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A cura di Dott. Mario Lagrasta (Pediatra)

Mio figlio di 17 mesi frequenta l'asilo nido. Tre giorni orsono a tutti i genitori dell'asilo è stato consegnato un foglio dell'Asl in cui venivamo avvertiti che è stato riscontrato un caso di epatite A. Oggi pomeriggio tutti i bambini vengono sottoposti al vaccino. Cosa si può fare per scoprire nel tempo se mio figlio è stato contagiato, visto che i tempi di incubazione sono molto lunghi? Quali sono i sintomi? Quali conseguenze può avere? Quali esami o test si possono fare?

L'epatite A è causata dal virus HAV, che si trasmette per via oro-fecale. In altre parole, perché ci sia contagio, deve essere ingerito cibo o acqua contaminata da feci infette oppure deve esserci contatto con una persona infetta. L'intervallo fra l'esposizione al virus e l'inizio dei sintomi è in media di circa 25-30 giorni (da un minimo di 15 ad un massimo di 50). Per scoprire se un soggetto è stato contagiato si possono chiedere le transaminasi (queste aumentano 1-2 settimane prima della comparsa dei sintomi clinici) e gli anticorpi anti-virus Epatite A.

Gli anticorpi di tipo IgM compaiono in coincidenza con l'esordio clinico della malattia e indicano una malattia in atto. La presenza di anticorpi di tipo IgG è segno di guarigione (compaiono già dopo due mesi) ed immunizza contro una reinfezione con virus Epatite A. L'epatite contratta nei primi due anni si può presentare in forma lieve o addirittura senza sintomi. Si possono avere nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, congiuntive giallastre, urine scure, feci chiare ecc. Non si hanno complicazioni: non esiste l'epatite cronica da virus A né lo stato di portatore sano. Il virus viene eliminato dalle feci almeno cinque giorni prima dell'aumento delle transaminasi e diminuisce rapidamente al momento in cui compare l'ittero. La decisione di vaccinare i contatti è giusta: la vaccinazione con dose di 720 Unità protegge il bambino nel giro di 10-14 giorni, e il richiamo, dopo 6-12 mesi, assicura una protezione permanente.

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