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I rischi infettivi durante i viaggi all'estero con bambini

Cose da sapere prima di partire all'estero con i bambini. Le precauzioni da prendere contro i rischi infettivi per un viaggio sicuro con i bambini.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Viaggiare all'estero è diventato comune per tutti, bambini compresi. Naturalmente questo significa che ci si può trovare in alcune aree dove esistono rischi infettivi diversi da quelli che tipicamente si ritrovano nel luogo di abituale residenza.

In particolare, alcuni paesi tropicali richiedono la somministrazione di vaccini che in Italia non vengono utilizzati. Naturalmente il rischio di acquisizione di una malattia infettiva dipende dal tempo che si trascorre in una certa area. Tuttavia, anche in caso di brevi permanenze, è buona norma non trascurare le precauzioni che permettono di ridurre i rischi, incluse le vaccinazioni.

La malattia che rappresenta il rischio più importante durante i viaggi verso i paesi tropicali è la malaria. Purtroppo non abbiamo ancora a disposizione un vaccino per controllarla, anche se è verosimile che sia possibile averlo nel giro di pochi anni. Per il momento, è necessario affidarsi ad alcuni tarmaci che debbono essere somministrati da prima della partenza a dopo il ritorno a scopo preventivo.

Tra le altre malattie che costituiscono un rischio in alcuni paesi tropicali e che possono essere prevenute con la vaccinazione ricordiamo la febbre gialla, il colera, il tifo e l'epatite A. In determinati paesi del mondo alcune malattie infettive si verificano regolarmente e rappresentano un rischio costante (endemia), mentre per altre malattie si verificano occasionalmente vere e proprie epidemie che rendono una malattia infettiva improvvisamente emergente e che richiedono misure di prevenzione mirate.

Informazione sulla situazione sanitaria dei paesi esteri e sulle vaccinazioni consigliate per chi si reca in queste aree possono essere richieste al Ministero della Sanità, al Centro di collaborazione OMS di medicina del turismo, agli uffici vaccinali per il turismo autorizzati dal Ministero della Sanità e agli uffici di sanità marittima e aeroportuale. Infine, mentre alcune vaccinazioni sono solamente raccomandate per chi si reca in una determinata area, altre sono obbligatorie per attraversare la frontiera di alcuni paesi. Ad esempio, per la febbre gialla alcuni paesi richiedono un Certificato Internazionale di Vaccinazione rilasciato da un centro di vaccinazione ufficiale autorizzato dal Ministero della Sanità.

Dato che la situazione sanitaria di alcuni paesi può mutare nel tempo, è bene verificare presso gli uffici sopra citati o la propria ASL quali vaccinazioni debbono essere effettuate per recarsi in una determinata area geografica, possibilmente due mesi prima della partenza. Quali vaccini è bene eseguire prima di partire per qualunque destinazione? Ogni volta che si parte per una destinazione qualunque, soprattutto estera, è opportuno verificare che le vaccinazioni previste per l'età del bambino siano state eseguite, e se qualche vaccinazione, o richiamo, non è ancora stata effettuata, è necessario provvedere alla somministrazione. Il rispetto del calendario vaccinale raccomandato, infatti, assicura un'adeguata protezione per le malattie infettive più importanti che si possono prevenire con la vaccinazione a qualunque latitudine.

È anche opportuno, se il viaggio è stato pianificato, effettuare le vaccinazioni consigliate con un certo anticipo (possibilmente due mesi). Infine, è bene ricordare che la vaccinazione da tenere maggiormente "sotto controllo" è quella contro tetano e difterite, che prevede richiami periodici ogni 10 anni dopo la conclusione del ciclo primario.

Quali vaccini sono consigliabili prima di partire per una destinazione europea?

I paesi dell'Europa presentano una situazione sanitaria abbastanza simile a quella italiana. Negli anni recenti i paesi dell'ex Unione Sovietica e quelli confinanti hanno avuto una recrudescenza di difterite che ha colpito numerosi adulti e bambini. Sebbene la situazione sia attualmente sotto controllo, è opportuno fare attenzione all'epoca dell'ultima dose somministrata di vaccino contro la difterite (che nel calendario si associa nella maggior parte dei casi al vaccino contro tetano e pertosse) e verificare che siano stati effettuati gli eventuali richiami.

