Il Pediatra risponde

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A cura di Dott. Gianpaolo De Filippo (Endocrinologo Pediatra)

Cos'è esattamente l'ipotiroidismo? Quali sono i sintomi che lo rivelano? Si può curare in modo risolutivo e definitivo? Che conseguenze può avere sul bambino?

Il termine ipotiroidismo indica una produzione insufficiente di ormoni tiroidei. In rari casi si può trattare di un'incapacità di questi ormoni ad agire correttamente. Tale situazione può essere congenita (presente già alla nascita), evenienza di gran lunga la più frequente in età pediatrica o acquisita (una tiroide prima normale comincia a non funzionare bene). In età pediatrica, gli ormoni tiroidei sono fondamentali per lo sviluppo psicomotorio del bambino e per la sua crescita. Una loro assenza o insufficienza in età neonatale, se non riconosciuta subito, può avere effetti deleteri per il futuro del bambino: per questo in tutti i paesi industrializzati è messo in atto lo screening. Tramite una puntura sul tallone, effettuata su tutti i neonati tra il terzo ed il quinto giorno di vita, si raccoglie qualche goccia di sangue che verrà analizzata per identificare precocissimamente un'insufficienza degli ormoni tiroidei.

Se questo dovesse essere il caso, verrà subito messa in atto una terapia detta "sostitutiva": come la definizione lascia capire, si tratta di somministrare (tramite compresse) ciò che l'organismo non riesce a produrre in quantità adeguata, gli ormoni tiroidei, appunto. Una volta assicurata la sostituzione in modo corretta, lo sviluppo del sistema nervoso e del resto dell'organismo avviene in maniera del tutto armonica. E' talmente importante individuare subito questo difetto che la priorità è quella di iniziare la terapia, solo dopo si penserà alla diagnosi precisa (ad ogni modo non cambia nulla per l'attitudine terapeutica). Le cause possono essere varie: assenza completa della tiroide, assenza parziale, ectopia (la tiroide è presente, ma situata in posizione anomala) oppure, come detto all'inizio, gli ormoni non sono capaci di agire, a causa di un difetto dei recettori. Un difetto acquisito più tardi si ripercuote soprattutto sulla crescita e gli effetti sul sistema nervoso sono meno evidenti e, soprattutto, reversibili.

Esistono numerosi elementi clinici che faranno sospettare al pediatra tale condizione, che verrà confermata con gli opportuni dosaggi. Le cause di un difetto acquisito possono essere varie: si può trattare di una tiroide ectopica (vedi definizione sopra) che è riuscita ad assicurare dei livelli accettabili fino a quel momento e che diventa insufficiente. Esistono poi delle patologie più specifiche, spesso autoimmuni (è l'organismo che aggredisce se stesso) che possono alterare la funzione tiroidea. Comunque, anche in questi casi, la terapia è sostitutiva, avendo come obiettivo quello di ristabilire delle concentrazioni normali di ormoni.

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