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Quali cure per la toxoplasmosi in gravidanza?

per approfondire insieme

A cura di Dott.ssa Donatella Bresciani, Ginecologa, Prof. Silvano Zaglio, Specialista in Ostetricia e Ginecologia - Andrologia

Pubblicato il · aggiornato il

La toxoplasmosi è una infezione banale, che solo in pochi casi da sintomi quali: febbricola, mal di gola, ma spesso decorre senza accorgesene; una volta subito il contagio si rimane immuni per tutta la vita. Responsabile dell’infezione è un parassita  degli animali  e ci si può contagiare: mangiando carni crude  o poco cotte, salumi, verdura cruda  contaminata, toccando feci di animali infetti senza poi lavarsi accuratamente le mani.

La malattia diventa pericolosa quando viene contratta in gravidanza perché può trasmettersi al feto attraverso la placenta. Se ciò succede e la gravidanza raggiunge il termine, il bambino può avere lesioni di varia gravità. Nel primo trimestre è meno facile che l’infezione arrivi al feto, ma le conseguenze possono essere le più gravi,compreso l’aborto spontaneo.
Nel terzo trimestre il rischio di contagio del feto è massimo, ma le conseguenze sono meno gravi.

Se si subisce il contagio (testimoniato dall’apposito esame del sangue) e la diagnosi è precoce, è possibile effettuare una terapia antibiotica che riduce al minimo il rischio che l’infezione superi la placenta.

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