Il Pediatra risponde
i nostri medici specialisti dei bambini
A cura di Dott. Guido Vertua (Pediatra)
Mia figlia Eleonora, di circa sei anni, presenta da un paio di giorni delle bollicine localizzate sui piedi, sui glutei e sulle mani che risultano doloranti al tatto. Premetto che la bambina é soggetta ad orticarie che fino ad ora non erano mai state così localizzate. La mia pediatra mi ha parlato di una probabile sindrome mani e piedi… Vorrei saperne di più in proposito.
La malattia mani-piedi-bocca è una malattia esantematica (il termine medico esantema indica in generale un’eruzione cutanea), tipica dei bambini piccoli inseriti in comunità, a decorso benigno. L'agente patogeno più frequentemente implicato nella patogenesi della malattia è un virus della famiglia dei coxsackie virus, ma anche altri tipi di virus possono provocare il quadro clinico.
A differenza di altre malattie esantematiche infantili la trasmissione dell’agente patogeno avviene, oltre che per via orale (attraverso cioè un contatto diretto con il muco o la saliva del paziente infetto, oppure con le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando), anche per via oro-fecale (dalle feci, dove viene eliminato il virus, alla bocca): di conseguenza la catena di trasmissione può facilmente essere interrotta con semplici norme igieniche.
La malattia esordisce con un esantema della mucosa orale e della lingua caratterizzato da ulcerazioni del diametro di 4-8 mm, spesso dolorose. Dopo 48 ore si può assistere allo sviluppo di un esantema vescicolare localizzato più frequentemente al palmo delle mani e alla pianta dei piedi, che persiste per alcuni giorni e si riassorbe poi progressivamente in una settimana. Comune è anche l'interessamento dei glutei. Possono associarsi febbricola, malessere generale e scarso appetito.
La malattia ha un periodo di contagiosità che non è ben noto, ma sembra essere prolungato. Il periodo di incubazione dura 4-6 giorni. I lattanti e i bambini piccoli sono particolarmente sensibili all'infezione dato che non possiedono una immunità protettiva nei confronti del virus. La diagnosi si basa generalmente sul quadro clinico e sul tipico decorso della malattia.
Data la benignità della malattia e la durata prolungata della fase di contagiosità non è raccomandato l'isolamento del paziente mentre l’unico provvedimento utile per interrompere la catena di trasmissione si basa su un accurato lavaggio delle mani e su una corretta applicazione delle norme igieniche in generale.
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