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approfondire insieme al Pediatra

Le vaccinazioni: aspetti generali

Problemi generali legati alle vaccinazioni. Quando NON vaccinare. Quando vaccinare.

Le vaccinazioni: aspetti generali adattato da materiale divulgativo della Regione Veneto, Assessorato alla Sanità, Dipartimento per l'Igiene Pubblica - 1996 Vaccinarsi conviene Cosa sono e come agiscono i vaccini Quando NON vaccinare Quando vaccinare LO STESSO Reazioni lievi e gravi Come controllare le più comuni reazioni al vaccino Vaccinare: protezione del singolo e della comunità VACCINARSI CONVIENE

Le vaccinazioni rappresentano una delle più grandi conquiste della medicina. Nessun altro progresso o scoperta in campo medico, neppure la scoperta degli antibiotici, ha migliorato la qualità della vita dell'uomo quanto le vaccinazioni.

Grazie ad esse una malattia tremenda quale il vaiolo è scomparsa dalla faccia della terra, e altre malattie molto gravi come la poliomielite sono state del tutto eliminate da alcune parti del mondo. Anche per il tetano e la difterite, molto spesso mortali, si registrano sempre meno casi grazie all'impiego esteso delle vaccinazioni. Proprio questi grandi successi, però, hanno in qualche modo sminuito l'importanza delle vaccinazioni agli occhi della gente: "se le malattie contro le quali si fanno le vaccinazioni sono diventate così rare, allora - pensano alcuni - serve ancora vaccinarsi ?".

In realtà malattie terribili come la poliomielite, la difterite e il tetano sono sempre in agguato. Se cominciasse a diminuire il numero delle persone vaccinate, fatalmente torneremmo a sentir parlare di bambini paralizzati dalla poliomielite o morti per difterite o tetano. Solo la prevenzione può difenderci da queste malattie e l'unica prevenzione efficace è la vaccinazione: né le difese e naturali dell'organismo né uno stile di vita sano possono offrire in questo caso alcuna protezione. Anche le cure possono fare poco o niente: gli antibiotici, ad esempio, efficacissimi in altre situazioni, nulla possono contro una malattia da virus, come la poliomielite, o contro malattie dovute a tossine, come la difterite e il tetano.

I vaccini oggi disponibili sono sempre più efficaci e sicuri, grazie anche alla complessa serie di controlli a cui vengono costantemente sottoposti. I vantaggi derivanti dalla vaccinazione sono enormi rispetto agli effetti collaterali, che sono in genere molto modesti.

Le complicazioni gravi, poi, seppure possibili sono di una rarità estrema. In Italia le vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B sono obbligatorie per legge mentre altre vaccinazioni, come quelle contro pertosse, rosolia, morbillo e parotite, anche se non obbligatorie, sono vivamente raccomandate.

COSA SONO E COME AGISCONO I VACCINI . Generalmente una persona sana si difende dalle malattie infettive, che sono causate da microrganismi (batteri, virus o altri germi), mediante il proprio sistema naturale di difesa, chiamato sistema immunitario. In occasione del primo contatto con questi microrganismi il sistema immunitario si attiva producendo anticorpi e mettendo in funzione cellule immunitarie specializzate. Gli anticorpi e le cellule immunitarie in molti casi riescono a bloccare gli agenti aggressori o i loro prodotti tossici, impedendo così il manifestarsi della malattia o, se questa si è già manifestata, favorendo la guarigione. In genere, l'organismo rimane poi protetto da eventuali successive infezioni dovute allo stesso germe: è diventato immune nei confronti di quella malattia.

Non sempre, però, le difese naturali dell'organismo sono in grado di bloccare lo svilupparsi di una malattia infettiva: si possono avere allora malattie gravissime, molto spesso mortali (è il caso di poliomielite, difterite e tetano), oppure malattie meno gravi ma capaci comunque di dare complicazioni molto pericolose (ad esempio morbillo, pertosse ed epatite B). L'unico modo efficace per proteggersi da queste malattie è far sì che l'organismo si trovi già preparato a difendersi quando incontrerà il germe infettante. l vaccini agiscono proprio in questo modo: stimolando il sistema immunitario rendono capace l'organismo di bloccare il germe responsabile di malattia.

Si può dire che con la vaccinazione l'organismo prepara, prima ancora di essere attaccato, munizioni specifiche ed efficaci (anticorpi e cellule immunitarie) in grado di sconfiggere quel particolare nemico (microrganismo)! I vaccini possono essere costituiti da batteri o virus inattivati (= uccisi) oppure attenuati (= non uccisi, ma modificati al punto tale da renderli innocui) oppure da particolari sostanze tossiche prodotte dai germi, le tossine, anche queste inattivate.

