Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

A cura di Dott. Giuseppe Varrasi (Pediatra)

Sono un papà di un bimbo di 17 mesi, la cosa che vorrei chiedere è la seguente: da un giorno io e mia moglie ci siamo accorti che nostro figlio ha una ghiandolina all'inguine infiammata; da cosa può dipendere? è una cosa per cui ci dobbiamo allarmare?

A mio figlio (5 anni) durante la varicella sulle collo si sono formate alcune ghiandole sul lato sinistro (dimensioni di una nocciola), (dopo 40 giorni sono ancora visibili) posso sapere se sono in relazione alla varicella? se no a cosa possono essere dovute? come posso curarle? 

Le ghiandole linfatiche, o linfonodi, sono strutture predisposte alla sorveglianza di eventuali infezioni ed alla produzione di anticorpi per contrastare le stesse. Ce ne sono dappertutto nell'organismo, disposte lungo il sistema linfatico (che segue lo schema del sistema circolatorio) e ognuna controlla il distretto corporeo ove è situata. Con un esempio, possiamo dire che i linfonodi sono come una caserma: i linfociti stanno lì tranquilli, ma, se nelle vicinanza avviene qualcosa, si mettono in allarme, si moltiplicano ed escono a combattere. Questo spiega l'ingrossamento (si parla di micro, meso o macroadenia per indicare le dimensioni dei linfonodi) e l'arrossamento.

Dal punto di vista clinico, può fare una certa differenza riscontrare un ingrossamento dei linfonodi generalizzato oppure limitato ad una sola zona. In caso di ingrossamento localizzato, come nel caso della prima domanda, la causa probabile è una infezione, anche banale, nella zona circostante; ad esempio, una piccola ferita cutanea, un graffio alle ginocchia, una puntura d'insetto o, in alternativa, una infezione genitale esterna. Dopo la varicella, così come dopo altre malattie infettive, è invece perfettamente normale che compaiano linfonodi ingrossati in tutti i distretti del corpo.

Ovviamente, quelli ai lati del collo e alla nuca sono più evidenti, in quanto poggiano su un piano più rigido, ma ad un controllo metodico è facile verificare che che ce ne sono anche alle ascelle e all'inguine.

Come interpretare questi linfonodi ingrossati? In linea di massima bisogna considerare che essi non sono una malattia (anzi, sono la risposta dell'organismo alla malattia) e quindi non richiedono alcuna cura. Risolta la causa principale, con il passare del tempo (settimane o mesi) si ridurranno di dimensioni. D'altra parte, esistono malattie anche gravi che si manifestano anche con la comparsa di linfonodi ingrossati; per questo, occorre valorizzare gli altri eventuali sintomi presenti e fare riferimento al Pediatra in caso di: febbre persistente pallore, debolezza persistente dolori ossei o muscolari persistenti eruzioni cutanee perdita di peso

Un altro segno importante è legato alle caratteristiche del linfonodo in sè: se è duro (come il legno), se non si riesce a spostarlo con le dita, se fa male, se è molto grosso (diciamo, oltre le dimensioni di un'oliva) o se comunque l'ingrossamento persiste ("regola del pollice": un linfonodo grande quanto un pollice che dura da oltre un mese) vale la pena di approfondire il quadro.

Altro su: i nostri medici specialisti dei bambini

Pediatalk: diretta col Pediatra
Martedì 17 Marzo ore 16 segui la diretta col Pediatra su Youtube e fai le tue domande in chat
Che cosa mangiare a merenda?
Le “merendine”, oltre a contenere molti grassi idrogenati, sono troppo ricche di zuccheri a rapido assorbimento.
I pericoli della dieta vegana e vegetariana
Sento parlare molto di dieta vegetariana e vegana. Ma queste diete si possono seguire senza problemi anche nei bambini?
Catarro nei bambini
Il mio bambino è pieno di catarro e tosse: il pediatra parla di adenoidi e di sinusite.
Ipermetropia e strabismo nei bambini
Si può correggere chirurgicamente lo strabismo e l'ipermetropia. Il punto di vista dell'oculista.
Nitrati nell'acqua di rubinetto
La normativa italiana fissa una concentrazione massima ammissibile per i nitrati di 50 mg/l. Per l'infanzia il limite consigliato è inferiore 10 mg/l.