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A cura di Dott. Guido Vertua (Pediatra)
Alessandro ha 7 mesi ed è affetto da craniostenosi sagittale (come da riscontro TAC e referto specialisti). L'intervento chirurgico sembra inevitabile entro poco.
Le mie domande sono: in cosa consiste l'operazione? quali strumenti vengono usati? il cervello può essere toccato? quali sono i limiti d'età per l'intervento? quale è il grado di successo dell'operazione? quali rischi o complicanze esistono? quali precauzioni e/o attenzioni porre dopo l’operazione e per quanto tempo?
Con il termine di craniostenosi si intende una malformazione del cranio dovuta ad un’alterazione dell’ossificazione, in altre parole ad una saldatura prematura delle suture craniche. A seconda delle suture interessate, si avrà un cranio a torre, a cono, a triangolo, forma di barca ecc.
La forma di craniostenosi più frequente interessa la sutura sagittale e comporta un aumento in altezza della volta cranica con riduzione del diametro trasverso ed accrescimento sproporzionato del cranio in senso antero-posteriore; viene anche definita scafocefalia. La terapia delle craniostenosi è di tipo chirurgico e consiste nel rimodellamento della scatola cranica.
L’intervento va eseguito precocemente, nel primo anno di vita (il periodo ideale si situa tra i 4 e gli 8 mesi), in modo di utilizzare la capacità plastica della crescita cerebrale e la possibilità di rigenerazione ossea dello strato interno della dura madre, cioè la parte esterna delle meningi (le membrane che rivestono il cervello).
La correzione chirurgica precoce presenta inoltre il vantaggio di causare un minimo impatto psicologico per l’ospedalizzazione e di ridurre il rischio di esposizione a traumi cranici. Le tecniche chirurgiche attualmente in uso portano a risultati estetici e funzionali ottimi, soprattutto nel caso della craniostenosi sagittale, che è la forma meno grave dal punto di vista funzionale e la meno complessa per quanto riguarda il suo trattamento.
La procedura chirurgica implica un’asportazione della sutura chiusa attraverso una osteotomia fronto-parieto-occipito-temporale bilaterale; in questo modo è possibile il rimodellamento della volta cranica e delle regioni frontali ed occipitali quando necessario. L’intervento ha lo scopo di ottenere ampi spazi suturali, di incrementare il diametro biparietale e di normalizzare le curvature craniche.
Le complicanze chirurgiche comprendono la possibilità di un eccessivo sanguinamento, la perdita di liquido cefalorachidiano ed il rischio, insito in qualsiasi intervento chirurgico, di infezione e di anestesia. Nel periodo post-operatorio sono frequenti edemi del viso e del cuoio capelluto nei 3-5 giorni successivi e un calo dell’ematocrito nelle prime 48 ore.
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