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A cura di Dott. Giuseppe Varrasi (Pediatra)
Mio figlio di tre mesi presenta delle macchie rosse sul corpo (specificatamente sul viso e sugli arti) che sembrano dargli particolarmente fastidio (il bambino si agita, cercando di sfregarsi il viso). Gli è stata diagnosticata dapprima una forma di dermatite e, dopo, un'ulteriore forma di eczema. Ci è stato consigliato l'utilizzo (due applicazioni al giorno per un giorno) di una crema al cortisone, ma il problema non sembra migliorare. Cosa mi consigliate di fare? È giusto continuare la cura? Cosa posso fare per alleviare almeno un poco i fastidi del bambino?
La dermatite atopica (o eczema) è una malattia delle pelle caratterizzata essenzialmente da secchezza e prurito.
L'aspetto clinico varia a seconda dell'età: nel lattante le lesioni sono arrossate, rilevate, umide e localizzate prevalentemente al volto (fronte e guance, risparmiando il naso) e alla superficie estensoria degli arti. Nel bambino più grande, le lesioni si localizzano prevalentemente alla piega del gomito e del ginocchio, anche se potenzialmente tutta la pelle può essere coinvolta (è facile vedere localizzazioni specifiche: piega sottoauricolare, palpebra, labbra, dita). Di frequente, alle lesioni iniziali si sovrappongono i segni del grattamento (graffi, croste) e di successive infezioni da questo causate.
La terapia consiste di diversi stadi: di base, occorre rimediare alla secchezza della pelle con prodotti che la idratino e non la irritino (saponi specifici, emulsioni dopo-bagno, creme idratanti), da usare sempre per calmare il prurito, antiistaminici per bocca al bisogno sulle lesioni, l'applicazione di creme cortisoniche leggere per cicli brevi in caso di sovrainfezione, terapia antibiotica locale o generale è sicuramente utile l'esposizione al sole. La maggior parte dei lattanti con dermatite atopica migliora crescendo (verso i tre anni), ma la malattia può continuare durante l'infanzia fino all'età adulta.
La dermatite atopica viene compresa fra le malattie allergiche, ma spesso non si riesce a dimostrare una vera e propria causa scatenante. Nel lattante può essere utile considerare un'eventuale intolleranza alle proteine del latte; quando il bambino sarà più grande, il Pediatra curante valuterà, anche sulla base della familiarità, se effettuare esami diagnostici per l'allergia.
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