È consigliabile che anche gli adulti in partenza verso destinazioni dell'ex Unione Sovietica verifichino di aver ricevuto una dose di vaccino difto-tetanico non più di 10 anni prima. Tra i rischi più rari, ricordiamo la rabbia, che abbastanza frequentemente colpisce gli animali selvatici (in particolare le volpi) nelle aree rurali del Nord Europa. Non è necessario effettuare alcuna vaccinazione prima di partire, ma si tratta di un rischio da tenere eventualmente presente in caso di morso di animale selvatico.

Quali vaccini sono consigliabili prima di partire per l'America del Nord e il Canada?

Non esistono rischi particolari per chi si reca in questi paesi. Piuttosto, dato che l'Italia, insieme ad altri paesi europei, ha frequentemente esportato in queste aree casi di morbillo, spesso le autorità sanitarie locali richiedono una certificazione dell'avvenuta vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia, soprattutto nei giovani che si recano in questi paesi per motivi di studio. Buona parte dei paesi che formulano questa richiesta esige due dosi di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Dato che non in tutte le regioni italiane vengono ancora praticate due dosi di questo vaccino, è buona norma tenere in considerazione questo particolare, specie prima di una partenza per vacanze-studio. In questo caso risulta evidente come la vaccinazione, oltre ad essere una garanzia di protezione per l'individuo che la riceve, è anche un mezzo per proteggere le altre persone che fanno parte della comunità. Insieme alla vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia vengono spesso richiesti agli studenti provenienti dall'estero certificati di vaccinazione contro poliomielite, tetano, difterite, pertosse ed epatite B, che in Italia vengono effettuate di routine.

Quali vaccini sono consigliabili prima di partire per l'America Centrale ed il Sud America?

Anche in questa zona del mondo i rischi sanitari per quanto riguarda le malattie infettive che si possono prevenire con le vaccinazioni sono limitati. Tuttavia, esistono delle aree nelle quali alcune malattie a trasmissione gastroenterica hanno una discreta frequenza. Il colera, ad esempio, fa la sua comparsa sporadicamente in questi paesi. Il vaccino contro il colera, purtroppo, non fornisce però un'efficace protezione e di conseguenza non viene raccomandato per chi si reca nelle aree a rischio. Anche il tifo (febbre tifoide) rappresenta un potenziale rischio in queste zone. Il vaccino orale conferisce una certa protezione e può essere preso in considerazione da chi viaggia verso questi paesi a partire dai 6 anni di vita. Occorre ricordare che il vaccino impiega un certo tempo prima di esprimere la sua efficacia protettiva, quindi va somministrato possibilmente un paio di settimane prima di partire. Infine in queste aree un altro rischio è rappresentato dall'epatite A. Da qualche anno abbiamo a disposizione un vaccino che, somministrato in almeno due dosi a distanza di 2-4 settimane l'una dall'altra, conferisce un'ottima protezione contro l'infezione. Anche se per queste tre malattie possiamo utilizzare un vaccino, bisogna sottolineare che il metodo più efficace per prevenirle è l'igiene alimentare. Quindi bisogna tenere presenti le raccomandazioni chiave: bere acqua di sicura provenienza e imbottigliata; fare attenzione alle verdure crude; sbucciare personalmente la frutta; cuocere bene gli alimenti. Nel Sud America, eccetto che in Paraguay e ad est delle Ande, in particolare nelle aree forestali, si può contrarre la febbre gialla. In Brasile questa malattia è presente nella zona settentrionale ed in quella occidentale, per questa ragione la vaccinazione contro la febbre gialla va presa seriamente in considerazione. La meningite meningococcica è presente in Brasile ed in Cile ad ondate epidemiche. E opportuno verificare la situazione a questo proposito prima di partire ed eventualmente effettuare la vaccinazione. Va inoltre tenuto presente che la rabbia è discretamente diffusa tra i cani ed i pipistrelli. La vaccinazione non va fatta prima di partire, ma si deve eseguire in caso di morso di animale.

