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A cura di Dott.ssa Donatella Bresciani (Ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (Specialista in Ostetricia e Ginecologia - Andrologia)
Alla fine degli anni settanta, alcuni ricercatori hanno scoperto che il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali emopoietiche, simili a quelle presenti nel midollo osseo. Tali cellule generano i globuli rossi (che trasportano l’ossigeno ai tessuti), i globuli bianchi (che combattono le infezioni) e le piastrine (che contribuiscono alla coagulazione del sangue).
Rappresenta quindi una risorsa preziosa per la cura di gravi malattie del sangue e del sistema immunitario, come le leucemie, i linfomi, alcune forme di talassemie, alcuni tipi di immunodeficienza e alcune malattie metaboliche. Donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino rappresenta dunque un prezioso contributo per la ricerca e un’importante possibilità di cura per chi è affetto da gravi malattie.
Il trapianto
Per i pazienti che non hanno un donatore familiare compatibile, il sangue del cordone rappresenta un’ efficace alternativa al trapianto di midollo, perche’ il suo prelievo non comporta rischi né per la mamma né per il bambino, è immediatamente disponibile riducendo i tempi di attesa per il trapianto, è più facilmente compatibile, riduce il rischio di trasmissione di infezioni virali dal donatore al ricevente. Il successo del trapianto dipende dal livello di compatibilità fra donatore e ricevente, dal numero di cellule staminali trapiantate.
Data l’importanza della quantità delle cellule staminali presenti nel sangue cordonale, le banche pubbliche congelano solamente le donazioni che presentano un elevato numero di cellule.
La ricerca
Quando non contiene un numero sufficiente di cellule, il sangue cordonale può essere utilizzato per lo sviluppo della ricerca scientifica. Lo scopo principale è approfondire lo studio delle cellule staminali, identificare la causa di gravi malattie tumorali e degenerative e promuovere lo sviluppo di nuovi farmaci per il loro trattamento.
La Donazione Solidaristica
Consiste nel donare il sangue cordonale per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. E’ detta anche “allogenica“ e può andare a beneficio di tutti.
Le banche pubbliche operano in modo da garantire che qualunque paziente in attesa di trapianto, possa trovare un donatore compatibile, grazie ad un sistema di registrazione dei dati che trasmette le informazioni relative alle donazioni a un registro nazionale del sangue cordonale e poi ai registri internazionali dei donatori di midollo osseo.
La donazione solidaristica è permessa in Italia solo nelle banche pubbliche, è gratuita e i costi sono a carico del servizio sanitario nazionale.
La Donazione Dedicata
Consiste nel donare il sangue cordonale o per curare il proprio bambino o un suo consanguineo affetto da una malattia per la quale sia appropriato l’uso di cellule staminali da sangue del cordone, o per curare un membro del nucleo familiare nel caso in cui esista in famiglia un alto rischio di avere figli affetti da malattie genetiche determinate in cui sia appropriato l’uso di cellule staminali da sangue cordonale. In entrambi i casi queste situazioni vanno certificate da un genetista o da uno specialista che ha in cura il bambino.
Questa donazione è consentita sulla base di un’apposita autorizzazione rilasciata dalla Regione. Per ottenere tale permesso gli interessati devono presentare alla Direzione Sanitaria dell’ospedale in cui avverrà il parto una richiesta scritta, accompagnata dalla relazione del medico specialista. Questa donazione è gratuita: tutti i costi sono a carico del servizio sanitario nazionale.
La Donazione ad Uso Privato
Chiamata anche “autologa“, consiste nel donare il sangue cordonale esclusivamente per suo uso personale. La comunità scientifica internazionale non raccomanda questo tipo di procedura perché non esistono ad oggi programmi di cura di comprovata efficacia per questo tipo di trapianto. I costi sono a carico del richiedente. In Italia è vietato conservare il sangue per questo uso presso banche private; è consentita all’estero previa autorizzazione del Ministero della Salute.
Per donare il sangue del proprio bambino i genitori devono prestare un consenso informato scritto, che da informazioni sull’acquisizione e registrazione dei dati relativi al donatore, sulla raccolta e uso del sangue cordonale e sull’eventuale uso per ricerca.
La mamma potrà inoltre essere ricontattata dopo 6 mesi dal parto per controllare l’anamnesi e ripetere degli esami per confermare che il sangue possa essere utilizzato per il trapianto.
Viene inoltre raccolta un’accurata anamnesi per valutare lo stato di salute della mamma, i rischi per la trasmissione di malattie infettive dei genitori, l’esistenza di malattie ereditarie in famiglia.I principali criteri di esclusione sono rappresentati da comportamenti a rischio per trasmissione di patologie con sangue, gestazione inferiore alla 34°settimana, malformazioni congenite del feto, positività per marcatori dell’epatite e dell’HPV.
Il servizio inerente al prelievo del sangue cordonale è organizzato in modo differente da ospedale a ospedale, così pure le modalità e i tempi di raccolta del consenso e della anamnesi variano da struttura a struttura.
Pertanto per avere informazioni precise la donna gravida deve rivolgersi al personale sanitario dell’ospedale nel quale partorirà.
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