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Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

Troppi antibiotici?

L'uso ripetuto di antibiotici non è dannoso, se rapportato alle malattie per le quali il farmaco è stato dato. E' meglio ripetere spesso un antibiotico piuttosto che ripetere una otite e non curarla.

La mia bambina ha tre anni e mezzo e ormai si ammalata cosi di frequente che non so più cosa si possa fare. Ho dovuto operarla di adenoidi e tonsille circa tre mesi fa e speravo che le cose migliorassero, ma non è stato cosi: le infezioni adesso sono di natura catarrale. Il mio pediatra, poi, non è di quelli che si tirano indietro nel prescrivere medicine e così l'uso di antibiotici è diventato abbastanza frequente. Quali possono essere i danni, se ce ne sono di gravi, che possono procurare gli antibiotici se dati di frequente a bambini cosi piccoli?

In sostanza, si può dire che l'uso anche ripetuto di antibiotici non è dannoso, se rapportato alle malattie per le quali il farmaco è stato dato. In altre parole, è certamente meglio ripetere spesso un antibiotico piuttosto che ripetere spesso una otite e non curarla.

L'uso dei comuni antibiotici ad ampio spettro di prima scelta (penicilline, cefalosporine, macrolidi), anche prolungato o ripetuto frequentemente, normalmente non comporta problemi, eccetto forse un po' di diarrea, e non richiede nessuna integrazione di vitamine o ricostituenti.

Diverso è il discorso per alcuni farmaci di uso particolare (aminoglicosidi, tetracicline, anti-tubercolari), che effettivamente determinano conseguenze dannose se utilizzati per periodi prolungati o ad alte dosi: tali farmaci, tuttavia, hanno indicazioni particolari e assolutamente non costituiscono la prima scelta in caso di infezioni respiratorie ricorrenti nel bambino.

Molti dei timori che abbiamo sugli antibiotici sono legati alle esperienze dei medici dei decenni passati, che avevano a disposizione solo farmaci molto potenti e quindi anche dannosi; i loro avvertimenti e la loro prudenza hanno insegnato alle nostre mamme ad avere "paura dell'antibiotico". Adesso non è più così.

Detto questo, ovviamente la valutazione dell'opportunità di una terapia antibiotica deve essere affidata al suo Pediatra, che caso per caso distinguerà fra una forma presumibilmente batterica (da trattare) ed una forma presumibilmente virale (a risoluzione spontanea).

1/1/1997

3/4/2016

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