, con due larghe chiazze alle guance, di colore rosso vivo e calde al tatto (come se il bambino fosse stato schiaffeggiato). La febbre non è un sintomo obbligato; dolori articolari o muscolari sono rari nei bambini. Nei giorni successivi, l'eruzione si estende al tronco e agli arti, con chiazze arrossate a contorni irregolari; le chiazze tendono a regredire al centro, assumendo un aspetto finale cosiddetto "a ghirlanda".

La malattia può durare da 2 a 40 giorni e risulta assolutamente benigna. Il contagio avviene mediante le secrezioni o il sangue; il periodo di incubazione è di circa 7-28 giorni. Lo stesso virus si ritiene sia responsabile di altre situazioni cliniche: in gravidanza, può causare aborto nel 10% dei casi se contratto nei primi mesi, mentre il rischio è trascurabile nella seconda metà della gravidanza; in bambini immunodepressi, può dare anemia cronica; in bambini affetti da anemia emolitica cronica (ad esempio, anemia falciforme, sferocitosi, ecc.), può causare crisi di aplasia, cioè infettare i precursori midollari dei globuli rossi e peggiorare l'anemia.

1/1/1997

22/9/2015

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