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A cura di Dott. Giuseppe Varrasi (Pediatra)

Vorrei chiedervi notizie sul cortisone nella febbre. Vorrei sapere a cosa serve essenzialmente e, visto che la mia pediatra lo prescive a mia figlia quando non gli scende la febbre con la tachipirina, se è anche un antifebbrile. E` meglio tenere la bambina per 4 giorni con la febbre oltre 39 oppure darle una pastiglietta di cortisone per la febbre e vederla "sfebbrarsi" nel giro di 8 ore circa?

Il cortisone è un ormone prodotto naturalmente dall'organismo, più esattamente a livello delle ghiandole surrenaliche (cioè che stanno sopra i reni); esso agisce sul metabolismo in tanti modi: aumenta la produzione di glucosio (zucchero) e di proteine aumenta l'assorbimento e il deposito di grasso riduce l'assorbimento di calcio deprime alcune cellule del sistema immunitario (e, in generale, l'infiammazione) stimola la produzione di acido nello stomaco aumenta l'appetito. Di per sè, il cortisone non è nè buono nè cattivo: è una sostanza naturale, la cui funzione principale è quella di preparare l'organismo all'azione, attivando le fonti di energia e il metabolismo.

Per questo motivo, l'organismo lo produce soprattutto al mattino, mentre i livelli nel sangue sono minimi la sera. In medicina, come spesso accade anche per altre sostanze, lo utilizziamo per uno dei suoi effetti, in quanto magari utile in certe situazioni. In particolare, l'effetto normalmente sfruttato è quello di depressore delle reazioni immunitarie e dell'infiammazione. In questo senso, è indicato per via generale (per bocca, intramuscolo o in vena) nelle situazioni in cui è un eccesso di reazione a causare la malattia (malattie allergiche gravi: asma grave, orticaria grave, anafilassi; forme reumatiche gravi; malattie renali) oppure contro i tumori del sangue (leucemie, linfomi) oppure come ormone vero e proprio (disfunzioni ormonali).

Ovviamente, il cortisone abbassa anche la febbre, ma non mi sentirei di proporlo come antifebbrile, se non in situazioni eccezionali. Infatti, in caso di uso prolungato o ripetuto di cortisone, gli effetti collaterali diventano importanti: diabete, obesità, osteoporosi, ulcera, glaucoma, ritenzione di liquidi, smagliature e altro. Quanto detto vale solo in caso di somministrazione del cortisone per via generale; come preparato locale è invece molto più sicuro e trova indicazioni di larghissimo impiego: creme per l'eczema, soluzioni per l'aerosol nell'asma o nella laringite. Il cortisone non può essere considerato un normale farmaco per la febbre, se non in situazioni limite.

Per abbassare la febbre, invece del cortisone, il farmaco di prima scelta è il paracetamolo; in caso di insufficiente risultato, può essere utilizzato l'acido acetilsalicilico o gli antiinfiammatori non steroidei (ketoprofene, ibuprofene, nimesulide, ecc). Ricordi comunque che, di per sè, la febbre non richiede di essere controllata, almeno fino a quando non sia di eccessivo fastidio per il bambino, e che rimedi fisici (spugnature, spogliare il bambino, farlo bere) sono altrettanto utili dei farmaci.

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