A seconda del tipo i vaccini possono essere somministrati per bocca (ad esempio l'antipolio tipo Sabin), oppure con una iniezione intramuscolare (ad esempio vaccino antidifterite-tetano-pertosse) o con una in iniezione sottocutanea (ad esempio antimorbillo-parotite-rosolia). Alcuni vaccini con una sola dose o un solo ciclo di base proteggono contro la malattia per tutta la vita, mentre altri per mantenere la protezione hanno bisogno di dosi di richiamo, da ripetere a intervalli regolari di tempo.

Grazie alle tecniche dell'ingegneria genetica saranno presto disponibili più vaccini in un unico preparato, come già avviene ad esempio per la vaccinazione antidifterite-tetano-pertosse o antimorbillo-parotite-rosolia. E' stato infatti dimostrato che la somministrazione contemporanea di più vaccini assicura la stessa efficacia che si avrebbe somministrando i singoli vaccini separatamente, senza aumentare il rischio di effetti collaterali e con il grosso vantaggio di poter ridurre il numero di iniezioni e di appuntamenti presso il Servizio Vaccinale.

QUANDO NON VACCINARE . In genere tutte le persone sane possono essere vaccinate: le condizioni in cui le vaccinazioni non possono essere eseguite sono estremamente rare. La maggior parte degli esperti ritiene che le uniche vere CONTROINDICAZIONI alle vaccinazioni (= condizioni in presenza delle quali è previsto l'esonero temporaneo o definitivo dalle diverse vaccinazioni) siano le seguenti: malattie acute, con febbre e disturbi generali importanti; alterazioni del sistema immunitario: in linea generale, in questo caso è da evitare la somministrazione dei vaccini preparati con microrganismi viventi (ad es. vaccino antimorbillo-parotite-rosolia, vaccino antipolio orale tipo Sabin, ecc.). I bambini con problemi di questo tipo riceveranno il vaccino antipolio Salk invece di quello Sabin. Ugualmente riceverà il vaccino Salk invece del Sabin anche un bambino sano se uno dei suoi familiari o una delle persone che vivono in stretto contatto con lui rientra nei casi di cui sopra.

Per i bambini sieropositivi da virus HIV la situazione viene valutata caso per caso. reazioni gravi dopo precedenti somministrazioni di vaccino; malattie neurologiche evolutive: in questi casi è sconsigliata la vaccinazione antipertossica e inoltre, per prudenza, viene somministrato l'antipolio Salk per via sottocutanea invece dell'antipolio Sabin per bocca. Il bambino con epilessia richiede una valutazione particolare. gravidanza: le vaccinazioni, in generale, vanno rimandate; però una donna gravida non vaccinata contro il tetano dovrebbe ricevere la vaccinazione antitetanica tra il 4° e l'8° mese di gravidanza. allergia grave alle uova o agli alimenti contenenti uova, oppure agIi antibiotici eventualmente presenti nei vaccini.Se il vostro bambino ha o ha avuto qualcuno di questi problemi o, in ogni caso, se avete qualche dubbio in proposito, prima della vaccinazione consultate con fiducia il vostro pediatra: vi indicherà la soluzione più adatta. Ricordate comunque che prima di vaccinare il bambino viene sempre valutata con cura l'esistenza di ogni eventuale controindicazione.

QUANDO VACCINARE LO STESSO Al di fuori delle condizioni appena elencate non esistono altre vere controindicazioni alle vaccinazioni, anche se alcuni genitori e perfino qualche operatore sanitario talvolta ritengono, a torto, che non si debba vaccinare un bambino con qualche altro problema di salute che invece non ha nulla a che vedere con le vere controindicazioni. In particolare, non sono controindicazioni alla vaccinazione le malattie minori, come ad esempio un raffreddore o una faringite, né le cure in corso con antibiotici oppure con cortisonici a basso dosaggio o per applicazione locale (ad esempio pomate, aerosol, ecc.). Non sono una controindicazione neppure l'eczema o le infezioni della pelle localizzate, e nemmeno le allergie in genere: anzi, è molto importante proteggere il bambino allergico con le vaccinazioni.