Quali vaccini sono consigliabili prima di partire per l'Oceania (Australia, Nuova Zelanda, Zona Antartica, Melanesia e Polinesia)?

Questa zona non presenta una situazione molto differente da quella descritta per il Nord America e Canada. Di conseguenza è opportuno soprattutto verificare l'esecuzione delle vaccinazioni di routine. Il tifo (febbre tifoide) si riscontra con una certa frequenza in quest'area, e per questa ragione la vaccinazione può essere presa in considerazione. Anche l'epatite B è frequente; tuttavia tutti i bambini italiani sono stati vaccinati per l'epatite B a partire dal 1992, e la trasmissione della malattia non è comune in età pediatrica.

Quali vaccini sono consigliabili prima di partire per i paesi dell'Asia?

Anche per la maggior parte dei paesi dell'Asia valgono le stesse raccomandazioni fornite per il Sud America. In particolare per l'epatite A, queste aree presentano un rischio elevato. In questo caso, oltre le norme igieniche di cui sopra, la vaccinazione va presa seriamente in considerazione. Anche se si verificano solo casi sporadici di poliomielite, è bene verificare che le vaccinazioni contro questa malattia siano state praticate a tempo debito. La meningite meningococcica compare ad ondate epidemiche in Mongolia, in India ed in Nepal. È bene informarsi dell'attività di questa malattia prima della partenza allo scopo di valutare la possibilità di eseguire la vaccinazione. Anche il colera può verificarsi in quest'area. Come abbiamo già accennato, tuttavia, il vaccino disponibile per questa malattia è scarsamente efficace e pertanto non viene raccomandato. La rabbia si riscontra frequentemente in questi paesi, per questo motivo è necessario effettuare la vaccinazione in caso di morso di animale.

Quali vaccini sono consigliabili prima di partire per i paesi a ridosso dell'Oceano Indiano?

In questi paesi il rischio maggiore è ancora una volta rappresentato dalla malaria, che non può essere prevenuta con una vaccinazione ma attraverso l'assunzione di farmaci preventivi. Il rischio di malattie gastrointestinali è discretamente elevato, ed è opportuno prendere in considerazione le raccomandazioni fornite nei paragrafi precedenti per il Sud America ed i paesi asiatici. La febbre gialla costituisce un altro rischio in queste zone, ed alcuni paesi richiedono l'esecuzione della vaccinazione in via obbligatoria per varcare la frontiera. Quali vaccini sono consigliabili prima di partire per i paesi africani? Il rischio più importante per i viaggiatori verso quest'area è rappresentato dalla malaria. Anche se è verosimile che nel giro di qualche anno si potrà disporre di un vaccino, per il momento l'unica misura preventiva è rappresentata dall'assunzione di farmaci per un periodo che va da prima della partenza a dopo il ritorno. La febbre gialla rappresenta un rischio in tutto il continente. E opportuno eseguire la vaccinazione prima di partire verso queste destinazioni. Alcuni paesi richiedono un certificato di avvenuta vaccinazione per l'ingresso alla frontiera. Il tifo (febbre tifoide) e l'epatite A sono ampiamente diffusi, è quindi opportuno prevedere di effettuare la vaccinazione per queste malattie e di seguire strettamente le norme igieniche per i cibi e le bevande. Tra gli altri rischi infettivi ricordiamo il colera ed alcune grandi epidemie di meningite meningococcica, soprattutto nelle aree della savana nella stagione asciutta. Anche la rabbia rappresenta un rischio e va eseguita la vaccinazione in caso di morso di animale. Infine, in questi territori è frequente l'epatite B e valgono le considerazioni fatte sopra.

Il materiale presentato in queste pagine è tratto dal volume "Vaccini per l'infanzia. Istruzioni per l'uso" di Alberto E. Tozzi, Stefania Salmaso, Donato Greco (rispettivamente medico pediatra, biologa, medico infettivologo e igienista, presso il Laboratorio di Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità, Roma) - Il Pensiero Scientifico Editore.

31/8/2001

24/12/2009

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