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Urinocoltura e infezione delle vie urinarie

L'urinocoltura è un esame microbiologico che viene effettuato ogni qualvolta si sospetti un'infezione delle vie urinarie.

a cura di: Dott. Giuseppe Varrasi (pediatra), Dott. Guido Vertua (pediatra)

Una settimana fa abbiamo curato il nostro Andrea (16 mesi) per un infezione alle vie urinarie: dall'urinocoltura erano risultati presenti un milione di proteus mirabilis. Dopo 5 giorni di antibiotici, e dopo aver aspettato altri cinque giorni, abbiamo ripetuto le analisi: da queste è risultato il valore di 10.000 proteus mirabilis. Questo fatto significa che l'infezione può scomparire così a poco a poco, oppure può ripresentarsi in modo più virulento?

Quando si esegue una urinocoltura, una piccola quantità di urine viene posta su un "terreno di coltura", cioè su un materiale che consente la crescita di eventuali batteri presenti nelle urine. Dopo 24-48 ore a temperatura adeguata, si vede se è cresciuto qualcosa: se c'erano batteri, sul terreno di coltura si sono formate delle colonie, cioè delle piccole muffette.

Contando le colonie e calcolando quanto sono state diluite le urine, si arriva a stimare quanti batteri erano presenti. Il risultato viene espresso come CFU/ml. Ma che bisogno c'è di contare i batteri? Non basta sapere se ci sono o no? In effetti, le urine dovrebbero essere sterili, cioè senza alcun germe.

Però, nel campione di urine inviato al laboratorio i germi possono entrare per diversi motivi: possono essere effettivamente presenti nelle urine (internamente, intendiamo, cioè già in vescica) possono essere presenti sui genitali, esternamente, e finire nelle urine durante la minzione (atto dell'urinare) possono essere sulle mani di chi aiuta a raccogliere il campione.

Per questi motivi, il trovare semplicemente qualche germe non dà la certezza di una vera infezione. Allora, i medici si basano anche su altre informazioni: anzitutto, i sintomi (altrimenti, perchè eseguire un esame?); poi, la presenza nelle urine di altri segni di infezione (globuli bianchi, sangue, nitriti); poi, il fatto di trovare un solo germe (trovarne molti fa pensare a contaminazione esterna del campione); infine, la quantità di germi.

A questo proposito, si ritiene che: trovare meno di 10 mila germi non significhi infezione trovare fra 10 e 100 mila germi sia un risultato dubbio (da integrare con altre informazioni) trovare più di 100 mila germi sia un risultato patologico. Arrivando alla domanda del lettore, la persistenza di un Proteus nelle urine dopo terapia antibiotica, anche ad una carica batterica di sole 10.000 colonie per ml, è un segno di incompleta guarigione.

Può dipendere da una resistenza del germe all’antibiotico usato. In tal caso si consiglia di ripetere l’esame urine e l’urinocoltura associandoli all’antibiogramma: quest’ultimo esame consiste nel testare il grado di sensibilità del microrganismo a diversi tipi di antibiotici al fine di scegliere quello più efficace.

La persistenza del batterio può inoltre essere dovuta ad un’anomalia congenita del tratto urinario: di conseguenza, quando viene accertata una prima infezione delle vie urinarie, va sempre eseguita, soprattutto in un maschietto, una cistografia minzionale.

Si tratta di un’indagine radiografica della vescica, dopo introduzione di un mezzo di contrasto mediante catetere uretrale, che permette di diagnosticare un reflusso vescico-ureterale, in altre parole una risalita di urine dalla vescica nell’uretere che può potenzialmente portare a gravi danni a carico del rene.

1/11/1997

11/6/2017

I commenti dei lettori

Mia figlia , all'età di 13 mesi è stata operata agli ureteri a Marsiglia , tutti i controlli fatti fino ad oggi che ha 24 anni sono stati sempre negativi . Ora però , è in attesa di un bambino . Volevo sapere se ci sono conseguenze con la crescita della pancia . Grazie

Sonia (LI) 17/09/2012

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