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L'esperto risponde

Inserimento all'asilo nido

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A cura di Dott.ssa Serena Amadori, Pedagogista della redazione di www.doctorhome.eu

Pubblicato il · aggiornato il

Sono la mamma di una bambina, fra poco devo ritornare al lavoro, i nonni sono lontani e la mia piccolina andrà all’asilo nido…. Sono molto preoccupata, lasciarla nelle mani di estranee… Si troverà bene? Piangerà molto? Ho già visto il nido e conosciuto le educatrici, mi sembrano gentili e accoglienti, ma… Aiuto, potete darmi qualche consiglio?

Quante volte mi è capitato di leggere o sentire domande di questo tipo; oggi l’asilo nido è una necessità che interessa un numero sempre maggiore di persone. La nostra società è cambiata molto e con lei anche la nostra “famiglia italiana”.

Oggi, a differenza di un tempo, le famiglie sono sempre più isolate e individualizzate, il compito di tramandare il “mestiere” alle neo-mamme, che un  tempo spettava a nonne, zie, sorelle, vicine di casa etc. oggi è sempre più preposto alle istituzioni pubbliche.

Il rientro al lavoro dopo la gravidanza poi è un momento problematico per la donna che deve separarsi dal suo bambino e, generalmente, è caratterizzato dal senso di colpa, cioè quello stato d’animo che crea sofferenza e ansia legata al pensiero di aver fatto qualcosa di sbagliato o di non aver fatto abbastanza.

Si riscontra spesso la contraddizione tra l’insoddisfazione legata al bisogno di recuperare un pezzetto della propria vita e della propria identità, (come il lavoro, senza dubbio un’innegabile realizzazione personale) e il bisogno di essere una mamma presente e adeguata.

La situazione si complica quando arriva il momento di portare il proprio bambino/a all’asilo nido, cioè affidarlo/a ad “estranei” che diventeranno figure di riferimento e fare i conti con un mondo professionale verso il quale  spesso la neomamma non si sente all’altezza.

Nella nostra società è ancora forte una mentalità che vede in modo  negativo “il lasciare il bambino ad altri” che non siano nonni o parenti stretti, quasi come se la mamma in qualche modo pensasse solo a se stessa e al suo lavoro e “parcheggiasse” il figlio al nido.

Innanzitutto l’asilo nido non è solo un luogo alternativo di accudimento, ma è un luogo privilegiato, per il fatto che al suo interno agiscono grandi forze: i bambini, i loro genitori, gli educatori e altre figure professionali come psicologi e psicopedagogisti.

E' un ambiente a misura di bambino, e non solo per il fatto che tutto è in miniatura, ma perché tutto è studiato nei minimi particolari, dai colori delle pareti agli angoli gioco, dagli ambienti (quello della nanna, l’atelier, il salone…)  alle attività che spesso sono mirate ad interessare tutti i campi di esperienza (motorio, sensoriale, logico, euristico, espressivo...).

Il nido è fatto di piccoli gesti quotidiani e ripetitivi, le cosiddette routines, che aiutano il bambino a sentirsi sicuro e protetto e a prevedere i vari momenti della giornata; è fatto di coccole, di carezze, di giochi  e di parole che possono sembrare banali e persino scontate, ma che creano un mondo e un clima in grado di ancorare le personalità alla vita.

Materiale tratto dal sito web Doctor Home www.doctorhome.eu

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