Il Pediatra risponde
i nostri medici specialisti dei bambini
Sono il padre di un vivace bimbo di 12 mesi. Per ovviare ai piccoli inconvenienti posti dalla misura della temperatura del piccolo, ho acquistato uno di quegli apparecchi che misurano istantaneamente la temperatura auricolare. È risultato molto comodo, ma i dati non sono di facile interpretazione. Sul libretto delle istruzioni si afferma che la temperatura auricolare in un bambino fino ai due anni si può considerare normale fino ai 38 C. Ma se non vi è una precisa corrispondenza tra la temperatura auricolare e quella rettale, a quale temperatura auricolare è consigliabile intervenire con medicinali che la abbassino? Quando si può dire che abbia la febbre?
La temperatura misurata dal termometro auricolare è una temperatura interna e quindi corrispondente alla temperatura orale o rettale. Il dato da lei misurato va quindi interpretato analogamente a come faceva per la misurazione rettale con termometro a mercurio. Generalmente si stima che la temperatura interna sia superiore a quella esterna, misurata in una grande piega (inguine, ascella), di circa 0.5°C. Per quanto riguarda il valore di febbre dopo il quale intervenire, normalmente si indica come livello soglia il valore di 38°C ascellari o di 38.5°C rettali (o auricolari, evidentemente). Tuttavia, consideri sempre che la febbre è un sintomo e che abbassarla non è sempre necessario e non sempre va fatto a parità di temperatura.
Ci spieghiamo: somministrando il paracetamolo noi alleviamo il fastidio connesso con la febbre, ma certamente non ne curiamo le cause; ciò significa che in determinate situazioni anche valori di temperatura di 37.5°C meritano un farmaco, se i sintomi (cefalea, malessere, mal di gola, ecc.) sono tali da richiedere una soluzione; viceversa, un bambino con 38.5°C che gioca tranquillo o salta sul divano non necessariamente va trattato. Le condizioni generali e i sintomi collaterali alla febbre sono quindi più importanti del valore della temperatura.
Di più, entro valori ragionevoli (diciamo, <40.5°c), la febbre alta di per se è innocua, cioè non danneggia l'organismo e non lo espone ad alcun rischio (nemmeno di convulsioni, che vengono solo a bambini predisposti e anche per temperature più basse). L'attenzione va quindi rivolta alla malattia che la causa.
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