Unica eccezione sono i soggetti che hanno avuto gravi reazioni allergiche dopo aver mangiato uova o alimenti contenenti uova: in questo caso non devono ricevere vaccini preparati utilizzando uova embrionate di pollo, ma possono invece essere vaccinati con qualunque altro vaccino, purché preparato senza l'impiego di uova. Così pure i soggetti allergici ad alcuni antibiotici (neomicina o altri aminoglicosidi) non devono ricevere quei vaccini che li contengono ma possono essere vaccinati con tutti gli altri. Non è una controindicazione l'ittero alla nascita e neppure l'allattamento al seno, né per il lattante né per la mamma che allatta, la quale, se necessario, può essere vaccinata tranquillamente. Infine, non si deve pensare a una controindicazione se vi sono stati casi di convulsioni nei familiari e neppure se il bambino ha avuto convulsioni causate da febbre, nel corso di una malattia febbrile oppure dopo una dose di vaccino. In quest'ultimo caso non è necessario interrompere il ciclo di vaccinazioni , ma si dovrà avvertire il proprio medico curante il quale in occasione delle successive somministrazioni di vaccino consiglierà i farmaci antifebbrili adatti.

Vi sono inoltre delle condizioni che non solo non costituiscono una controindicazione alla vaccinazione, ma, anzi, rappresentano un motivo in più per vaccinare. Per le persone con questi problemi, infatti, vi è un maggior rischio che le comuni malattie infettive abbiano un andamento grave e diano complicazioni serie. In linea generale, è importante proteggere con la vaccinazione tutte le persone affette da malattie croniche dei polmoni, del cuore(comprese le cardiopatie congenite), del sangue, del fegato e dei reni, e così pure le persone con malattie neurologiche non evolutive e anche i soggetti con sindrome di Down. Anche chi ha la fibrosi cistica (mucoviscidosi) è importante che sia vaccinato regolarmente e così pure chi ha il morbo celiaco, il diabete mellito o altre malattie del metabolismo.

Devono essere protetti dalla vaccinazione anche tutti i bambini con l'asma: le malattie infettive possono aggravare il loro stato. E' necessario vaccinare regolarmente anche i soggetti che presentano malnutrizione e i nati prematuri o immaturi; anche questi ultimi dovranno essere vaccinati secondo il normale calendario, contando cioè le scadenze per le vaccinazioni dalla data della nascita.

REAZIONI LIEVI E GRAVI Per ciascuna vaccinazione sono descritte nel rispettivo capitolo le comuni reazioni e complicazioni. In generale le reazioni, dette anche effetti collaterali, sono dovute alle caratteristiche dei vaccini. Le più comuni sono la febbre, che può comparire entro poche ore dall'iniezione (o dopo una decina di giorni nel caso della vaccinazione antimorbillosa), e le reazioni locali nella sede dell'iniezione. Le reazioni locali possono essere dovute all'adiuvante (= sostanza aggiunta artificialmente al vaccino per aumentarne la capacità di stimolare le difese immunitarie) presente in molti vaccini; in genere si tratta di sali di alluminio i quali possono causare dolore, arrossamento e gonfiore, che normalmente scompaiono dopo qualche giorno. Reazioni locali possono essere causate anche proprio dal vaccino stesso (soprattutto antidifterico e antitetanico, più frequentemente dopo le dosi di richiamo); in questo caso può aversi orticaria, rossore e gonfiore poco dopo l'iniezione (entro mezz'ora - un'ora) oppure rossore e gonfiore, e talora indurimento, a maggior distanza di tempo dall'iniezione stessa (da diverse ore a qualche giorno). Le reazioni di natura allergica sono rarissime e lo shock allergico è eccezionale. Le vaccinazioni possono dare anche complicazioni, che sono invece disturbi in genere più seri e, pur essendo causati dal vaccino, si presentano come delle vere e proprie malattie a se stanti. Sono comunque estremamente rare; il rischio diventa quasi inesistente se si escludono dalla vaccinazione quei pochissimi bambini con i problemi di salute già elencati fra le controindicazioni.

Perciò per prevenire le complicazioni associate alle vaccinazioni dell'infanzia è fondamentale che chi accompagna il bambino a vaccinare riferisca eventuali problemi, quali ad esempio malattie neurologiche oppure precedenti reazioni allergiche gravi alle uova o ad antibiotici. Ciò nonostante, con una frequenza di qualche caso su diversi milioni di vaccinati, si possono verificare complicazioni gravi o, ancor più raramente, mortali. Si tratta comunque di evenienze incomparabilmente più rare di quelle possibili a seguito della malattia naturale. In altre parole, è meno rischioso vaccinarsi che prendere la malattia vera.

