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Il Pediatra risponde

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Tubercolosi

Un caso di tubercolosi a scuola. Quali sono i rischi per i compagni di scuola?

a cura di: Dott. Italo Marinelli (pediatra)

Nella scuola di mia figlia è stato riscontrato un caso di tubercolosi. A quali rischi è esposta mia figlia? Ed in particolare che cosa è e come si manifesta questa malattia?

Negli ultimi 50 anni l’incidenza della malattia tubercolare, dapprima estremamente comune, si è notevolmente ridotta sia per le migliorate condizioni igienico-sanitarie, sia per la disponibilità di farmaci specifici. Tuttavia recentemente nei paesi industrializzati stiamo assistendo ad una ripresa di tale patologia, sia per i movimenti immigratori dai paesi in via di sviluppo che per la diminuita sorveglianza sanitaria e per la diffusione della sindrome da immunodeficienza acquisita. L’agente della tubercolosi è il Mycobacterium tubercolosis, o bacillo di Koch. Esso è responsabile di diverse manifestazioni morbose, che variano a seconda dello stato immunologico dell’ospite e della sede di localizzazione, più frequentemente polmonare.

Un soggetto si definisce esposto alla tubercolosi, quando sia venuto in contatto con persone infettanti; infetto se, in assenza di segni di malattia, risulta positivo al test cutaneo alla tubercolina (Tine test, praticato con dispositivi multipunta ed usato negli screening o intradermoreazione alla Mantoux, utilizzata per una conferma diagnostica), che indica lo sviluppo di ipersensibilità agli antigeni tubercolari; malato se presenta, a livello polmonare o extra-polmonare, segni sintomi e manifestazioni radiologiche specifiche. La prima infezione tubercolare può passare del tutto inosservata o manifestarsi con sintomi simil-influenzali. In una fase successiva (tubercolosi post-primaria) possono comparire febbre, perdita di peso, tosse, sudorazione notturna e brividi. Oltre che a livello polmonare (dove le forme possono essere diverse - pleuritica, miliare, adenitica, cavitaria -) la tubercolosi può manifestarsi in sede meningea, ossea, renale, linfonodale, peritoneale, pericardica, testicolare.

tubercolosi mantoux tubercolinaI principali test da eseguire nel caso di sospetta infezione o malattia tubercolare sono l’intradermoreazione tubercolinica, la radiografia del torace e la velocità di eritrosedimentazione (la comune VES). In soggetti che eliminano micobatteri, l’esame diretto e la coltura dei materiali biologici permetteranno il riconoscimento e l’isolamento del bacillo di Koch. Con la tecnica della PCR (polymerase chain reaction) è possibile evidenziare materiale genetico (DNA) caratteristico del Mycobacterium, in tempi rapidi, ma tale test è costoso e praticato da pochi laboratori. I bambini infetti vanno sottoposti a profilassi con isoniazide (un farmaco molto attivo contro il bacillo di Koch) per 6-12 mesi, al fine di evitare che sviluppino la malattia. I malati vanno sottoposti invece a terapia con più farmaci antitubercolari, allo scopo di impedire lo sviluppo di ceppi resistenti. Una diagnosi di infezione tubercolare o di malattia tubercolare in un bambino è un evento sentinella che indica la recente diffusione del Mycobacterium tubercolosis nella comunità.

I bambini, d’altra parte, sono molto raramente infettanti, perché le lesioni primarie sono piccole, l’eliminazione di bacilli è scarsa e la tosse, se presente, è di modesta intensità. Il più delle volte quindi la fonte del contagio è rappresentata da un familiare adulto ed è in questo ambito che vanno indirizzate le prime indagini epidemiologiche (test tubercolinico). La legislazione italiana prevede che venga praticato a livello scolastico lo screening tubercolinico con l’esecuzione del Tine test a 6, 9 e 12 anni. Tale norma è spesso disattesa a livello locale. Se nella scuola frequentata dal suo bambino lo screening non è stato effettuato, sarebbe il caso di praticarlo e di prendere gli opportuni provvedimenti nei bambini positivi.

16/5/2000

24/4/2018

I commenti dei lettori

Salve, ho chiesto delucidazione presso le strutture sanitarie di zona e la scuola frequentata dai nostri figli ma , in merito alle norme da voi citate riguardo lo screening tubercolinico, mi hanno risposto così:

<<gentili sigg.ri, da anni l'evidenza epidemiologica ha fornito chiara motivazione per il superamneto della legislazione a cui le SS.VV fanno riferimento, giustamente non prevedento più il sistematico controllo della popolazione infantile con la prova tubercolinica(per altro con un test rivelatosi non adeguato). nella attuale realtà epidemiologica(di bassissima circolazione dell'infezione tubercolare nella popolazione giovanile) questo tipo di screening è stato riconosciuto non più rappresentare uno strumento valido per il controllo della tubercolosi. questo servizio mantiene invece uno screenig mirato con test appropriati nei confronti di soggetti frequentanti le collettività provenienti da aree ad alta endemia tuberlolare. >>

dott. xxxxxxxxxx Servizio di Igiene e sanità pubblica

 

Rooberto xxxx, Monticello C.Otto (VI)

roberto (VI) 14/12/2010

Ciao ho fatto stamattina il tine test e sulla puntura è uscito un pò di sangue è normale ?

michele (NA) 23/10/2012

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