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A cura di Dott.ssa Donatella Bresciani (Ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (Specialista in Ostetricia e Ginecologia - Andrologia)

Per mantenersi in forma il corpo umano necessita di costante esercizio fisico. Ciò vale anche per la futura mamma: il sistema muscolare se è ben allenato, può rendere meno gravosi l'intero periodo dell'attesa, il travaglio e il parto.

Si dice che ogni attività fisica che comporti fatica è controindicata per la donna incinta. L'affermazione è corretta ma solo nei casi in cui quell'attività sia svolta in modo eccessivo: nella gestante i sistemi cardiocircolatorio e respiratorio sono già più impegnati rispetto allo stato non gravidico, per cui uno sforzo esagerato può essere causa di affanno e disagio.
In aggiunta può determinare un surplus di acido lattico e di altri metaboliti "tossici". I contraccolpi sono negativi: cresce il lavoro cardiovascolare e renale nell'organismo materno; diminuisce l'apporto di ossigeno al feto.

La donna che non ha mai praticato alcun tipo di sport prima del concepimento deve perciò affrontare ogni esercizio in modo graduale e con senso dei propri limiti: numerose discipline sottopongono l'organismo a notevole stress, tanto da essere sconsigliate nel secondo e terzo trimestre di gestazione.

La "buona" ginnastica della gravidanza persegue obiettivi diversi dal piacere di misurare se stessi in qualche attività fisica o di modellare il proprio corpo in palestra secondo i canoni estetici della moda corrente. Intende infatti:

  • insegnare a mantenere la giusta postura, per evitare disturbi alla colonna vertebrale
  • rinforzare la muscolatura dell'addome
  • rendere più tonici i muscoli coinvolti nella via del parto
  • favorire la circolazione del sangue e quindi l'ossigenazione, così assicurando al feto un buon apporto di ossigeno.

Per tutte queste finalità, essa costituisce dunque per la donna incinta una necessità che potremmo definire "fisiologica".

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