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Perdite vaginali in gravidanza

per approfondire insieme

A cura di Dott.ssa Donatella Bresciani, Ginecologa, Prof. Silvano Zaglio, Specialista in Ostetricia e Ginecologia - Andrologia

Pubblicato il · aggiornato il

Durante la gravidanza i vasi sanguigni e vulvari si dilatano, il flusso sanguigno aumenta, le ghiandole lavorano di più del solito e le stesse pareti della vagina  trasudano in abbondanza.

La conseguenza è la formazione di un liquido lattiginoso ricco di un tipo particolare di cellule che si sfaldano dalla mucosa; in questo modo le perdite vaginali risultano più abbondanti del solito. Tutto questo è del tutto normale e anzi questa secrezione ha un particolare grado di acidita’ che mette al riparo la vagina  dalla maggior parte delle infezioni e infiammazioni.

Se le perdite divengono però abbondanti e accompagnate da prurito o bruciore, cattivo odore può trattarsi di una vaginite e bisogna quindi rivolgersi al ginecologo per una terapia adeguata.

Verso la fine della gravidanza, le perdite possono essere così abbondanti che si può scambiare per una perdita la rottura precoce delle acque. Importante è mantenere sempre una accurata igiene intima, lavarsi accuratamente con acqua tiepida e sapone a pH acido e cambiare la biancheria quotidianamente.

Se fa caldo o le perdite sono molto abbondanti, ci si può rinfrescare più volte al giorno senza usare sempre il sapone: basta un po’di acqua tiepida alla quale si possono aggiungere un po’ di gocce di limone o di aceto o di bicarbonato. Non è necessario fare lavande interne per non eliminare la secrezione fisiologica che ha una efficace difesa antibatterica, non irritare la mucosa, già congestionata e per non stimolare il collo dell’utero.

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