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A cura di Dott. Valdo Flori (Pediatra)
Gradirei avere informazioni sui bambini che nascono sieropositivi e che si "negativizzano" in seguito. Non ne so niente, quindi vorrei sapere tutto fin dall'inizio.
Per rispondere ai suoi dubbi è importante cercare di chiarire, anche se grossolanamente, qualche concetto e qualche termine, conoscenza che ritengo indispensabile per poter comprendere il problema esposto. In genere se una persona ha nel proprio sangue degli anticorpi verso un virus vuol dire che il suo organismo ha incontrato quel virus, ha contratto un’infezione ed ha prodotto degli specifici anticorpi.
Può esistere un’eccezione, cioè avere nel sangue degli anticorpi senza aver contratto l’infezione: è il caso di tutti i neonati che già alla nascita hanno tanti anticorpi verso tanti virus. La spiegazione penso la conosca anche lei: è la madre che durante la gravidanza attraverso il cordone ombelicale passa al figlio tutti gli anticorpi che sono a disposizione nel proprio organismo, rendendo così il bambino resistente alle comuni malattie.
Questi anticorpi però, siccome non sono stati prodotti attivamente dal neonato, dopo un po’ di tempo (alcuni mesi) progressivamente tendono a scomparire (è un po’ come se fosse stata fatta una puntura di gammaglobuline). Avere gli anticorpi nel sangue non vuol sempre dire essere infettivo, in quanto l’infettività è legata solamente alla presenza di un virus, non degli anticorpi.
Essere "sieropositivo" vuol dire avere nel proprio sangue anticorpi; nel caso dell’AIDS, si tratta degli anticorpi contro il virus HIV. La presenza del virus HIV può essere rilevata con l’isolamento diretto del virus o con il test PCR. Il neonato di una madre sieropositiva alla nascita è sicuramente sieropositivo. Il problema importante è sapere se sarà o no affetto da AIDS; infatti non tutti i bambini di madri sieropositive si ammalano in quanto il rischio di infezione varia dal 13% al 39% (per inciso voglio ricordare che il rischio di infezione dopo puntura con ago infetto è dello 0,3%).
Si possono quindi avere due possibilità: Il bambino si è infettato durante la gravidanza o al momento del parto. In questo caso esso sarà sieropositivo e avendo sia gli anticorpi passatigli dalla madre, ma anche il virus, tenderà a sviluppare l’AIDS e non potrà diventare sieronegativo. Il bambino non si è infettato durante la gravidanza. In questo caso alla nascita esso sarà sieropositivo, per il passaggio nel suo sangue degli anticorpi materni, ma poi lentamente, non essendo malato, nell’arco di circa 18 mesi gli anticorpi spariranno e quindi diventerà sieronegativo.
Naturalmente per sapere se il bambino sarà o no affetto da AIDS non è indispensabile attendere la completa scomparsa degli anticorpi materni, ma, come accennavo precedentemente, ci sono delle metodiche di indagine che fanno fare una diagnosi precoce: l’isolamento del virus, ma soprattutto la PCR. Si tratta di un esame che evidenzia la presenza del virus identificando il suo DNA.
Dopo 6-8 mesi di vita due PCR consecutive negative fanno ragionevolmente propendere per un’assenza di malattia. La sicurezza completa e definitiva si avrà comunque con la definitiva scomparsa degli anticorpi anti-HIV dal sangue del bambino. Spero di averle chiarito il concetto di sieropositività e soprattutto perché un neonato può da sieropositivo trasformarsi in sieronegativo.
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