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Il Pediatra risponde

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Strofulo

Lo strofulo è una malattia legata ad una sensibilizzazione a sostanze irritanti o tossiche presenti nelle punture di insetti. Si verifica soltanto in soggetti con una predisposizione allergica.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Vorrei avere notizie (o sapere dove trovarle) sullo "strofulo". Premetto che sono un medico (dentista) ed ho un bambino di quattro anni che è affetto da tale patologia: la cosa va avanti da circa due mesi nonostante l'applicazione di pomate antibiotiche prima, e creme all'ossido di zinco successivamente. Il prurito è la causa principale delle sovrainfezioni e non so se posso tranquillamente somministrargli degli antistaminici per bocca. 

È una malattia legata ad una sensibilizzazione a sostanze irritanti o tossiche presenti nelle punture di insetti. Si verifica soltanto in soggetti predisposti; in alcuni casi si tratta di pazienti atopici, cioè con una predisposizione allergica (e in tal senso deporrebbe anche l'elevazione del livello di IgE totali che si riscontra nello strofulo), ma nella maggior parte dei casi la malattia interviene in persone che non hanno dermatite atopica, asma o rino-congiuntivite allergica.

Il rapporto diretto con le punture di insetti è dimostrato dall'evoluzione stagionale della malattia che corrisponde al ciclo vitale dell'insetto che la sostiene (in genere zanzare, ma anche acari, cimici, pidocchi, pulci). Il prurigo-strofulo colpisce in genere bambini dai 2 ai 6-7 anni: nei lattanti le lesioni possono essere molto estese.

Le manifestazioni compaiono in genere nei mesi estivi, da maggio ad agosto e tendono a recidivare annualmente in questo periodo per parecchi anni. Le lesioni cutanee, che si localizzano prevalentemente nelle parti scoperte come gli arti e il volto, ricordano le punture di insetti, esordendo con un pomfo grossolano centrato da una piccola vescicola, intensamente pruriginoso. La vescicola rapidamente si rompe, lasciando posto ad una crosticina.

A questa lesione segue una papula di ridotte dimensioni, eritematosa ed infiltrata, che costituisce la base di una bolla di 2-3 mm. di diametro. Tale manifestazione cutanea si escoria con facilità trasformandosi in una crosta mentre l'infiltrato si riduce nel giro di 4-5 giorni lasciando un esito pigmentario che persiste per 10-15 giorni.

La lesione papulare va saltuariamente incontro a riacutizzazione con tumefazione, arrossamento e prurito, talora in rapporto a punture in altre sedi. La malattia è benigna e tende ad attenuarsi spontaneamente con l'età.

La terapia parte dalla conoscenza del ciclo vitale del parassita responsabile. Quando le zanzare sono in causa bisogna mettere in atto le misure necessarie ad evitare che esse entrino nella casa e soprattutto nella camera da letto del bimbo; occorre poi cospargere le sedi cutanee scoperte con liquidi che respingano le punture di insetti, ripetendo più volte durante il giorno tale operazione.

È meglio evitare per qualche tempo le passeggiate in campagna, a gambe e braccia nude ed è consigliabile disinfestare gli animali domestici. Una volta che le lesioni si sono verificate, bisogna sedare il prurito con antistaminici per via generale, mentre tali sostanze non vanno usate sotto forma di creme, poiché per via locale possono indurre una sensibilizzazione da contatto: meglio allora usare per pochi giorni pomate al cortisone associate a creme antibiotiche.

1/1/1997

2/9/2013

I commenti dei lettori

Ho contratto lo strofulo in etá adulta a causa di un parassita dei tarli presenti nei mobili antichi che avevo in casa, mi bastava spolverare gli stessi per scatenare decine di punture.

23/06/2013

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