COME CONTROLLARE LE PIU' COMUNI REAZIONI AL VACCINO Dopo la vaccinazione il vostro bambino può avere alcune linee di febbre, un po' di gonfiore o arrossamento nel punto di iniezione, con o senza dolore, o mostrarsi irrequieto. Queste reazioni non sono pericolose e si risolvono da sole in pochi giorni. In ogni caso possono essere facilmente ed efficacemente affrontate dai genitori. Se la febbre supera i 38,5° rettali (oppure i 38° ascellari o inguinali) è opportuno che venga trattata con un antifebbrile per uso pediatrico (preferibilmente paracetamolo; nomi commerciali: Tachipirina, Puernol, Efferalgan, Calpol, Acetamol ecc.) alle dosi consigliate. Questo farmaco può essere utilizzato anche per controllare il senso di fastidio o il malessere generale che il bambino può presentare. Il gonfiore, l'arrossamento e il dolore locali possono essere affrontati nelle prime ore con l'applicazione di ghiaccio o di panni bagnati freddi per ridurre l'infiammazione. In questa fase può essere utile l'uso del paracetamolo per ridurre il dolore.

Non c'è da preoccuparsi se nel punto di iniezione si forma un piccolo nodulo non dolente: in genere si risolve spontaneamente entro qualche settimana. Se queste reazioni persistono nonostante gli accorgimenti consigliati oppure se si manifestano reazioni più gravi, è opportuno rivolgersi prontamente al pediatra di fiducia.

VACCINARE: PROTEZIONE DEL SINGOLO E INTERESSE DELLA COMUNITA' . La vaccinazione come pochi altri interventi sanitari tutela contemporaneamente la salute dell'individuo e l'interesse della collettività. inoltre, nel caso di malattie contagiose, quando una popolazione è ben vaccinata non solo si protegge il singolo ma si impedisce che l'infezione circoli nell'ambiente, scongiurando così il pericolo di epidemie. E' però doveroso che la collettività si faccia carico anche delle eventuali conseguenze sfavorevoli di questa pratica così importante per la salute di tutti, per quanto, come si è appena detto, si tratti di casi rarissimi. La Legge n. 210 del 25 febbraio 1992 stabilisce che le persone danneggiate in modo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge vengano indennizzate da parte dello Stato. Secondo questa legge la persona interessata, entro 3 anni dal momento in cui viene a conoscenza del danno, deve presentare domanda di indennizzo al Ministero della Sanità, allegando la documentazione comprovante la data della vaccinazione, i dati relativi al vaccino, le manifestazioni cliniche conseguenti alla vaccinazione e le lesioni o le infermità permanenti che ne sono derivate.

Per le reazioni gravi è indispensabile che i genitori si rivolgano al medico vaccinatore o al pediatra curante perché possa accertare di persona il tipo e l'entità di queste reazioni. E' del tutto inutile infatti che il medico segnali disturbi che gli vengono solo riferiti senza che abbia potuto osservarli di persona, oppure che segnali danni che, pur comparsi dopo la vaccinazione, non sono, alla luce delle conoscenze scientifiche, attribuibili alla vaccinazione in questione.

1/1/1997

1/12/2020

I commenti dei lettori

IL bambino e nato in USA e primi due vaccini di Hep.B ho fato di la uno a pena natto,e 2 dopo un mese, sono tonato in ITALIAcon libreto del pediatra e i vaccini che dovevo fare,mi sono presentato al asl per apuntamento e ho chiesto per fare tutti altri vaccini di rutine che si fanno dopo 2 mese però mi mancava vaccino di ROTAVIRUS che mi hanno deto che qua in ITALIA non entra nel programa dei vaccini pero si puo fare al pagamento(invece in amarica era tra i vaccini obligatori da fare),e io non sono siguro deve esere fatto o no questo vaccino?

silvano (VE) 14/12/2011

mi potrete dire se una donna che cerca una gravidanza puo prendere un vacino antitetanico?

Eva Maria (CN) 08/04/2013

ma come si fa a sapere se il tuo bambino e' allergico all'uovo (contenuto nei vaccini) se viene sottoposto a tali vaccinazioni a 2 o 3 mesi quando ancora si nutre esclusivamente di latte??

irene (GE) 14/04/2013

Irene, l'eventuale allergia all'uovo è un falso problema. Anzitutto, l'uovo non è contenuto nei vaccini che si fanno nel primo anno di vita (quindi c'è tutto il tempo per provarlo). Poi, l'uovo è utilizzato per "allevare" il vaccino del morbillo-parotite-rosolia (MMR), ma il processo di purificazione fa sì che esso sia presente solo in tracce nel vaccino finale, per cui il vaccino MMR risulta indicato anche in presenza di allergia all'uovo documentata. Ci sono molti studi rassicuranti in proposito, per cui la faccenda dell'uovo può essere archiviata fra le paure antiche non più motivate.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 14/04/2013

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